
Da bambini, e qualche volta anche da adulti, abbiamo raccolto i soffici “palloncini” bianchi della pianta di Tarassaco (Taraxacum officinale) e, soffiando con decisione, abbiamo liberato nell’aria decine di piccoli ombrellini piumosi. Ebbene, quei soffioni di perfetta forma sferica, sono l'infruttescenza (cioè l'insieme dei frutti) del Tarassaco – conosciuto anche come dente di leone – e ciascuno di quegli ombrellini porta un singolo achenio, un frutto di natura fibrosa che contiene un seme: un po' come accade con le fragole, in cui quelli che pensiamo siano semi, in realtà sono frutti. Il meccanismo di dispersione dei semi del Tarassaco presenta una serie di accorgimenti di tipo aerodinamico talmente perfetti che potrebbero essere d'ispirazione per invenzioni umane. Ogni ombrellino, detto pappo, funziona come un paracadute ed è composto da un centinaio di setole mobili che consentono all'achenio di mantenere una certa stabilità nell'aria e di sfruttare la direzione del vento e l'umidità per una corretta dispersione dei semi: si tratta di una vera macchina volante. Provate a seguire la traiettoria dei pappi dopo aver soffiato su un'infruttescenza e vedrete che cadono tutti ad una certa distanza, atterrando perfettamente in verticale.
Che fiore è il soffione e a cosa serve
Ogni soffione deriva dalla maturazione di un fiore giallo del Tarassaco, o meglio di un'infiorescenza, visto che quello che a noi appare come un singolo petalo in realtà è un vero e proprio fiore a forma di linguetta (ligula). Da ogni fiore dell'infiorescenza, a maturazione, si sviluppa un achenio, un frutto secco contenente un seme, provvisto del caratteristico pappo piumoso e inserito insieme agli altri acheni sulla parte apicale del fusto (il ricettacolo) a formare una struttura sferica bianca. In pratica, ogni petalo dà origine a un "ombrellino" piumoso. L'insieme dell'achenio e del suo ombrellino di setole è detto diaspora, proprio perché è una struttura che serve al seme per disperdersi.
Una folata di vento o il nostro soffio fa staccare i singoli acheni che, grazie al pappo di setole, iniziano a volare. Si tratta di una dispersione anemocora, cioè favorita dal vento. Il pappo per forma e struttura consente di creare un vortice d’aria stabile sopra l’achenio e lo mantiene sospeso abbastanza a lungo per disperdersi lontano dalla pianta madre. L’aria che passa attraverso le setole crea un piccolo “anello d’aria rotante” che mantiene portanza e stabilità in volo. Quando invece il pappo si chiude, diminuisce il coefficiente di resistenza aerodinamica e inizia la fase di caduta del seme. È stato osservato che il pappo tende a chiudersi in condizioni di umidità come nebbia o pioggia e, al contrario, i peli sono approssimativamente orizzontali quando l'aria è secca. Può assumere anche una forma conica anziché a disco in modo da diventare più aerodinamico. Tutti accorgimenti per un volo efficiente.

Le caratteristiche e le proprietà del Tarassaco comune
Il Tarassaco comune (Taraxacum officinale) appartiene alla famiglia delle Asteracee, la stessa della camomilla (Matricaria chamomilla), della pratolina (Bellis perennis) o del fiordaliso (Centaurea cyanus). È una pianta erbacea perenne originaria dell'area Eurosiberiana, ma ormai diventata ubiquitaria (ampiamente diffusa e capace cioè di adattarsi e colonizzare diversi tipi di ambiente). Molto comune e storicamente molto impiegata, ha tanti diversi nomi comuni caratteristici quasi di ogni zona d'Italia: Dente di Leone, Dente di cane, Pisciacane, Piascialetto, Piumino, Cicoria asinina, Stella gialla e tanti altri.
È dotata di un meccanismo di riproduzione asessuata davvero particolare: il seme non deriva dall’unione di un gamete maschile e uno femminile, ma nasce direttamente una cellula della pianta madre e quindi ha il DNA identico a quello della pianta che lo ha generato. Per questa particolarità è definita una pianta apomittica (dal greco: senza unione, perché il seme non deriva dall'unione di due gameti). Da ogni seme trasportato dal vento nasce quindi un clone, un tarassaco perfettamente identico alla pianta madre, ma in un luogo diverso. Per questo motivo le popolazioni di una zona sono fra loro geneticamente identiche. Il Tarassaco è una pianta officinale, con molti impieghi in medicina e in cucina: ogni sua parte, radici, fiori e foglie, ha un preciso utilizzo. Nella tradizione erboristica erboristico è apprezzata per le sue proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e diuretiche.