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episodio 4

Leggi di iniziativa popolare: i passaggi per presentare una proposta in Parlamento

I cittadini possono esercitare la funzione legislativa presentando dei progetti di legge in Parlamento, alla Camera o al Senato. Ecco la sequenza di step da seguire e cosa succede alla nostra proposta.

28 Settembre 2022
18:30
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Leggi di iniziativa popolare: i passaggi per presentare una proposta in Parlamento
Legge di iniziativa popolare

Il secondo comma dell'articolo 71 della Costituzione recita "[…] Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli". Esatto, avete capito bene: anche i cittadini possono proporre delle leggi in Parlamento, presentandole alla Camera o al Senato, dopo aver seguito dei precisi passaggi e aver raccolto almeno 50.000 firme valide.

Oltre che dei cittadini, in Italia l'iniziativa legislativa è di competenza di ogni membro del Parlamento, delle Regioni, del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e del Governo. Nel video qui sopra e in questo articolo, però, scopriamo nello specifico e in sintesi il percorso di una legge di iniziativa popolare passo dopo passo.

1. Scelta del tema e stesura della proposta

Prima di scrivere una legge, bisogna anzitutto individuare un tema preciso su cui proporla. Dopodiché va scritto il progetto di legge: deve avere un titolo, contenere almeno un articolo e deve essere accompagnata da una relazione in cui si spiega la situazione sulla quale si va a intervenire e le finalità del progetto di legge. Il tutto ovviamente va scritto in uno stile, con un linguaggio e secondo delle modalità appropriate, tipiche del diritto.

scrittura legge

2. Cancelleria della Corte di Cassazione

Una volta che il progetto di legge è pronto, 10 persone favorevoli devono andare alla Cancelleria della Corte di Cassazione e fare annunciare l’iniziativa legislativa nella Gazzetta Ufficiale. La Gazzetta Ufficiale è il "librone" che contiene tutte le norme in vigore in Italia e serve perché tutti possano conoscere i vari atti e le leggi in vigore nel nostro Paese.

3. La raccolta firme

Dopo la presentazione della proposta di legge, si deve dichiarare che si sta per procedere alla raccolta firme necessarie perché il progetto passi in Parlamento. C’è un tempo massimo in cui questo va fatto: non si può presentare un progetto in Cassazione e poi consegnare le firme 15 anni dopo. Il motivo è dimostrare che la questione su cui si propone la legge è prioritaria per un buon numero di persone in un certo momento. Di norma, il tempo massimo per la raccolta firme è 6 mesi e per raccoglierle bisogna seguire tutta una serie di regole precise. In totale bisogna ottenere almeno 50.000 firme valide.

raccolta firme legge

4. Il Servizio per i testi normativi

Una volta svolto questo passaggio si va al Servizio per i testi normativi e si consegnano le firme certificate, il progetto di legge accompagnato dalla relazione illustrativa e una copia del verbale di presentazione dell'iniziativa alla Cancelleria della Corte di Cassazione.

5. Presentazione in Parlamento

A questo punto la proposta di legge raggiunge una delle due camere del Parlamento in base alla scelta di chi ha scritto il progetto. Il Presidente di Camera o Senato presenterà il progetto di legge e per prima cosa l’Aula di riferimento dovrà verificare che tutta la procedura di presentazione sia corretta.

Parlamento italiano

6. Commissione permanente

Se tutto è a norma, la proposta di legge va incontro al processo legislativo ordinario e la prima cosa che le accade è che viene assegnata a una delle Commissioni parlamentari permanenti. Cosa sono le Commissioni permanenti? Semplificando, sono dei gruppi ristretti di parlamentari che, tra le altre cose, si occupano anche di studiare e discutere le proposte di legge prima che vengano presentate all’intero Parlamento. Ogni Commissione Permanente si dedica a un macro-argomento specifico. Ad esempio c’è la Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione”, la “Commissione Giustizia” e così via.

7. Emendamenti e accorpamenti

La Commissione valuta la proposta di legge, prepara un testo per discuterlo in Aula e può anche decidere di accorpare due o più proposte sullo stesso argomento, magari quella di iniziativa popolare e un’altra di iniziativa parlamentare, ad esempio. Piccolo spoiler: le proposte di legge di iniziativa popolare che sono state poi approvate praticamente sono quasi solo quelle accorpate con altri progetti.

Inoltre i parlamentari possono proporre degli emendamenti, cioè delle modifiche al progetto di legge, sia in Commissione sia successivamente in Aula, quindi la proposta dei cittadini può venire comunque modificata. Dopodiché parte l’iter legislativo e comincia la discussione tra Camera e Senato, che può durare mesi.

Parlamento italiano

Una cosa importante da dire è che in realtà attualmente gli organi parlamentari non hanno l’obbligo di pronunciarsi sulle proposte di iniziativa popolare e non esiste un vincolo che dia priorità a queste proposte di legge rispetto ad altre, quindi le possibilità che una legge di iniziativa popolare sia discussa, votata e che passi non sono altissime; anzi nella maggior parte dei casi l'iter legislativo non inizia proprio e le proposte di legge di iniziativa popolare rimangono depositate in Commissione senza essere neppure discusse all’interno della Commissione stessa.

Differenze tra Camera e Senato

C’è però una nota positiva, abbastanza recente: il regolamento del Senato, modificato pochi anni fa su questo tema, ora prevede che le Commissioni di competenza debbano avviare l’esame dei progetti di legge di iniziativa popolare entro e non oltre 1 mese, chiamando in audizione una delle 10 persone che ha scritto e presentato il progetto. A quel punto la Commissione ha altri 3 mesi per esaminare il progetto e, se non lo fa, la proposta di legge è iscritta d'ufficio nel calendario del Senato così com’è. Questo però vale solo per il Senato e non per la Camera. Di conseguenza, se dei cittadini hanno intenzione di proporre una legge, conviene loro presentarla al Senato e non alla Camera.

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Alessandro Beloli
Redattore
Viaggiare e raccontare il mondo è la mia passione: luoghi, usi e costumi, storie, geopolitica… Da bambino adoravo Piero Angela e Indiana Jones. Classe ‘88, sono laureato in Scienze Geografiche e prima di Geopop ho lavorato per lo sviluppo di progetti socio-ambientali, scritto un romanzo di viaggio, insegnato Geografia, Storia e Lettere alle superiori e fatto divulgazione su YouTube e RaiGulp.
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