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4 Luglio 2026
11:00

Beleolico di Taranto è il primo parco eolico marino italiano nel Mediterraneo: genera 62 GWh di energia

Con 10 turbine e una potenza complessiva di 30 MW, il parco eolico marino genera annualmente 62 GWh di energia elettrica: una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di 60 mila persone.

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Beleolico di Taranto è il primo parco eolico marino italiano nel Mediterraneo: genera 62 GWh di energia
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Il Beleolico di Taranto è il primo parco eolico marino del Mediterraneo. L’impianto, con una potenza installata complessiva di 30 MW, rientra tra le realizzazioni più rilevanti del settore eolico offshore in Europa. Renexia S.p.A. ha promosso e sviluppato il progetto, sostenendo un investimento di circa 80 milioni di euro. Inaugurato il 21 aprile 2022, il parco segna dunque una tappa importante per l’innovazione tecnologica e industriale del sistema energetico italiano e contribuisce concretamente alla riduzione delle emissioni di gas serra e al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Paese.

Un’infrastruttura da record nel Mediterraneo

Il parco occupa un’area di circa 131mila metri quadrati ed è localizzato nella rada esterna del porto di Taranto, a una distanza dalla linea costiera compresa tra 10 metri e 2.5 chilometri. L'impianto è costituito da dieci turbine eoliche (aerogeneratori), ciascuna caratterizzata da una potenza nominale di 3MW, ed è in grado di garantire una produzione annua stimata di 62 GWh di energia elettrica, quantitativo sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 60 mila persone. Nel corso della sua vita utile, stimata in venticinque anni, si prevede inoltre un risparmio complessivo di 730mila tonnellate di anidride carbonica equivalente, rispetto ad uno scenario di produzione elettrica basata su fonti fossili convenzionali.

Le fasi di cantiere del Beleolico di Taranto

L'iter autorizzativo del progetto ha richiesto complessivamente quattordici anni, dalla presentazione iniziale nel 2008 sino all'entrata in esercizio commerciale nel 2022. Una volta completate le procedure amministrative e ottenute le necessarie autorizzazioni ambientali, marittime ed energetiche, le attività cantieristiche, avviate nell'agosto 2021, si sono concluse in tempi relativamente contenuti e senza particolari criticità operative. La fase iniziale dei lavori ha riguardato l'installazione delle strutture di fondazione. Sono stati, infatti, infissi nel fondale marino dieci monopali in acciaio, con lunghezze variabili dai 40 ai 52 metri, in corrispondenza di profondità d'acqua comprese tra i 4.5 e i 18 metri.

Tali elementi strutturali costituiscono il sistema portante degli aerogeneratori e sono progettati per trasferire al fondale i carichi statici e dinamici derivanti dall'azione del vento, del moto ondoso e dalle sollecitazioni meccaniche indotte dalla rotazione del rotore. Successivamente sono state assemblate e installate le torri tubolari di acciaio, ciascuna composta da quattro sezioni prefabbricate. Alla sommità delle torri, a circa 80 metri sul livello medio del mare, è stata collocata la navicella (nacelle), che ospita i principali sistemi elettromeccanici della turbina, come il riduttore di giri (gearbox) e il generatore elettrico, che converte l'energia meccanica in elettrica. L'ultima fase costruttiva ha previsto il montaggio del rotore mediante l'installazione delle tre pale e dell'hub su ciascun aerogeneratore. La disposizione delle turbine è stata progettata sulla base di studi anemologici e fluidodinamici finalizzati a ottimizzare la captazione della risorsa eolica e a minimizzare gli effetti di interferenza aerodinamica tra le varie torri eoliche. Sia durante le attività di infissione dei monopali che nella fasi di assemblaggio e sollevamento delle torri, è stata impiegata la nave auto-sollevante (jack-up vessel) MPI Resolution, fornita dalla società olandese Van Oord. Grazie alle proprie gambe retrattili, l'unità è in grado di sollevarsi al di sopra del mare e operare su una piattaforma stabile, eliminando gli effetti del moto ondoso e garantendo elevati standard di sicurezza e precisione.

Per l'immissione dell'energia prodotta nella rete nazionale, è stata realizzata una sottostazione elettrica in località Torre Triolo, a pochi chilometri dall'area portuale. L'infrastruttura riceve l'energia elettrica trasportata dai cavi sottomarini e terrestri che collegano gli aerogeneratori al sistema di raccolta e conversione dell'impianto, provvedendo successivamente alla sua trasformazione e consegna alla rete di trasmissione. L'intero parco eolico è gestito mediante sistemi di telecontrollo e supervisione remota, supportati da una rete di comunicazione dedicata e ridondata, che assicura il monitoraggio continuo dei parametri operativi e dei flussi energetici in tempo reale.

Un’opera che rispetta l'ambiente

La realizzazione del Beleolico rappresenta un risultato di particolare rilievo per la città di Taranto e per il settore energetico italiano: segna una tappa significativa nel percorso di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Il progetto è stato sviluppato attraverso un percorso di confronto con associazioni ambientaliste, istituzioni e stakeholder locali e nazionali, e accompagnato da un’intensa attività di raccolta, monitoraggio e analisi dei dati, svolta in collaborazione con centri di ricerca qualificati. Tale approccio ha consentito di individuare soluzioni progettuali orientate alla massima compatibilità ambientale e all'integrazione sostenibile dell'opera nel contesto territoriale e marino.

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Black blade: una pala nera sulle turbine eoliche può rendere i rotori più visibili agli uccelli e ridurre alcune collisioni

Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti acustici e alla tutela dell'avifauna. Per quanto riguarda la protezione degli uccelli migratori e stanziali, il parco adotta un sistema integrato di mitigazione del rischio di collisione. Una delle tre pale di ciascuna turbina è caratterizzata da una marcatura ad elevato contrasto cromatico, ottenuta mediante l'applicazione di una fascia nera longitudinale (black blade). Questa soluzione, validata da studi ornitologici sperimentali, aumenta la percezione del rotore in movimento, contribuendo a diminuire il rischio di impatto da parte dei volatili. A tale misura si affianca il Bird Monitoring System, un sistema avanzato di monitoraggi costituito da telecamere e sensori installati sugli aerogeneratori. Attraverso algoritmi di riconoscimento e tracciamento automatico, il sistema è in grado di rilevare l'avvicinamento di gruppi di volatili e, qualora vengano superate determinate soglie di rischio, attivare procedure automatiche di rallentamento o arresto temporaneo delle turbine. Anche sotto il profilo dell'economia circolare, il Beleolico è stato concepito secondo criteri di sostenibilità. Al termine della vita utile dell'impianto, oltre il 90% dei materiali impiegati nelle strutture, inclusi acciaio, rame e altri componenti metallici, potrà essere recuperato e avviato a processi di riciclo e riutilizzo.

Benefici per le comunità locali

L'eolico offshore rappresenta una delle tecnologie più promettenti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alla possibilità di sfruttare correnti d'aria generalmente più veloci e regolari rispetto a quelle riscontrabili nelle installazioni terrestri. Questa maggiore efficienza, operativa rende l'eolico marino un’alternativa strategica per la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e per il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello nazionale ed europeo.

Oltre ai benefici ambientali ed energetici, l'infrastruttura riveste una significativa valenza socio-economica per il territorio tarantino. Inserendosi in un contesto storicamente caratterizzato dalla presenza dell'industria pesante, il progetto è stato concepito anche come strumento di diversificazione produttiva e di sviluppo economico sostenibile. In particolare, la realizzazione e la gestione dell'impianto hanno favorito la nascita e il consolidamento di competenze professionali legate al settore dell'eolico offshore, promuovendo la creazione di una filiera industriale locale dedicata alle attività di esercizio, manutenzione e monitoraggio delle infrastrutture, sia in ambiente terrestre che marittimo.

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