
Quando si parla di pietre preziose, oltre ai diamanti, alcune tra le più note sono senza ombra di dubbio zaffiri e rubini. Ciò che rende queste gemme particolarmente riconoscibili è il loro colore, rispettivamente blu intenso e rosso acceso. Quello che però non tutti sanno è che, dal punto di vista mineralogico, si tratta dello stesso identico minerale: il corindone. Ma perché allora vengono chiamati in maniera diversa? E soprattutto, perché hanno un colore così diverso tra loro?

Il corindone è un ossido di alluminio con formula Al2O3 ma, come molti altri minerali, può contenere al suo interno degli elementi in tracce. Questi non ne cambiano le proprietà tecniche in maniera significativa, ma hanno un grande peso nel colore finale: piccole tracce di cromo possono rendere il corindone rosso, permettendo di ottenere un rubino. D'altra parte tracce di ferro e titanio possono dar vita ad una colorazione tendente al blu, quindi a uno zaffiro. Il rubino vale di più dello zaffiro.
Attenzione: qui è bene fare una piccola precisazione. La varietà rossa di corindone si chiama sempre rubino, mentre il corindone di qualunque altro colore prende il nome zaffiro. Quindi questi non sono solamente blu, ma possono anche essere rosa, arancioni, gialli e così via!

Dal punto di vista estrattivo, i migliori rubini si estraggono in Myanmar, mentre gli zaffiri in India, Madagascar, Thailandia, Sri Lanka e Cambogia.