
Michelangelo Merisi, conosciuto come Caravaggio, nato il 29 settembre del 1571, è uno dei più importanti pittori della storia dell'arte italiana, anche se oggi è molto più noto con il nome della città in cui trascorse gran parte della sua prima infanzia. Divenuto celebre in vita e messo in secondo piano per secoli dopo la sua morte, avvenuta nel 1610, è stato pienamente riabilitato solo dal Novecento in poi (grazie a studiosi come Roberto Longhi e Anna Banti), periodo durante il quale molte parti della sua vita sono finalmente uscite dalla leggenda. Vediamo le più importanti.
1. Il pittore italiano nacque nel mezzo dell'epidemia di peste del Cinquecento
Caravaggio nacque a Milano nel 1571 nel pieno di un'epidemia di peste (da non confondere con quella manzoniana, successiva di alcuni decenni). Nel 1577, per sfuggire al contagio, i Merisi si rifugiano nel loro paese natale, Caravaggio, quaranta chilometri più a est, ma anche lì non sfuggirono al morbo: la morte colpì, nello stesso giorno, il padre e il nonno. Poi, quattro anni dopo, morì della stessa malattia anche la madre.
2. Caravaggio e l'influenza della Controriforma
Quando tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo la Chiesa cattolica reagì alla Riforma protestante con la Controriforma, si rivolse formalmente o meno a pittori, scultori e architetti per confermare il predominio e il potere del cattolicesimo (e per riconquistare i primi convertiti al protestantesimo). Questo clima influenzò molto la produzione artistica del periodo, che doveva essere vivida e vicina alla gente comune: caratteristiche che troviamo anche nei dipinti di Caravaggio, nelle sue composizioni fortemente drammatiche e nelle scene che parlavano a fedeli di ogni ceto sociale e soprattutto agli emarginati.

3. Non piaceva alla Chiesa
Nonostante il contributo alla Controriforma, la Chiesa non lo amava particolarmente per via della sua "mancanza di decoro" soprattutto nel ritrarre personaggi e situazioni sacre. La sua ambiguità e l'oscurità diffusa delle sue opere non si adattavano bene allo stile della pittura classicista, in crescente diffusione in tutta Europa, né alla dialettica illuminista. Questo non gli impedì di essere ammirato e apprezzato.
4. Non conformismo e bisessualità
Ci sono anche dei motivi più personali per cui alla Chiesa non piaceva Caravaggio. Le sue compagnie, per esempio: è cosa nota che frequentasse spesso le prostitute, a cui chiedeva anche di fare da modelle per le sue madonne, e che fosse bisessuale.

5. La speciale tecnica che usava per la luce
Caravaggio, come spiegavamo già in questo articolo, è celebre per l’uso teatrale del chiaroscuro, che illumina i soggetti emergenti dal buio: secondo studi recenti pare che l'artista usasse una camera ottica con lenti, specchi e persino sostanze fotosensibili per proiettare i modelli sulla tela, anticipando le tecniche fotografiche.
6. L'omicidio e l'esilio del "genio maledetto"
Questa è forse la parte più nota della vita di Caravaggio: l'artista aveva un carattere irascibile e una propensione ad attaccare briga. Sono tante le infrazioni registrate, alcune lievi (come andare in giro con la spada senza licenza) e gravi (tra cui aver sfregiato prostitute e guardie), fino all'omicidio. Gli storici dell'arte dibattono da tempo sui dettagli e sul contesto dell'assassinio di Ranuccio Tomassoni, che però morì certamente per mano sua a margine di una partita di tennis. Come punizione, Caravaggio ricevette una condanna a morte: fuggì prima a Napoli, dove si nascose nelle case di famiglie nobili, e poi a Malta, uno stato indipendente che lo accolse in sicurezza. Durante l'esilio non smise mai di lavorare, spostandosi in Sicilia per dipingere alcune delle sue opere più amate, come la Decollazione di San Giovanni Battista.
7. Provò a comprarsi il perdono papale con le sue opere
Durante i suoi quattro anni di esilio, cercò costantemente di ottenere la grazia dal Papa per revocare la condanna a morte: inviò molti dipinti (tra cui i famosi David con la testa di Golia e la Salomè con la testa di Giovanni Battista) ad amici e familiari influenti che godevano dell'appoggio papale, nella speranza che potessero mediare per ottenere la grazia. Purtroppo morì prima di ottenere dei risultati.
8. Diede vita a un movimento artistico che prende il suo nome
Ciò che Caravaggio realizzò con la propria opere suscitò molto scalpore e ammirazione tra i contemporanei dando vita al caravaggismo, un movimento internazionale interno alla pittura barocca. Il principale seguace italiano di Caravaggio fu Bartolomeo Manfredi, le cui scene di gioco d'azzardo e di indovine furono ampiamente imitate. L'arte di Caravaggio era anche molto popolare tra i pittori stranieri a Roma, com gli olandesi Hendrick ter Brugghen e Gerrit van Honthorst, i francesi Valentin de Boulogne e Nicholas Tournier, e gli spagnoli Juan Bautista Maino e Jusepe de Ribera e Zurbarán. Purtroppo, data l'avversione della Chiesa al suo stile, papa Urbano VIII e i Gesuiti misero un veto al caravaggismo, che così morì sul nascere.
9. Potrebbe essere stato avvelenato dai suoi dipinti
Nel 2010, a Porto Ercole sono state ritrovate delle ossa umane che con molta probabilità appartenevano proprio a Caravaggio. Le ossa presentavano livelli tossici di piombo, quasi certamente provenienti dalla pittura. È accertato che Merisi dipingeva con le mani, e dunque era un soggetto particolarmente a rischio del cosiddetto "saturnismo", cioè avvelenamento da piombo (la stessa sindrome che uccise Van Gogh e Goya). C'è però una seconda ipotesi sulla morte, avvenuta a soli 39 anni, cioè che potrebbe essere stato ucciso dalla sifilide.

10. Un suo dipinto è stato al centro di un famoso furto d'arte (forse della mafia)
La Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi di Caravaggio è stata inserita dall'FBI nella lista dei dieci capolavori rubati più importanti del mondo. L'opera era conservata nell'Oratorio di San Lorenzo a Palermo: la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 venne rubata e da allora mai più recuperata. Ci sono diverse piste d'indagine aperte, tra cui una traccia mafiosa, ma non ci si è ancora avvicinati alla verità. Il valore di mercato del quadro, intanto, è stimato ad almeno 20 milioni di dollari.