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4 Maggio 2026
17:35

Arrivano le Eta Aquaridi, come e dove vedere le “stelle cadenti” della cometa di Halley nel cielo di maggio

La notte tra il 5 e il 6 maggio 2026 lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi raggiungerà il suo picco massimo di attività: fino a 50 meteore all'ora teoriche, con velocità di ingresso nell'atmosfera di circa 65 km al secondo. Quest'anno però c'è un ostacolo: la Luna non sarà dalla nostra parte. Ti diciamo quando guardare e soprattutto dove posizionarsi per godersi lo spettacolo nonostante l'inquinamento luminoso naturale.

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Arrivano le Eta Aquaridi, come e dove vedere le “stelle cadenti” della cometa di Halley nel cielo di maggio
eta aquaridi 2026
Immagine puramente illustrativa realizzata con AI.

Occhi puntati al cielo nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2026 per osservare il picco dello sciame meteorico delle Eta Aquaridi, le “stelle cadenti” (ma il termine tecnico è meteore) di maggio. Le Eta Aquaridi sono uno degli sciami meteorici più abbondanti e suggestivi della prima parte dell'anno, generati dal passaggio della Terra nella scia di detriti lasciata dalla cometa di Halley. Lo sciame sarà visibile a occhio nudo a partire dalle 3:00 del mattino, col massimo dello spettacolo previsto tra le 4 e le 5, quando la costellazione dell'Acquario (dalla cui direzione appaiono provenire le scie luminose) sarà sufficientemente alta sull'orizzonte est-sudest. C'è da dire che quest'anno l'osservazione non sarà particolarmente fortunata per via della Luna illuminata all'84%, quindi particolarmente luminosa, che sorgerà proprio nella seconda parte della notte riducendo la visibilità delle meteore più deboli e abbassando la frequenza attesa a meno di 10 meteore all'ora (contro una media che va da 10 a 30 meteore all'ora). La finestra di picco delle Eta Aquaridi è comunque abbastanza ampia, con le notti tra il 4 e il 7 maggio tutte favorevoli.

L'origine dello sciame è la cometa più famosa: quella di Halley

Quando parliamo di sciame meteorico intendiamo un insieme di detriti lasciati da un corpo progenitore (generalmente una cometa) lungo la sua orbita, che vengono periodicamente intercettati dalla Terra nella sua orbita attorno al Sole. Ebbene, ogni anno tra la fine di aprile e la fine di maggio la Terra interseca la parte più interna dell'orbita della cometa di Halley, affollata di innumerevoli minuscoli frammenti lasciati dalla cometa stessa durante i suoi passaggi ravvicinati nel Sistema Solare interno. Insomma, in questi giorni il nostro pianeta sta attraversando la "scia di briciole" lasciato da questo corpo celeste. Quando questi detriti, grandi generamente non più di qualche millimetro, entrano nella nostra atmosfera, bruciano per l'enorme attrito (possono precipitare anche a più di 60 km/s) lasciando le scie luminose che comunemente chiamiamo “stelle cadenti”.

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Rappresentazione schematica della posizione dei detriti della cometa di Halley da cui si generano le Eta Aquaridi. In questi giorni, la Terra (pallino azzurro in basso a sinistra) si trova nel punto della sua orbita che interseca quella dei detriti della cometa di Halley, generando lo sciame meteorico delle Eta Aquaridi. Credit: International Meteor Organization.

Lo sciame prende il nome dal suo radiante, cioè il punto del cielo da cui le scie sembrano dipartirsi: si trova nella costellazione dell'Acquario, in prossimità della stella Eta Aquarii. La cometa di Halley è il corpo progenitore anche dello sciame delle Orionidi di ottobre (che avvengono quando la Terra interseca nuovamente l'orbita della cometa), ma le Eta Aquaridi sono decisamente più generose: secondo l'International Meteor Organization, producono una frequenza massima di 50 meteore all'ora, 2-3 volte quella delle Orionidi. Le Eta Aquaridi sono anche caratteristiche per le scie persistenti che lasciano nel cielo, a differenza di molti altri sciami.

Come e a che ora osservare il picco delle Eta Aquaridi a maggio 2026

Il picco dello sciame è previsto nella notte tra il 5 e il 6 maggio, ma la finestra di attività intensa è abbastanza ampia: le notti tra il 4 e il 7 maggio offrono tutte buone probabilità di avvistamento, meteo permettendo.

Il momento più favorevole per osservare è nelle ultime ore della notte, prima dell'alba. La costellazione dell'Acquario sorge in direzione est intorno alle 3:00 del mattino, ma a quell'ora il radiante è ancora troppo basso sull'orizzonte per offrire uno spettacolo soddisfacente. La finestra migliore è tra le 4:00 e le 5:00, quando la stella Eta Aquarii si sarà alzata sull'orizzonte est-sudest (la Luna si troverà pressappoco in direzione sud). Con il proseguire dei minuti il radiante salirà ulteriormente, ma intorno alle 5:30 il cielo inizierà a schiarirsi per il sorgere del Sole, vanificando il vantaggio.

radiante eta aquaridi
Posizione del radiante delle Eta Aquaridi in Italia al momento del picco del picco dello sciame (ore 5 del 6 maggio). Credit: Stellarium

Come per tutti gli sciami meteorici, non è necessario individuare con precisione la costellazione dell'Acquario né usare telescopi o binocoli: anzi, sconsigliamo l'uso di strumenti ottici perché restringono il campo visivo, mentre l'obiettivo è osservare la porzione di cielo più ampia possibile. Basta puntare lo sguardo verso est, tenendolo basso sull'orizzonte. È buona norma concedere 20-30 minuti agli occhi per adattarsi al buio prima di iniziare le osservazioni.

Come evitare che la Luna “rovini” lo spettacolo

Qui arriva la nota dolente di questa edizione 2026. La luna piena è stata il 1° maggio, quindi nella notte tra il 5 e il 6 maggio avremo una Luna gibbosa calante molto luminosa (con un'illuminazione intorno all'84%) che sorgerà proprio nella seconda parte della notte e dunque sarà non distantissima dal radiante dello sciame. In queste condizioni le meteore visibili all'ora potrebbero scendere anche sotto le 10, perché la luce lunare sarà abbastanza per “seppellire” le scie delle meteore più deboli.

Il consiglio pratico è quello di sfruttare la geometria: posizionarsi in un luogo dove la Luna sia fisicamente "nascosta" dietro un ostacolo naturale o artificiale (per esempio una montagna o dei palazzi) e puntare lo sguardo verso la porzione di cielo opposta, quella più scura. In questo modo si riduce l'inquinamento luminoso naturale e si aumenta il numero di meteore visibili. Anche da luoghi con luce lunare parzialmente schermata, le meteore più luminose e le scie persistenti che caratterizzano questo sciame resteranno ben visibili.

Come sempre, per massimizzare le possibilità di un buon avvistamento è bene allontanarsi dalle luci artificiali delle città e scegliere un punto con l'orizzonte est-sudest il più libero possibile.

Fonti
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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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