
Nuove indagini geofisiche con georadar hanno individuato anomalie e fornito ulteriori indizi sull'ipotesi della presenza di ambienti (camere e corridoi) nascosti oltre le pareti della tomba di Tutankhamon, nella Valle dei Re, costruita nel XIV secolo a.C. e scoperta nel 1922. I risultati, riportati da Jo Marchant su Nature, riaprono una questione discussa dagli archeologi dal 2015, quando l'egittologo Nicholas Reeves ipotizzò che la KV62, ovvero la tomba di Tutankhamon, potesse essere in origine una tomba reale più grande, successivamente adattata e ridimensionata per la sepoltura del giovane faraone. Questo complesso funerario più grande potrebbe essere stato destinato a Nefertiti, una delle mogli di Akhenaton, il padre di Tutankhamon, ma non ci sono ancora prove per affermare che lei fosse la madre di quest'ultimo.
Il nuovo studio combina l'uso di diverse tecniche. Per la prima volta nell'area della tomba è stata utilizzata la microgravimetria, una tecnica non invasiva che individua variazioni nella densità del sottosuolo attraverso minuscole differenze nel campo gravitazionale terrestre. A questa si aggiunge il georadar, utilizzato dall'interno della tomba, oltre ai precedenti dati ottenuti mediante tomografia a resistività elettrica (per misurare le variazioni della resistività elettrica attraverso i materiali).
Secondo George Ballard, che ha analizzato i risultati, il georadar indicherebbe la presenza di un corridoio largo circa due metri, pieno di detriti, che si allontanerebbe dalla camera funeraria in direzione nord. La microgravimetria, basata su oltre 1.200 misurazioni effettuate su un'area di circa 35 metri quadrati, avrebbe inoltre individuato anomalie a bassa densità caratterizzate da angoli retti e orientate parallelamente alla parete settentrionale della camera funeraria. Alcune di queste potrebbero corrispondere a strutture artificiali.

Particolarmente interessante è una delle anomalie, denominata “anomaly 7”: una zona prevalentemente a bassa densità che contiene al suo interno un'area approssimativamente quadrata ad alta densità. Ballard ipotizza che possa trattarsi di una camera contenente oggetti, ma riconosce che il segnale si trova ai limiti della capacità di rilevamento della tecnica. Se le anomalie corrispondessero effettivamente a camere, queste non sembrerebbero collegate ad altri ingressi e potrebbero quindi non essere state visitate fin dall'antichità. Un'ulteriore possibile stanza sarebbe stata individuata a ovest della camera funeraria, anche se in questo caso il segnale è complicato dalla presenza di un'altra tomba nelle vicinanze.

Considerando questi dati, in via del tutto speculativa, si potrebbe ipotizzare che Nefertiti, la cui mummia e tomba non sono ancora state individuate con precisione, potrebbe essere stata sepolta in un complesso di grandi dimensioni, e che una piccola parte di questo sia stato successivamente riadattato per seppellire Tutankhamon, che regnò per molto poco, e venne sepolto in gran fretta.
I risultati sono considerati interessanti, ma non costituiscono ancora una prova definitiva dell'esistenza delle camere. Christopher Gaffney, specialista di georadar dell'Università di Bradford, li considera affascinanti ma insufficienti per trarre conclusioni certe. Anche il geofisico Peter Styles dell'Università di Keele ritiene plausibile la presenza di ambienti, chiedendo però ulteriori dati. L'eventuale verifica diretta dipenderà ora dalle autorità egiziane: se autorizzata, potrebbe prevedere la realizzazione di piccoli fori attraverso i quali introdurre dispositivi dotati di telecamere. Fino ad allora, la questione rimane aperta.