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28 Maggio 2026
17:57

Perché a 33 °C il Roland Garros non si ferma: il malore di Sinner e la scienza dietro la heat rule

Jannik Sinner sconfitto a Parigi dopo aver accusato un malessere in campo: "Mi sento disidratato". Il caldo anomalo al Roland Garros 2026 riaccende i riflettori sulla "heat rule" e sul WBGT, l'indice scientifico usato negli Slam per misurare lo stress termico reale sul corpo degli atleti.

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Perché a 33 °C il Roland Garros non si ferma: il malore di Sinner e la scienza dietro la heat rule
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L'eliminazione a sorpresa di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros 2026 ha lasciato tutti col fiato sospeso. Dopo aver dominato la prima parte del match contro Cerundolo, il numero 1 al mondo ha accusato un grave malessere in campo lamentando forte disidratazione e nausea fino a cedere clamorosamente al quinto set. A Parigi si registravano circa 33 °C, un caldo decisamente anomalo per la primavera francese. Come ha poi spiegato lo stesso Sinner a fine gara, le temperature non erano insopportabili, ma hanno dato il colpo di grazia a un fisico già svuotato di energie da una stagione fittissima e da una notte insonne.

L'episodio, unito ai malori accusati anche da altri tennisti in questi giorni di afa in Francia, ha riacceso immediatamente i riflettori su un meccanismo di sicurezza fondamentale ma poco conosciuto al grande pubblico: la cosiddetta heat rule degli Slam e il parametro scientifico che ne decide l'attivazione, il WBGT (Wet-Bulb Globe Temperature). Ma se c'erano 33 gradi, perché il gioco non è stato fermato? Vediamo cos'è questa regola, come funziona e perché in questo Roland Garros sta facendo tanto discutere.

Cos'è la heat rule e quando scatta al Roland Garros 2026

La heat rule fa parte dell'Extreme Weather Policy, il regolamento che tutti e quattro gli Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open) hanno adottato per tutelare i giocatori quando le condizioni climatiche superano la soglia di sicurezza. La logica è semplice: il tennis di alto livello è uno degli sport più estenuanti che esistano (match che possono durare oltre 5 ore, scambi sopra i 30 colpi, e per i maschi al meglio dei cinque set), e farlo sotto un sole a picco con umidità elevata può portare al colpo di calore, una condizione che può essere letale.

Al Roland Garros la regola funziona così, e ha due soglie. La soglia 1 si applica quando l'indice WBGT supera i 30,1 °C, viene concessa una pausa di 10 minuti prima del set decisivo. Negli incontri maschili (al meglio dei 5 set) la pausa si colloca tra il terzo e il quarto set; in quelli femminili (al meglio dei 3) tra il secondo e il terzo. Dieci minuti per andare negli spogliatoi, raffreddarsi, idratarsi, rimettere in moto il sistema di termoregolazione. La soglia 2, invece, entra in vigore quando il WBGT raggiunge 32,2 °C, le partite si fermano. Si aspetta che le condizioni migliorino, poi si riprende. La Federazione Francese ha fatto sapere che questa soglia non è mai stata raggiunta al Roland Garros, ma in questi giorni ci si è andati vicini. A monitorare in tempo reale ci sono due sensori, piazzati uno sul Philippe-Chatrier (il campo centrale) e uno sul campo 14.

A Parigi raggiungere quelle soglie è più difficile di quanto sembri. Non perché faccia poco caldo, ma perché, come riporta il Centro Meteo Italiano, l'aria francese è relativamente secca, e l'umidità pesa moltissimo nel calcolo del WBGT. Per questo, anche con i 33 °C dei termometri tradizionali, l'indice spesso resta sotto soglia. Ed è anche per questo che, nonostante i malori, gli ufficiali di gara raramente intervengono in automatico. Infine, i tetti dei campi principali del Roland Garros proteggono dalla pioggia, ma non rinfrescano l'ambiente e chiuderli in caso di caldo estremo potrebbe solo peggiorare la situazione, rendendo l'aria ancora più afosa.

Cos'è il WBGT (Wet-Bulb Globe Temperature)

Sul nostro corpo, quando siamo all'aperto e ci muoviamo, agiscono in contemporanea quattro fattori ambientali:

  • La temperatura dell'aria ci scalda (o ci raffredda) per contatto diretto.
  • Il sole ci scalda con la sua radiazione. Basta pensare a quanto fa caldo stare al sole rispetto a stare all'ombra a parità di temperatura.
  • L'umidità determina quanto velocemente il nostro sudore riesce a evaporare. E siccome evaporare il sudore è il modo principale con cui il nostro corpo si raffredda, più l'aria è umida, meno riusciamo a smaltire calore.
  • Il vento porta via il calore dalla pelle e accelera l'evaporazione del sudore, ci raffredda.

Il problema è che il termometro classico misura solo il primo di questi quattro fattori. La "temperatura percepita" che vediamo nelle app meteo (l'heat index) ne aggiunge un secondo, l'umidità, ma è pensata per l'ombra non considerando quando "ti picchia" il sole addosso, e non considerando il vento. Per chi gioca a tennis su un campo aperto a mezzogiorno, l'heat index è un'informazione utile, ma è incompleta.

Il WBGT mette insieme tutti e quattro i fattori in un unico numero. È stato sviluppato negli anni '50 dai Marines degli Stati Uniti, nel campo di addestramento di Parris Island in South Carolina: troppe reclute si addestravano in piena estate, sotto il sole e con un'umidità tipica del sud-est americano, e molti soffrivano di colpi di calore. Funzionò così bene che oggi il WBGT è usato dai militari, dall'OSHA (agenzia USA per la sicurezza sul lavoro), dalla norma ISO 7243, dalle leghe di football americano scolastico, da diverse federazioni sportive e dai quattro Slam del tennis.

Come si calcola l’indice dello stress da calore: tre termometri al lavoro

Il WBGT si ottiene combinando tre misurazioni diverse, prese da tre termometri diversi che lavorano in parallelo. Ciascuno cattura uno dei fattori che ci interessano:

  • Termometro normale: misura la temperatura dell'aria, è il termometro classico
  • Termometro con garza bagnata (è il "bulbo umido"): misura l'umidità. È un termometro normale, ma il bulbo è avvolto in una garza imbevuta di acqua distillata. L'acqua evapora dalla garza e raffredda il bulbo, esattamente come il sudore evapora dalla nostra pelle e ci raffredda. Più l'aria è secca, più acqua evapora, più la temperatura misurata è bassa rispetto all'aria. Se invece l'aria è satura di umidità, l'acqua non riesce a evaporare e la temperatura misurata resta alta. Questo termometro, in pratica, simula la nostra pelle che suda.
  • Termometro dentro una sfera nera (è il "bulbo a globo"): misura l'impatto del sole. È un termometro infilato dentro una sfera di rame dipinta di nero opaco, di circa 15 cm di diametro. La sfera nera assorbe la radiazione solare e si scalda, esattamente come ci scalda il sole sulla pelle quando giochiamo a tennis in pieno giorno.
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I termometri per la misurazione del WGBT. Credit: Nicholas Institute – Duke University

Il vento entra in tutti e tre, perché è una condizione dell'aria che li investe tutti contemporaneamente: aria che si muove sul bulbo bagnato evapora più acqua e raffredda di più o l'aria che si muove sulla sfera nera porta via calore.  A questo punto le tre temperature vengono combinate con una formula in cui non pesano tutte uguali. Il termometro con la garza bagnata vale da solo il 70% del totale. La sfera nera vale il 20%. Il termometro dell'aria vale solo il 10%, la temperatura dell'aria conta un decimo nel calcolo finale.

Questa proporzione, decisamente sbilanciata, racconta che il corpo umano non si surriscalda tanto per via dei gradi dell'aria, ma per quanto efficiente è il suo sistema di raffreddamento, cioè la sudorazione. Se si suda e il sudore evapora subito, si sta bene anche a 35 gradi. Se si suda e il sudore non evapora perché l'aria è già satura di umidità, si è in difficoltà anche a temperature più basse.

La situazione al Roland Garros 2026 e il crollo di Sinner

A fine maggio, Parigi sta vivendo un'anomala ondata di calore, con termometri che oscillano tra i 33 e i 34 °C (fino a 14 °C in più rispetto alla media stagionale). Tuttavia, l'aria parigina è attualmente piuttosto secca. Questa mancanza di umidità "salva" il calcolo del WBGT, impedendogli di raggiungere le soglie critiche. Ecco perché, nonostante i numeri da piena estate, il protocollo di emergenza del Roland Garros scatta raramente in automatico e si continua a giocare anche nelle ore di punta sotto il sole a picco.

Di norma, un atleta professionista ben allenato e idratato riesce a gestire questi margini. Ma Sinner ha un rapporto notoriamente complicato con il caldo torrido: già lo scorso gennaio, agli Australian Open contro lo statunitense Spizzirri, aveva sofferto di violenti crampi su tutto il corpo che rischiavano di fargli perdere il match. In quell'occasione fu "salvato" proprio dall'attivazione della heat policy, che portò alla chiusura del tetto dell'arena per abbassare lo stress termico.

Se per Sinner le temperature parigine sono state "soltanto" l'innesco su un fisico già provato, in questo Roland Garros 2026 ci sono casi in cui il caldo è stato il vero e unico colpevole. Nei giorni scorsi Casper Ruud ha accusato malori in campo, una raccattapalle ha sfiorato lo svenimento e il ceco Jakub Mensik, dopo una maratona di cinque set, ha dichiarato che il suo corpo «si è letteralmente spento».

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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