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18 Agosto 2026
15:30

Caselli in autostrada, addio alle sbarre: come funziona il pagamento senza barriere free flow e dov’è attivo

Il free flow è il sistema di pedaggio senza barriere già attivo su circa 200 km di autostrade del Nord Italia, si paga senza fermarsi, ma chi non ha il telepedaggio deve saldare entro 15 giorni per evitare sanzioni.

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Caselli in autostrada, addio alle sbarre: come funziona il pagamento senza barriere free flow e dov’è attivo
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Il free flow è un sistema di esazione del pedaggio autostradale che permette al veicolo di non fermarsi ed essere riconosciuto attraverso specifici portali installati lungo il percorso. Questa tecnologia, già operativa in alcune aree di Lombardia e Piemonte, si sta diffondendo e sta cambiando il modo in cui il pedaggio viene processato e pagato. Per chi usa il Telepass o servizi di mobilità analoghi la transizione è quasi impercettibile, mentre per chi è sprovvisto di dispositivo c'è una scadenza da rispettare. Chi percorre determinate autostrade del Nord Italia ne è già al corrente, ma andiamo con ordine e vediamo cos’è il free flow e dove è stato implementato.

Cos'è il free flow in autostrada e dove è attivo in Italia

Il free flow è una tecnologia di riscossione del pedaggio che rinuncia a ogni barriera fisica, un modello che è operativo su circa 200 chilometri della rete nazionale: la A36, Pedemontana Lombarda, la A33 Asti-Cuneo, le tangenziali di Como (A59) e Varese (A60) e il raccordo Ospitaletto-Montichiari (in provincia di Brescia). Una realtà operativa su più arterie del Paese il cui obiettivo è l’eliminazione delle code, che si formano alle barriere, quindi rendere più scorrevole il traffico soprattutto nelle ore di punta.

L'elemento davvero innovativo risiede nel gesto stesso dell’attraversamento, considerato che l'auto passa attraverso un portale senza arrestarsi, senza finestrini da abbassare né biglietti da ritirare. Nel frattempo, gli appositi varchi installati sopra le corsie registrano il transito, ricostruiscono la tratta percorsa e determinano l'importo dovuto. Una circolazione finalmente libera da barriere fisiche ma non per questo gratuita. L’identificazione può avvenire attraverso la targa, che viene riconosciuta attraverso telecamere e sensori, oppure attraverso un dispositivo di telepedaggio, in cui l’addebito viene effettuato automaticamente, in entrambi i casi il gestore è in grado di ricondurre quel transito a un veicolo preciso, stabilirne la categoria e quantificare il pedaggio.

Come funziona il pagamento del pedaggio con e senza Telepass e le sanzioni

Chi viaggia con Telepass, UnipolMove o MooneyGo non deve compiere alcun gesto ulteriore, visto che è il portale a dialogare con il dispositivo e l'addebito avviene automaticamente sul conto associato, come accadrebbe a un casello tradizionale. Mentre per tutti gli altri, quindi tutti coloro che sono sprovvisti di dispositivo, il transito viene registrato e il saldo va regolarizzato in un secondo momento attraverso i canali predisposti dall’ente gestore della rete autostradale, che può essere una piattaforma online, un’app dedicata o punti fisici di pagamento convenzionati.

C’è da fare attenzione ai tempi tecnici. Questo perché il pagamento dei transiti innanzitutto può comparire nei sistemi anche entro le 24 ore successive al passaggio; inoltre, con il nuovo sistema di saldo del pedaggio, non è immediato e va corrisposto entro i successivi 15 giorni solari e consecutivi dal transito, sempre attraverso app ufficiali, piattaforme o sportelli abilitati. Le conseguenze, per chi dovesse dimenticarsi di pagare, possono essere piuttosto amare. Infatti, il gestore, trascorso il termine dei 15 giorni, può inviare un primo sollecito di pagamento, maggiorato degli oneri legati alla riscossione, e se il saldo non viene regolarizzato, l'omesso pagamento può comportare, in base all'articolo 176 del Codice della strada, una sanzione amministrativa da 87 a 344 euro e la decurtazione di due punti dalla patente.

Niente barriere ma il pedaggio resta

È bene tenere a mente che l’assenza di barriere o di un ostacolo fisico non equivale alla scomparsa dell’obbligo di pagamento. Il pedaggio resta, è dovuto, è solo il modo e il tempo ad essere cambiato. Chi ha il telepedaggio è coperto dall'addebito automatico, tutti gli altri devono ricordarsi di consultare i propri transiti e di provvedere al pagamento entro la scadenza.

La digitalizzazione del pedaggio porta con sé un rovescio della medaglia, ovvero la necessità di vagliare con scrupolo la provenienza di ogni richiesta di pagamento. Un SMS, una mail o un messaggio WhatsApp che sollecita a cliccare su un link per saldare un presunto transito potrebbe nascondere un tentativo di phishing. La condotta più prudente è ignorare i collegamenti contenuti in questo tipo di messaggi e verificare accedendo direttamente al sito o all'app ufficiale del gestore.

Non a caso Autostrada Pedemontana Lombarda ha pubblicato uno specifico avvertimento sui falsi messaggi relativi ai pedaggi, con un passaggio che sottolinea che “Questi messaggi possono apparire molto credibili, perché utilizzano anche loghi e marchi ufficiali, ma contengono link esterni e tentano di ottenere dati personali o informazioni bancarie o codici pin delle carte di credito”, e che quindi “Per proteggere i vostri dati, non cliccate mai su link sospetti e verificate sempre eventuali richieste di pagamento direttamente sui canali ufficiali di Autostrada Pedemontana Lombarda”.

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