
Come ogni martedì, ieri l’Osservatorio Vesuviano dell’INGV ha pubblicato il bollettino settimanale di monitoraggio dell’attività nei Campi Flegrei, che conferma un rallentamento del sollevamento del suolo per il bradisismo dopo le forti scosse fino a magnitudo 4.6 registrata il 13 marzo. I dati, pubblicati il 25 marzo 2025 e relativi alla settimana dal 17 al 23 marzo, confermano che l’area resta attiva con 42 terremoti di magnitudo tra 0.0 e 1.7, ma non si registrano evoluzioni significative a breve termine. Nelle fumarole dell'area di Pisciarelli si sono registrate temperature fino a 97 °C, in linea con le scorse settimane, e un flusso di anidride carbonica elevato ma che non mostra picchi significativi. Vediamo insieme cosa è successo e perché questi dati vanno seguiti con attenzione — senza però lasciarsi prendere da allarmismi inutili.
Deformazioni del suolo: rallenta (per ora) il sollevamento
Dopo i terremoti più intensi avvenuti tra il 13 e il 15 marzo (Md 4.6 e Md 3.9), il sollevamento del suolo ha subito un rallentamento. Questo dato è importante perché, negli ultimi mesi, si era assistito a un’accelerazione: da fine febbraio il sollevamento era arrivato a circa 3 cm al mese.
Dal 1° gennaio 2024 ad oggi, la stazione GNSS di Rione Terra (RITE) ha registrato un sollevamento complessivo di circa 24 cm. Tuttavia, sarà necessario attendere ulteriori misurazioni per capire se il rallentamento attuale è solo temporaneo o segna una tendenza diversa.
Sismicità e geochimica: 42 lievi terremoti e temperatura delle fumarole elevata
Durante la settimana in analisi, l’INGV ha registrato 42 terremoti con magnitudo uguale o superiore a 0.0. Il più forte ha raggiunto una magnitudo Md 1.7, quindi ben lontano dai valori preoccupanti. Tutti gli eventi sono stati superficiali, concentrati in profondità comprese tra 1,5 e 4,5 km, come spesso accade nell’area flegrea. Questa attività sismica, che rientra nel fenomeno del bradisismo, è normale in una caldera attiva come quella dei Campi Flegrei.
Nell’area di Pisciarelli, zona notoriamente attiva dal punto di vista geochimico, la situazione rimane stabile. La temperatura di una delle fumarole secondarie monitorate si aggira attorno ai 97 °C, un valore leggermente superiore alla temperatura di condensazione del fluido fumarolico.
Il flusso di CO₂ dal suolo rimane elevato, ma senza variazioni significative rispetto alle settimane precedenti. Si confermano quindi i trend pluriennali di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale, ma senza picchi anomali.
Cosa aspettarsi: la sintesi del bollettino sui Campi Flegrei del 25 marzo 2025
Il bollettino è chiaro: non ci sono segnali che indichino un’evoluzione imminente dell’attività vulcanica. Tuttavia, il sistema resta sotto stretta osservazione da parte dell’INGV, anche perché i Campi Flegrei sono una delle caldere più studiate al mondo, proprio per la loro complessità.
Ecco quindi la sintesi del bollettino:
• Sismicità: 42 eventi piccoli, nessuno preoccupante.
• Deformazioni: il sollevamento del suolo rallenta dopo i terremoti di metà marzo.
• Geochimica: trend di lungo periodo confermato, ma senza novità.