
Sei parchi nazionali italiani hanno ora un atlante del rischio incendi, un progetto coordinato dall’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università di Torino, l’Università di Bari Aldo Moro e l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e che riguarda Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano, Pollino e Maddalena.
Il progetto Fire-Box è stato introdotto per offrire nuovi strumenti per la prevenzione degli incendi, in questo modo, come spiega il comunicato ufficiale, i soggetti competenti avranno a disposizione un pacchetto completo di strumenti per analizzare il comportamento del fuoco e orientare la prevenzione, a partire da una nuova classificazione nazionale dei combustibili vegetali, il primo database italiano dei roghi dal 2007 al 2024, una stima delle emissioni da incendio e un simulatore della propagazione del fuoco.
Mappe e dati: cosa c'è nell'atlante
Tutti i materiali, mappe, banche dati e rapporti tecnici, sono liberamente consultabili da chi si occupa di prevenzione. Lo scopo è capire dove un incendio corre più veloce, quali territori rischiano di più e dove intervenire sulla vegetazione, tutto questo attraverso dati, rapporti, mappe che aiutano a colmare questa lacuna informativa e sostenere la ricerca sui regimi di incendio e sul loro rapporto con clima, vegetazione e uso del suolo.
Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale al dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto, ha precisato che "Per prevenire gli incendi non basta sapere dove e come sono bruciati in passato, occorre capire dove si trovano i combustibili, come potrebbe propagarsi il fuoco e quali persone, infrastrutture ed ecosistemi sarebbero esposti”.
Inoltre, “FIRE-BOX mette finalmente a disposizione una base comune per leggere questi elementi insieme. I prodotti sono aperti e possono essere aggiornati e migliorati, il loro valore dipenderà ora dalla capacità di trasformarli in scelte concrete, concentrando la prevenzione nei territori in cui può ridurre maggiormente il rischio”, spiega Vacchiano.
Come dicevamo in apertura, il punto di partenza è proprio una nuova classificazione nazionale dei combustibili vegetali, ciò che il fuoco consuma, erba, arbusti, e biomassa legnosa. Fire-Box li ha censiti e ordinati in una classificazione valida per tutto il Paese, corredata da schede descrittive, da un protocollo di campionamento comune e da una banca dati nazionale. Da questo lavoro è nata la carta italiana dei tipi e modelli di combustibile, che serve a costruire scenari di propagazione e a individuare le zone dove conviene intervenire sulla vegetazione.

Database di incendi avvenuti tra il 2007 e 2024: simulazione e prevenzione
Il secondo passaggio è il database degli incendi avvenuti tra il 2007 e il 2024. Per la prima volta le informazioni sparse tra fonti regionali e nazionali confluiscono in un unico archivio, che consente di capire dove, quando e in quali condizioni si sono sviluppati i roghi. Per amministrazioni e tecnici significa poter riconoscere le circostanze che hanno reso più severi certi eventi, aggiornare i piani antincendio e stimare gli effetti ambientali del fuoco.
Il terzo strumento è una piattaforma online che consente di coniugare simulazioni e prevenzione, attraverso un’applicazione webGIS che rende possibile utilizzare i dati territoriali e i modelli prodotti dal progetto per prevedere l'evoluzione del fronte di fuoco nello spazio e nel tempo, distinguendo la pericolosità dell’incendio, la vulnerabilità degli elementi coinvolti, la loro esposizione e il rischio risultante. Come si legge nel comunicato, “l’analisi di queste aree può aiutare a stabilire priorità di prevenzione, programmare la gestione dei combustibili intorno agli insediamenti e migliorare la pianificazione di protezione civile”. È proprio questo il terreno su cui Fire-Box punta a fare la differenza, le aree di interfaccia urbano-foresta dove la vegetazione infiammabile arriva a ridosso di case e infrastrutture. Sapere in anticipo da dove può arrivare il fuoco, e quanto in fretta, è il primo passo per non farsi trovare impreparati.