
L'Agenzia Spaziale Giapponese (Japan Aerospace Exploration Agency, anche conosciuta come JAXA) ha condotto con successo un test di combustione a terra per il primo velivolo sperimentale ipersonico del Giappone, in grado di simulare le condizioni di volo a Mach 5 (cinque volte la velocità del suono), arrivando a circa 5.400 km/h e raggiungendo un'altitudine di circa 100 km. Per intenderci, un normale aereo di linea vola generalmente tra i 9.200 e 12.200 metri sopra il livello del mare, a una velocità massima di circa 1.000 km/h.
L'esperimento, condotto ad aprile 2026 insieme all'Università di Waseda, all'Università di Tokyo e all'Università di Keio, rende più concreta l'ipotesi di poter attraversare l'Oceano Pacifico, tra America e Asia, in sole 2 ore. L'obiettivo finale, chiaramente, è quello di consentire l'entrata in servizio del primo aereo passeggeri ipersonico: secondo le indiscrezioni, comunque, il progetto non sarà operativa prima del 2040.
Le caratteristiche tecniche del velivolo sperimentale
La sfida principale di un velivolo ipersonico è il calore. A Mach 5, la compressione e il riscaldamento dell'aria portano la temperatura attorno alla struttura del velivolo a circa 1.000 °C, abbastanza da distruggere materiali e componenti elettronici. Per questo, il velivolo sperimentale è stato progettato con una struttura leggera e resistente al calore, che combina materiali termoresistenti e strutture di schermatura termica. L'obiettivo era che quello di ottenere che l'interno del velivolo (compresa le apparecchiature) rimanesse operativo durante il volo simulato, nonostante le temperature esterne estreme: il test è stato concluso con successo.
L'altra grande sfida riguarda il rapporto tra il corpo dell'aereo e il motore, che in questo caso specifico è un motore statoreattore (comunemente chiamato ramjet) alimentato a idrogeno. Su un normale aereo, i due elementi vengono progettati in modo quasi indipendente. A velocità ipersoniche, però, questo non funziona più: il modo in cui l'aria scorre attorno alla fusoliera influenza direttamente il motore, e il motore a sua volta cambia il comportamento dell'aereo in volo. È un sistema in cui tutto si influenza a vicenda, e per questo fusoliera e motore devono essere pensati e controllati come se fossero una cosa sola.

La storia del progetto: potrebbe diventare realtà dopo il 2040
Il progetto non nasce dall'entusiasmo del momento. Questo specifico programma di ricerca, focalizzato sul controllo integrato tra fusoliera e propulsione, è stato avviato nel 2013, finanziato dalla Japan Society for the Promotion of Science, con la Waseda University come istituzione capofila e JAXA come partner principale.
Il test di aprile 2026 è stato realizzato al Centro Spaziale JAXA di Kakuda, con un velivolo sperimentale di circa 2 metri: in particolare, gli scienziati hanno condotto esperimenti di combustione in una galleria del vento ipersonica che simulava le condizioni di volo a Mach 5, utilizzando l'impianto di prova per motori a statoreattore. Questo esperimento ha confermato la validità della progettazione integrata di aerodinamica, propulsione e struttura.
Il passo successivo, secondo l'Università di Waseda, sarà quello di realizzare nuovi esperimenti di volo a Mach 5 montando il velivolo ipersonico su un razzo sonda o un veicolo simile. Solo dopo questo test, il programma potrà entrare nella fase successiva, che potrebbe portare allo sviluppo di un aereo passeggeri ipersonico. Le tempistiche sono comunque realistiche: la commercializzazione è attesa dopo il 2040, con ancora almeno 15 anni di lavoro davanti.