0 risultati
video suggerito
video suggerito
12 Giugno 2026
12:00

Ritorno del nucleare in Italia, la Camera approva il disegno di legge: il testo in revisione al Senato

Il via libera della Camera al disegno di legge segna un primo passo verso la definizione delle norme che potrebbero consentire il ritorno del nucleare nel sistema energetico italiano. Il provvedimento, però, deve essere ancora approvato dal Senato: se così fosse, il Governo avrà poi 12 mesi per adottare i decreti attuativi.

Ti piace questo contenuto?
Ritorno del nucleare in Italia, la Camera approva il disegno di legge: il testo in revisione al Senato
Immagine

Il 4 giugno 2026 la Camera dei deputati ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge delega in materia di nucleare con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astensioni. L'approvazione – che non è in contrasto con i risultati dei referendum abrogativi in materia nucleare del 1987 e del 2011 – si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una maggiore apertura verso forme di flessibilità nelle regole di finanza pubblica, finalizzate a sostenere gli investimenti necessari per affrontare le sfide legate alla sicurezza energetica e alla transizione sostenibile. Il provvedimento è ora all'esame del Senato per il completamento dell'iter parlamentare.

In caso di via libero definitivo, il governo sarà delegato ad adottare entro 12 mesi i decreti legislativi attuativi, volti a disciplinare le condizioni per l’eventuale reintroduzione della produzione di energia elettrica da fonte nucleare sul territorio nazionale.

Cosa prevede il decreto di legge

Il provvedimento non si pone in contrasto con gli esiti dei referendum abrogativi in materia nucleare del 1987 e del 2011. Tali consultazioni popolari hanno, infatti, determinato l'abrogazione di specifiche disposizioni normative allora vigenti, senza introdurre un divieto permanente all'utilizzo dell'energia atomica per scopi civili. Di conseguenza, sotto il profilo costituzionale e procedurale, non sussisteva alcun obbligo per il governo di promuovere una nuova consultazione referendaria, prima di sottoporre l'iniziativa legislativa alla votazione parlamentare.

Il disegno di legge non autorizza direttamente la realizzazione o l'esercizio di centrali nucleari, ma definisce gli ambiti su cui dovranno intervenire i futuri decreti attuativi. Tra le materie interessate, rientrano:

  • la realizzazione e la gestione di impianti nucleari di nuova generazione, come gli  Small Modular Reactors (SMR), gli Advanced Modular Reactors (AMR) e i microreattori;
  • la produzione di idrogeno da fonte atomica;
  • la gestione del combustibile esausto e lo smaltimento delle scorie radioattive;
  • le attività di smantellamento (decommissioning) dei siti elettronucleari esistenti;
  • la revisione della governance del settore, attraverso il riordino delle competenze degli enti coinvolti, e l'istituzione di un’Autorità indipendente dedicata alla sicurezza nucleare;
  • ricerca, sviluppo e applicazioni delle tecnologie di fusione nucleare.

Nel testo sono inoltre definiti i principi e i criteri guida che il governo dovrà seguire nella stesura dei decreti. Tra questi figurano il rispetto dei più elevati standard di sicurezza nucleare e di tutela della salute pubblica, la semplificazione dei procedimenti autorizzativi, l'introduzione di misure compensative e di benefici economici per i territorio interessati dagli impianti, nonché la valorizzazione del contributo dell'industria nazionale lungo l'intera filiera tecnologica del settore.

Inoltre, una delle novità più  significative riguarda la possibilità per gli enti locali di manifestare volontariamente la propria disponibilità a ospitare nuovi siti elettronucleari. Tale approccio mira a favorire una maggiore condivisione delle scelte di localizzazione e a ridurre le tradizionali tensioni tra amministrazioni centrali e territori, consentendo ai comuni interessati di candidarsi direttamente alla partecipazione ai progetti.

Quali sono i prossimi passi

Dopo il via libera della Camera dei deputati, il testo è sotto revisione del Senato. Con l'eventuale approvazione da parte di entrambi i rami Parlamentari, verrà conferita al governo una delega legislativa da esercitare entro dodici mesi per l'adozione dei decreti attuativi. Tali provvedimenti saranno necessari a disciplinare il quadro regolatorio, normativo e autorizzativo di riferimento, finalizzato alla ripresa delle produzione di energia elettrica da fonte nucleare sul territorio italiano. Contestualmente, dovranno essere definite l'insieme delle procedure di valutazioni ambientale e gli strumenti di monitoraggio, verifica e controllo che accompagneranno le eventuali fasi di autorizzazione, realizzazione ed esercizio dei futuri impianti.

Dal punto di vista economico, il decreto di legge prevede un contributo finanziario iniziale di 60 milioni di euro complessivi per il triennio 2027-2029, ripartito in tre quote annuali equivalenti. Tali risorse sarebbero destinate ad attività di programmazione, studio e progettazione, inclusa l'individuazione dei siti potenzialmente idonei, il sostegno alla ricerca tecnologica e il potenziamento dei percorsi di formazione e sviluppo delle competenze specifiche nel settore.

Il nucleare torna al centro del dibattito

Il provvedimento si colloca nell'ambito della più ampia strategia energetica perseguita dal governo, orientata alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, alla riduzione della dipendenza da fonti fossili d'importazione e al conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione. In tale prospettiva, il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, tra i principali promotori dell'iniziativa legislativa, ha più volte evidenziato il ruolo che il nucleare sostenibile di nuova generazione potrebbe svolgere all'interno del mix energetico nazionale. Secondo tale impostazione, questa tecnologia contribuirebbe ad accrescere la stabilità e la resilienza del sistema elettrico, nonché a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, in un contesto segnato da una crescita strutturale della domanda di energia elettrica.

Di diverso avviso si sono espresse le forze di opposizione e diverse associazioni ambientaliste, che hanno sottolineato criticità riguardanti la tempistica di attuazione del programma, la sostenibilità economico-finanziaria degli investimenti previsti, la gestione a lungo termine dei rifiuti radioattivi e l'effettivo livello di sviluppo e affidabilità delle tecnologie nucleari richiamate nel disegno di legge.

Fonti
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views