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21 Aprile 2026
9:35

5 errori di stampa più clamorosi della storia: dalla “Bibbia dei Peccatori” al libro di “Harry Potter”

Alcuni clamorosi refusi e errori tipografici sono passati alla storia: si pensi a quello della cosiddetta "Bibbia dei Peccatori", che nei dieci comandamenti suggerisce di "commettere adulterio" o a quelli della primissima edizione di "Harry Potter".

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5 errori di stampa più clamorosi della storia: dalla “Bibbia dei Peccatori” al libro di “Harry Potter”
errori ripografici
Generata con AI

Nei secoli sono passati alla storia diversi errori di battitura diventati molto famosi, dovuti a distrazioni, possibili boicottaggi, difetti di impostazione della macchina di stampa.

Dalla Bibbia dei Peccatori, dove si consiglia di commettere adulterio invece che evitarlo; passando per “Dord”, parola inesistente che però è stata tredici anni sul dizionario; il francobollo “inverted Jenny” con un aereo a testa in giù; un ricettario di pasta che richiede di macinare persone, invece che pepe; fino alla prima edizione di Harry Potter, con errori di battitura che la rendono preziosissima.

1. La “Bibbia dei Peccatori”

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La Bibbia dei Peccatori – Credits: Wikimedia Commons.

Nel 1631, in Inghilterra, i tipografi Robert Barker e Martin Lucas diedero alle stampe mille copie della Bibbia di Re Giacomo – versione della Bibbia commissionata dal sovrano nel 1611 – con un errore di stampa clamoroso: quando vengono elencati i dieci comandamenti, nel testo del settimo viene omessa la parola “not”, ovvero “non”. Il testo del comandamento, da “non commettere adulterio” diventa quindi “commettere adulterio”.

Thou shalt not commit adultery – Thou shalt commit adultery

Immediatamente la Bibbia si guadagnò la nomea di “Wicked Bible”, letteralmente “Bibbia maledetta”, conosciuta poi come “Bibbia dei peccatori” o “Bibbia cattiva”.

Gli stampatori Barker e Lucas vennero processati, dichiarati colpevoli e multati, e la loro licenza venne revocata. Le copie della Bibbia “sbagliata” vennero rintracciate quasi tutte – ma non tutte! – e distrutte. Ad oggi, le fonti a disposizione sostengono l’esistenza di circa una decina di copie della “Bibbia cattiva”, di cui una alla Public Library di Londra, una al Museum of the Bible di Washington e almeno altre due copie messe all’asta da Bonhams e Sotheby’s, vendute per diverse decine di migliaia di dollari.

Sul perché si sia verificato un errore così clamoroso, si pensa a diverse possibilità: forse un errore di distrazione, forse un boicottaggio da parte di un tipografo rivale.

2. “Dord”, la parola che non esiste ma che è stata sul dizionario inglese

Il famoso dizionario americano Merriam Webster, pubblicato per la prima volta nel 1934, è protagonista di un’altra curiosa vicenda relativa a un errore di stampa. Nella prima edizione del dizionario, infatti, compare la parola “Dord”, indicato come abbreviazione sinonimo di “Density”, in italiano "densità". “Dord” inziò ad essere utilizzato come vocabolo, finché nel 1947 non ci si accorse che in realtà non esisteva e non voleva dire nulla.

I compilatori del dizionario, infatti, giunti alla parola “Density”, indicarono come abbreviazione la lettera iniziale, scrivendo “D. or d.”: questa combinazione venne interpretata come una parola unica, e nacque così il termine “Dord”. Dopo 13 anni di curioso utilizzo, oggi “Dord” rimane come “parola fantasma” e non viene più utilizzato,

3. Il preziosissimo francobollo stampato male “inverted Jenny”

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Credits: U. S. Postal Service, Public domain, via Wikimedia Commons.

Uno degli errori di stampa più famosi – e preziosi! – non riguarda un libro ma un francobollo: il cosiddetto “inverted Jenny”, il “Jenny invertito”. Nel 1918, negli Stati Uniti, venne emesso un francobollo che raffigurava un biplano Curtiss JN-4, all’epoca soprannominato “Jenny”. Al momento della stampa, in un unico foglio che conteneva 100 francobolli, l’immagine del “Jenny” venne invertita rispetto alla cornice, con le ruote all’insù e la cabina dell’aereo rivolta in basso. Vennero quindi stampati 100 francobolli con il biplano invertito, il che li rese immediatamente famosi e ricercatissimi e, per questo, molto preziosi. Una delle copie è conservata presso lo Smithsonian di Washington, molte altre appartengono a collezionisti privati: si stima che il valore di ognuno di questi francobolli si aggiri tra il milione e i due milioni di dollari, valore che viene raggiunto anche dal Penny Black, il primo francobollo della storia.

4. La prima edizione di Harry Potter

Ha fatto notizia la base d’asta – 250 mila sterline – con cui è stata proposta da Christie’s nel 2022 una prima edizione di Harry Potter and the Philosopher's StoneHarry Potter e la pietra filosofale, primo libro della saga di J.K. Rowling.

La copia, pubblicata dalla casa editrice inglese Bloomsbury nel 1997, è considerata preziosissima perché ne esistono solo duecento copie, data la tiratura limitata che la casa editrice decise non sospettando del successo che il romanzo avrebbe riscosso. Questa edizione contiene due errori di battitura che la rendono unica: nella quarta di copertina – ovvero il retro del libro – c’è scritto philospher’s” invece che  “philosopher’se, a pagina 53, nell’elenco del materiale da portare alla scuola di magia di Hogwarts è ripetuta due volte la parola “bacchetta”, “wand.

5. “Black people” invece che “black pepper” in un ricettario di pasta

L’editore Penguin Australia, branca australiana di quella che oggi è la casa editrice Penguin Random House, fu protagonista di un errore di battitura decisamente imbarazzante, che costò la distruzione di ben 7.000 copie di The Pasta Bible, un ricettario di cucina incentrato sulla pasta.

Nella ricetta delle tagliatelle con sarde e prosciutto, si legge che serve “freshly ground black people”, letteralmente: “persone nere fresche macinate”. Il testo corretto, chiaramente, doveva essere “freshly ground black pepper”, ovvero “pepe nero macinato fresco”.

Penguin si scusò immediatamente esplicitando che il gesto era un errore: ritirò le copie dal mercato e si dichiarò disponibile a sostituire la copia del libro a chiunque si sentisse offeso. Come spesso accade in questi casi, l’errore di battitura e il ritiro delle copie dal mercato fece aumentare il valore delle copie superstiti.

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