Greenland-Terra-Verde

Il nome attribuito alla Groenlandia nel 982 d.C. viene dal danese Grønland (inglese Greenland) e significa “Terra Verde”, a indicare apparentemente la presenza di una consistente vegetazione sull'enorme isola artica circa mille anni fa. Questa attribuzione viene ritenuta da alcuni una prova evidente che l’attuale riscaldamento globale sia una fake news e che i cambiamenti climatici siano fenomeni esclusivamente naturali e ciclici. Come si spiegherebbe, altrimenti, che a quei tempi facesse così tanto caldo da rendere "verde" l’immensa isola di proprietà danese, visto che oggigiorno invece più dell'80% della sua superficie è ricoperta da neve e ghiaccio?

Come vedremo, se il dubbio è lecito, le risposte lo chiariscono. Facciamo un passo indietro nel tempo.

La colonizzazione vichinga della Groenlandia

Nel 982 d.C. il vichingo e capo-clan Erik il Rosso fu esiliato dall’Islanda per aver compiuto tre omicidi. Raccolse così intorno a sé un nutrito gruppo di persone a lui fedeli e salpò con numerose navi dirigendosi a ovest attraverso le gelide acque dell’oceano Atlantico. Alcune imbarcazioni non riuscirono a compiere la traversata, ma altre raggiunsero in estate la punta meridionale di un'isola gigantesca che Erik chiamò Grønland: “Terra Verde”.
Tornato in Islanda nel 985, raccontò la sua scoperta e organizzò una nuova spedizione sull’isola, cui ne seguirono altre che determinarono una colonizzazione stabile della Groenlandia per circa quattro secoli.

Navi-vichinghe

Si stima che la popolazione vichinga in Groenlandia abbia toccato qualche migliaio di persone. I coloni costruirono fattorie e parrocchie, cominciarono a far pascolare mucche, capre e pecore, avviarono con l'Islanda e la Scandinavia una serie di commerci. Dopodiché, progressivamente, l'isola venne sempre più disabitata, fino a essere abbandonata all'inizio del XV secolo.

Come mai Erik il Rosso definì "verde" l'isola? E come fu possibile, in effetti, praticare allevamento e agricoltura?

Perché la Groenlandia si chiama "terra verde"

Per prima cosa va detto che alcuni tratti delle coste meridionali della Groenlandia sono tutt'ora sgombri dai ghiacci, soprattutto in estate. Ed Erik il Rosso giunse in Groenlandia proprio nella stagione più calda dell'anno, quando la porzione di territorio ricoperta dai prati è al suo massimo.

Ebbene, i vichinghi (e non solo) avevano l'abitudine di nominare le nuove terre nel momento esatto della loro scoperta. Non deve quindi stupirci che, di fronte a coste caratterizzate da prati verdi, il capo-clan abbia scelto il nome di "Terra Verde" per la Groenlandia. Anche perché Erik il Rosso prima abitava in Islanda, non in Francia o in Italia, quindi non è che avesse grandi termini di paragone rispetto al concetto di territorio "verde".

Inoltre, per quanto riguarda le attività economiche e di sostentamento intraprese dai vichinghi, anche nel nostro periodo storico sono praticati l'agricoltura (fieno e ortaggi) e l'allevamento (pecore), sebbene sempre in misura molto ridotta (1% del territorio)

Groenlandia-abitato-estate

Se una risposta tanto semplice non dovesse bastare, troviamo una motivazione decisamente più accattivante proprio all'interno della saga dedicata a Erik il Rosso, un insieme di racconti popolari tramandati di generazione in generazione, dedicati alle imprese del capo-clan e trascritti solo tra XIII e XV secolo. All'interno del testo Erik il Rosso attribuisce esplicitamente la scelta del nome "Terra Verde" alla volontà di attrarre i vichinghi islandesi e scandinavi sull'isola per far sì che cominciassero ad abitarci o a commerciarci. Un obiettivo che in effetti raggiunse. Insomma: attuò una vera e propria operazione di marketing medievale.

Il futuro verde della Groenlandia

Secondo alcuni studi recenti, in effetti, la Groenlandia potrebbe davvero diventare più verde nel prossimo futuro, in questo caso però proprio a causa dei cambiamenti climatici indotti dal riscaldamento globale. Una ricerca pubblicata dalla Royal Society, in particolare, ha evidenziato come attualmente si sia innescato un processo di trasformazione di vaste porzioni di terreno nel sud dell'isola: il suolo ghiacciato si sta sciogliendo e sta così diventando adatto alla crescita di vegetazione. Entro il 2100 in Groenlandia si assisterà così molto probabilmente alla diffusione sempre più ampia della foresta boreale, la stessa che si può trovare nella parte settentrionale di America e Eurasia e di cui vi abbiamo parlato nell'articolo dedicato alla foresta più estesa del mondo.

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Articolo a cura di
Alessandro Beloli