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5 Aprile 2026
7:00

Arriva la “Cometa di Pasqua” ad aprile: come vedere C/2026 A1 al massimo della luminosità

La cometa C/2026 A1 (MAPS), ribattezzata "Cometa di Pasqua", raggiungerà il perielio il 4 aprile e il massimo avvicinamento alla Terra a Pasquetta, il 6 aprile. Potrebbe diventare 16 volte più brillante di Venere purchè sopravviva all'incontro ravvicinato col Sole.

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Arriva la “Cometa di Pasqua” ad aprile: come vedere C/2026 A1 al massimo della luminosità
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Foto della cometa C/2026 A1 (MAPS) ottenuta con equipaggiamento amatoriale il 9 marzo 2026. Credits: Dimitrios Katevainis, CC BY–SA 4.0, Wikimedia Commons.

Ci avviciniamo a grandi passi verso il momento di massima luminosità della cometa C/2026 A1 (MAPS), ribattezzata "Cometa di Pasqua" per via del suo massimo avvicinamento al Sole (il 4 aprile) e alla Terra (il 6 aprile) a cavallo di Pasqua. La cometa passerà ad appena 160.000 km dalla superficie solare cosa che ne aumenterà a livelli significativi la luminosità, potendo arrivare anche a 16 volte quella di Venere, ma potrebbe anche significare che la cometa si disintegri per via dell'eccessiva vicinanza alla nostra stella. Data la sua traiettoria radente, il massimo della luminosità avverrà quando la cometa sarà angolarmente vicinissima al Sole, per cui il picco non potrà essere visto da Terra ma solamente dai satelliti che monitorano la superficie solare come SOHO della NASA. Se dovesse sopravvivere, potremmo avere l'occasione di riosservarla 4/5 giorni dopo il perigeo, molto bassa sull'orizzonte ovest/sud-ovest poco dopo il tramonto.

Le previsioni di visibilità della cometa tra il 4 e 6 aprile 2026

La cometa C/2026 A1 (MAPS) ha avuto la sua migliore finestra di visibilità nella prima metà di marzo quando, seppur di magnitudine circa 12, poteva essere osservata con telescopi amatoriali a circa 20 gradi sull'orizzonte sud/sud-ovest. La cometa proviene dalla parte meridionale dell'eclittica, il piano orbitale immaginario Terra-Sole, quindi è sempre stata molto bassa sull'orizzonte per gli osservatori dell'emisfero boreale, inclusa l'Italia. Con l'avvicinarsi al Sole, la cometa è aumentata gradualmente di luminosità come previsto dai modelli, il che è incoraggiante perché suggerisce che il nucleo cometario è ancora intatto nonostante la grande attività di sublimazione dei gas cometari.

Attualmente la cometa ha una magnitudine di circa 8, non visibile ad occhio nudo, ma nelle condizioni di poter essere scorta con un piccolo telescopio nell'ora successiva al tramonto sull'orizzonte ovest/sud-ovest a patto che quest'ultimo sia completamente sgombro poiché la cometa al tramonto del Sole ha già una altezza sull'orizzonte di soli 10 gradi. Con l'approcciarsi del perielio, la cometa diventerà pressoché impossibile da scorgere da Terra a causa della sua piccola distanza angolare dal Sole che la renderà completamente immersa nel bagliore della nostra stella.

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Posizione della cometa intorno alle 20 del 15 aprile dalle coordinate di Roma. Credits: Stellarium.

Il 4 aprile la cometa passerà a soli 160.000 km dal Sole raggiungendo secondo le previsioni una magnitudine pari a -2,9. Sebbene questo valori implichi una visibilità ad occhio nudo, la cometa sarà troppo vicina al Sole per poter essere osservata da Terra. In questa fase, la nostra migliore occasione di osservare la cometa è attraverso le immagini dei satelliti che monitorano costantemente il Sole, come il satellite SOHO della NASA. Quest'ultimo è dotato infatti di un coronografo che blocca la luce del disco solare permettendo di osservare la corona del Sole e gli oggetti che si trovano a passare nel suo campo di vista, come sarà per la "Cometa di Pasqua".

Il massimo avvicinamento alla Terra è invece previsto due giorni dopo, il 6 aprile a Pasquetta, quando la cometa si troverà a 144 milioni di km dalla Terra. In questo giorno, la cometa si troverà ancora troppo vicina al Sole per poter essere osservata per cui dovremo aspettare almeno il 10 aprile per avere qualche chance di vederla per circa un'ora dopo il tramonto del Sole molto bassa in direzione ovest/sud-ovest. A quel punto però la cometa sarà tornata a non avere la luminosità necessaria per poter essere osservata ad occhio nudo, necessitando quindi di almeno un piccolo telescopio.

Quale destino attende C/2026 A1 (MAPS)

La "Cometa di Pasqua" appartiene alla classe delle comete radenti di Kreutz (o Kreutz sungrazer), una classe di comete con orbite molto allungate che le portano a passare vicinissimo al Sole. Una ricerca suggerisce che C/2026 A1 (MAPS) sia passata l'ultima volta al perielio 1700 anni fa e che sia un frammento di seconda generazione di un'altra cometa, la "Grande Cometa" del 371 a.C. anche chiamata "Cometa di Aristotele" poiché osservata dal grande filosofo greco e da altri filosofi che ne riportarono la frammentazione in due pezzi distinti.

Tali comete, passando radentemente al Sole, hanno la possibilità di raggiungere picchi elevatissimi di luminosità per via dell'intensa sublimazione dei loro materiali volatili, addirittura le previsioni parlano di una luminosità 16 volte maggiore di quella di Venere al perielio. Ciò però ha un costo: il nucleo cometario può letteralmente disintegrarsi al passaggio ravvicinato al Sole. Gli astronomi prevedono che questo sarà probabilmente anche il destino di C/2026 A1 (MAPS) che diventerà quello che gli astronomi chiamano "headless wonder", ovvero una cometa che pur essendo priva del nucleo continua a dare spettacolo in cielo grazie alla sua spettacolare coda che rimane visibile per giorni post-perielio. Questo è ad esempio ciò che successe alla cometa Lovejoy  (C/2011 W3) il cui nucleo si disintegrò nei pressi del perielio, ma la cui coda rimase visibile per giorni.

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