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26 Gennaio 2024
8:02

A causa del riscaldamento globale gli stambecchi stanno diventando sempre più notturni

Secondo un recente studio, gli stambecchi alpini stanno diventando notturni a causa dell'aumento delle temperature. Vediamo nel dettaglio perché sono cambiate le abitudini di questi mammiferi.

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A causa del riscaldamento globale gli stambecchi stanno diventando sempre più notturni
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Tra gli effetti dei cambiamento climatico che ci troviamo ad affrontare c’è la modifica delle abitudini e dei comportamenti di moltissimi organismi viventi. In questo caso, vi raccontiamo di uno studio, pubblicato all’inizio del 2024, che ha dimostrato come gli stambecchi alpini stiano progressivamente diventando più notturni per sfuggire alle alte temperature. Si tratta di una scoperta fatta da un team di ricercatori dell’Università di Sassari e Ferrara, in collaborazione con il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Nazionale Svizzero.

Lo studio condotto dalle università italiane

Gli stambecchi alpini, appartenenti alla specie Capra ibex, sono mammiferi diffusi in gran parte dell’arco alpino e non di rado è possibile incontrarli nelle praterie d’alta quota e sulle pareti rocciose (che arrampicano con agilità e destrezza). Si tratta di animali endotermi, a sangue caldo, in grado di produrre calore e di mantenere la temperatura corporea piuttosto stabile nel tempo, le cui condizioni termiche ideali corrispondono a un’attività principalmente diurna. Eppure, per fronteggiare l’aumento delle temperature, sempre più percettibile anche in alta montagna, gli stambecchi stanno progressivamente modificando le proprie abitudini.

Nello studio, pubblicato il 17 gennaio 2024 sulla rivista Proceedings of the royal society B, i ricercatori hanno ampiamente monitorato il comportamento di 47 stambecchi, di cui 27 provenienti dalle aree protette del Parco Nazionale del Gran Paradiso e 20 dal Parco Nazionale Svizzero, nei mesi compresi tra maggio e ottobre, dal 2006 al 2019. I dati sono stati raccolti anche grazie all’utilizzo di collari GPS, tramite cui gli studiosi hanno potuto avere accesso agli spostamenti dettagliati degli animali. Le zone interessate, climaticamente molto simili, sono state individuate anche in base al differente rischio di predazione. In Val d’Aosta, infatti, il lupo è un predatore piuttosto diffuso mentre nel Parco Nazionale Svizzero al momento non è presente.

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Perché gli stambecchi diventano notturni

Dopo l’analisi di tutti i dati raccolti negli anni, i ricercatori hanno scoperto che, in effetti, gli stambecchi stanno diventando più notturni in risposta alle temperature estive sempre più alte. I picchi di attività notturna, in effetti, sembrano corrispondere ai picchi di temperatura diurna. Questo accade in entrambe le zone analizzate, nonostante la presenza del lupo nel Parco Nazionale del Gran Paradiso (col conseguente rischio per gli stambecchi di essere predati), e vale sia per i maschi che per le femmine, sebbene queste ultime manifestino azioni più caute, soprattutto in presenza dei cuccioli.

Grazie allo studio sappiamo anche che gli animali preferiscono le notti più luminose per essere particolarmente attivi, probabilmente perché riescono a vedere e orientarsi meglio. Ricerche come questa, infine, sono importanti per comprendere bene come, anche in alta montagna, gli effetti del riscaldamento globale arrivino a modificare i comportamenti degli animali selvatici. Ci danno la misura di quanto sia necessario agire per la conservazione faunistica, tenendo in considerazione gli effetti del cambiamento climatico.

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