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13 Febbraio 2024
9:30

Carnevale, quando e perché si celebra e qual è il significato della festa in maschera

Il Carnevale è popolare in tutti i Paesi cristiani e dà luogo a grandi festeggiamenti. Sebbene abbia origini nelle religioni precristiane, la celebrazione è collegata al calendario liturgico del cristianesimo. Scopriamo le origini e il significato della festa in maschera celebrata in tutto il mondo, da Rio de Janeiro a Venezia.

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Carnevale, quando e perché si celebra e qual è il significato della festa in maschera
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Carnevale è una festa mobile che precede il periodo della Quaresima e ha il suo culmine nel giorno del Martedì grasso. Nei Paesi di tradizione cristiana si festeggia tra febbraio e marzo: le date, infatti, variano in funzione della Pasqua. Tecnicamente comincia 70 giorni prima della Pasqua; nel 2026 i festeggiamenti iniziano il 12 febbraio (Giovedì grasso) e terminano il 17 febbraio (Martedì grasso), mentre dal 18 febbraio (Mercoledì delle ceneri) comincia ufficialmente la Quaresima.

Carnevale è la festa degli eccessi e della sregolatezza, nota per le tradizioni dei travestimenti e dei dolci tipici: un periodo nel quale “ci lascia andare”, ci si maschera e si festeggia. In molte località si allestiscono anche carri allegorici, che talvolta servono a esprimere la satira politico-sociale. Il Carnevale precede la Quaresima, che inizia il mercoledì delle ceneri, giorno successivo al martedì grasso, e rappresenta non solo il ritorno all’ordine, ma anche un periodo di astinenza.

La celebrazione ha origini nelle feste pagane in cui si rovesciava simbolicamente l’ordine sociale. Le tradizioni pagane sono restate in vita dopo l’avvento del cristianesimo e gradualmente sono state accettate dalla Chiesa. Molte usanze carnevalesche hanno origine nell’Italia medievale e rinascimentale, dalla quale si sono diffuse in Europa e nel mondo, ma con il passare del tempo si sono affermate tradizioni specifiche in numerosissime località di tutto il pianeta.

Le origini del Carnevale: da festa pagana a celebrazione cristiana

Il Carnevale, come pressoché tutte le feste cristiane, ha origini in celebrazioni della religione pagana. Greci e romani celebravano feste religiose, come le Dionisiache nell’antica Atene e i Saturnali a Roma, nelle quali si rovesciava l’ordine sociale: gli appartenenti ai ceti più umili e persino gli schiavi potevano prendere in giro i cittadini ricchi, fingendo di prenderne il posto.

I Saturnalia in un dipinto di Antoine Callet
I Saturnali in un dipinto di Antoine Callet.

Tali festeggiamenti, secondo un’interpretazione consolidata, rappresentavano la conclusione di un anno (o di un ciclo) e precedevano l’inizio del nuovo ciclo, nel quale l’ordine era ripristinato. In alcune casi era diffusa anche l’usanza di mascherarsi, che aveva lo scopo di mostrarsi diversi da quello che si era realmente: per esempio, il povero poteva apparire ricco e viceversa.

Quando si festeggia il Carnevale

Come anticipato, il Carnevale è una festa mobile: le date ufficiali, quindi, cambiano in base a quando cade la Pasqua. L'inizio dei festeggiamenti, tra l'altro, cambia anche a seconda che si tratti del rito romano o di quello ambrosiano (diffuso principalmente in Lombardia). Nel primo caso, a segnare l'inizio ufficiale delle feste è il giovedì grasso (che nel 2026 cade il 12 febbraio), con la domenica di Carnevale che cade il 15 febbraio, mentre la fine delle celebrazioni è il 17 febbraio, ossia il martedì grasso, il giorno prima del mercoledì delle ceneri che segna l'inizio della Quaresima.

Nel caso del rito ambrosiano, invece, la Quaresima non inizia il Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica successiva: in questo modo, il culmine dei festeggiamenti del Carnevale ambrosiano 2026 è sabato 21 febbraio, ovvero il giorno precedente all'avvio della Quaresima.

La tradizione di travestirsi e mettersi in maschera

Durante il Rinascimento, la ricorrenza del Carnevale divenne più popolare. In alcune città, come nella Firenze dei Medici, le corti reali organizzavano sfarzosi festeggiamenti con carri allegorici. Nel ‘600, inoltre, si affermarono le maschere della Commedia dell’arte, un tipo di teatro basato sulla presenza di personaggi fissi, molti dei quali divennero popolari come travestimenti di carnevale: Arlecchino, Pulcinella, Balanzone e molti altri.

Arlecchino (1671)
Arlecchino.

Inoltre, grazie alla colonizzazione europea degli altri continenti, il Carnevale si diffuse in molte aree del pianeta, dando origine a innumerevoli usanze e tradizioni.

Come si festeggia il Carnevale oggi

Oggi il Carnevale è prevalentemente una festa laica e commerciale, diffusa in tutto il mondo cristiano e in alcuni territori che sono stati colonizzati dagli europei. Non è celebrato (almeno, non su larga scala) nei Paesi arabo-musulmani, in Cina, in India (con l’eccezione dello Stato del Goa) e in altri territori non cristiani. In molti Paesi, però, esistono celebrazioni dello stesso tipo in altri periodi dell’anno.

Carro allegorico al Carnevale di Massafra (Taranto)
Carro allegorico al Carnevale di Massafra (Taranto)

Nei Paesi cristiani il Carnevale ha dato vita a festeggiamenti molto popolari. In Italia, tra i “carnevali” più noti figurano quelli di Venezia, di Viareggio e di Ivrea, ma anche nel resto del mondo la ricorrenza dà origine a eventi di grande portata. Il più famoso è il carnevale di Rio de Janeiro, in Brasile, che ogni anno coinvolge circa due milioni di persone.

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