
La storia di Tetris, il celebre videogioco presentato ufficialmente il 6 giugno 1984, rappresenta uno dei capitoli più affascinanti dell'intera industria del software. Tutto ha inizio tra il 1984 e il 1985 a Mosca, all'interno del Centro Informatico Dorodnicyn dell'Accademia delle scienze russa. Il ricercatore ventottenne Alexey Pajitnov decide di digitalizzare nel tempo libero i classici rompicapi dei pentamini. Per rendere l'esperienza più fluida, semplifica il concetto riducendo i blocchi da cinque a quattro quadrati – dando così vita ai tetramini – e programma il codice in Pascal su un Electronika 60, un computer con poca potenza di calcolo e privo di interfaccia grafica.
Ben presto il gameplay contagia i colleghi del laboratorio. Con l'aiuto del programmatore Dmitry Pavlovsky e del sedicenne Vadim Gerasimov, il gioco viene convertito per i sistemi IBM PC, guadagnando colori e una tabella dei punteggi. Poiché la legislazione sovietica attribuisce allo Stato il monopolio sulla proprietà intellettuale, Pajitnov cede i diritti al centro di calcolo per dieci anni, rinunciando ai profitti ma permettendo al titolo di varcare i confini nazionali. Attraverso l'Ungheria, una copia del software viene intercettata da Robert Stein di Andromeda Software, il quale – interpretando erroneamente un telex di risposta da Mosca come una concessione formale – vende i diritti di distribuzione a Mirrorsoft in Europa e a Spectrum HoloByte negli Stati Uniti. Il gioco arriva così sul mercato occidentale all'inizio del 1988, confezionato con un immaginario fortemente esotizzato delle origini sovietiche.
Nel frattempo, l'ente statale ĖLORG interviene per regolarizzare l'intricata questione delle licenze internazionali. È in questo clima di dispute legali che entra in scena l'imprenditore olandese Henk Rogers: colpito dal potenziale del titolo, intuisce la sinergia con Nintendo e vola personalmente a Mosca nel 1989. Stringe un legame di amicizia con Pajitnov e si assicura i diritti per i sistemi portatili. La mossa si rivela azzeccata: nello stesso anno Nintendo lancia il Game Boy includendo Tetris in ogni confezione, spingendo le vendite a oltre 35 milioni di copie e consacrando il gioco a fenomeno planetario. Solo nel 1996, con la fondazione della Tetris Company da parte di Pajitnov e Rogers, il creatore del gioco riesce finalmente a riappropriarsi dei diritti economici della sua invenzione, oggi forte di centinaia di edizioni e miliardi di partite giocate in tutto il mondo.
Dopo questo rapido riassunto sulla storia del Tetris, vi lasciamo a 15 curiosità legate al celebre gioco (alcune delle quali già anticipate nelle righe precedenti).
- Il paese d'origine non esiste più. Tetris circolò per la prima volta all'interno dell'Unione Sovietica come software non commerciale, mentre la prima vera vendita avvenne in Occidente nel 1988. È uno dei pochi simboli rimasti di quel lungo periodo di divisione in blocchi, capace di unire l'umanità al di là della cortina di ferro.
- Ispirato ai pentamini. L'idea iniziale venne a Pajitnov dai pentamini, rompicapi basati su figure di cinque quadrati. Ridusse i blocchi a quattro per mantenere il gioco accessibile e non eccessivamente complicato.
- I pezzi si chiamano “tetramini”. Come appena accennato, ogni pezzo del gioco è un tetramino, ovvero una figura geometrica piana composta da quattro quadrati della stessa dimensione uniti lungo i lati. In totale esistono sette combinazioni possibili.
- Le origini del nome. La parola “Tetris” nasce dalla fusione, ideata da Pajitnov, tra “tetramino” e “tennis”, lo sport preferito dal creatore del gioco.
- Nato su un computer senza grafica. La prima versione del 1984 fu sviluppata sull'Electronika 60, che non disponeva di capacità grafiche. I pezzi venivano rappresentati a schermo usando spazi e parentesi quadre [ ], come tipico dei monitor a fosforo dell'epoca.
- Un prodigio di sedici anni dietro la versione IBM. Per convertire il gioco sui computer IBM, Pajitnov fu affiancato dal collega Dmitry Pavlovsky e da Vadim Gerasimov, programmatore prodigio all'epoca sedicenne.
- Niente guadagni per l'inventore. A causa delle leggi sovietiche sul diritto d'autore, la proprietà intellettuale era controllata dallo Stato tramite ĖLORG. Pajitnov cedette i diritti al suo centro di calcolo per dieci anni, non potendo trarre alcun guadagno personale dalla sua invenzione.
- La spinta di un telex frainteso. Il gioco arrivò in Occidente grazie a Robert Stein di Andromeda Software, che lo aveva visto in Ungheria. Inviò un telex a Mosca per ottenere i diritti e interpretò una risposta vaga e non vincolante come un accordo definitivo, vendendo la licenza a un editore britannico prima ancora di possederla davvero.
- L'esotismo della Guerra Fredda. Quando Spectrum HoloByte pubblicò il gioco negli Stati Uniti nel 1988, scelse di enfatizzare le origini sovietiche del gioco: la confezione era rossa, decorata con la Cattedrale di San Basilio, e accompagnata da musiche e immagini tipicamente russe.
- Il boom del Game Boy grazie al bundle. La versione per Game Boy del 1989 vendette oltre 35 milioni di copie, trascinata dalla scelta di Nintendo di includerlo nella confezione della console insieme a un cavo per la modalità a due giocatori.
- La colonna sonora parla di un venditore ambulante. La celebre ”Type A”, composta da Hirokazu Tanaka, si basa su Korobeiniki, una canzone popolare russa del 1861 che racconta la storia di un venditore ambulante e cita tessuti come il chintz e il broccato.
- La matematica dice che si perde sempre. Diversi matematici hanno dimostrato che Tetris non può durare all'infinito: anche al livello più semplice, una sequenza alternata e ripetuta di pezzi S e Z riempirà inevitabilmente lo schermo, portando al game over.
- Nello spazio. Secondo il Guinness dei Primati, Tetris è stato il primo videogioco della storia a viaggiare nello spazio, traguardo raggiunto nel 1993 a bordo della stazione orbitale Mir, in orbita terrestre bassa. Il merito dell’impresa è attribuibile al cosmonauta russo Aleksandr A. Serebrov, che portò con sé una cartuccia di Tetris per Game Boy.
- Allena il cervello e risparmia energia. Una ricerca del 2009 ha dimostrato che i neofiti consumano molta energia cerebrale per giocare a Tetris, mentre dopo un periodo di pratica la mente si ottimizza riducendo significativamente il dispendio. 30 minuti al giorno per 90 giorni sarebbero sufficienti a migliorare le capacità cognitive complessive.
- L'effetto Tetris. I giocatori assidui possono sviluppare il cosiddetto “effetto Tetris”: un fenomeno psicologico per cui la mente tende a organizzare geometricamente gli oggetti del mondo reale – scatole, auto parcheggiate – e a percepire forme geometriche nel campo visivo periferico o a occhi chiusi, poco prima di addormentarsi.