
Due persone hanno perso la vita dopo essere state colpite da un fulmine: le vittime sono un turista americano, che stava svolgendo un'escursione sull'Etna (secondo le prime ricostruzioni, in una zona vietata all'accesso a causa dell'eruzione in corso) e un escursionista altoatesino di 42 anni, colpito probabilmente durante la discesa, a 2.600 metri sul Piz Starlex, in Alto Adige. La notizia ha riacceso l'attenzione sul tema e, soprattutto, sui comportamenti corretti da adottare in caso di temporale, in particolare in zone montane, ma non solo.
Come sottolinea la Protezione Civile, all'aperto nessun luogo è sicuro: in questi casi, la prima cosa da fare è cercare di raggiungere rapidamente un luogo chiuso. Anche in casa, comunque, bisogna evitare di utilizzare le apparecchiature connesse alla rete elettrica e il telefono fisso e vanno tenuti spenti gli apparecchi ad alimentazione elettrica, in particolare televisore, computer ed elettrodomestici.
C'è infine un elemento essenziale da sapere che può fare la differenza nei soccorsi: se una persona viene colpita da un fulmine, il suo corpo non resta caricato elettricamente. Questo significa che può essere soccorsa immediatamente, senza alcun rischio per chi presta aiuto.
Dove sono più pericolosi i fulmini
Come riportato dalla Protezione Civile, la stragrande maggioranza degli incidenti causati dai fulmini avviene all'aperto. Il luogo più a rischio in assoluto è la montagna, ma lo sono anche tutti gli spazi ampi ed esposti (come un prato o un campo da calcio), che diventano ancora più pericolosi in presenza di acqua: mare, spiagge, moli, pontili e piscine all'aperto. Anche al chiuso, comunque, resta un rischio residuo, seppure molto più basso.
Contrariamente a quanto si crede, per capire dove si abbatteranno con maggior frequenza i fulmini bisogna considerare la forma degli oggetti, non il materiale di cui sono composti. I bersagli privilegiati dei fulmini sono i punti alti, come alberi, pali e tralicci, oppure tutto ciò che sporge rispetto a un ambiente più basso, compresa una singola persona in mezzo a un prato o su una spiaggia. Sono a rischio anche gli oggetti appuntiti, come un ombrello o una canna da pesca.
C'è poi un aspetto che spesso ignoriamo: un fulmine può colpire anche a diversi chilometri di distanza dal centro del temporale e una nube temporalesca può scaricare a terra persino senza pioggia. Di conseguenza, anche se il temporale sembra lontano e non sta piovendo direttamente sopra di noi, potremmo essere colpiti.
Tra l'altro, in uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research sono stati analizzati i dati raccolti in circa 10 anni in Catalogna (nel nord-est della Spagna) e a Barrancabermeja (in Colombia), due aree molto diverse per clima, ma simili per conformazione del terreno: i ricercatori hanno così individuato i cosiddetti recurrent lightning spots, cioè punti colpiti da fulmini nube-terra ogni anno, uno dopo l'altro.
Nello specifico, sono stati individuati 148 recurrent lightning spots in Catalogna e 916 nell'area di Barrancabermeja. Che cosa hanno in comune tutti questi luoghi? Quasi sempre sono strutture alte, cime di montagne e versanti ripidi: in Catalogna, per esempio, il 13% è rappresentato da torri elevate e alcuni si trovano addirittura in mare aperto. In altre parole, il fulmine non colpisce in maniera così casuale: certi luoghi, per la loro forma e posizione, sono destinati a essere colpiti più e più volte.
Come proteggersi all'aperto: le linee guida della Protezione Civile
Sapere dove il rischio è più alto è metà del lavoro. L'altra metà è sapere come comportarsi e, in questo caso, torniamo alle linee guida fornite dalla Protezione Civile.
La prevenzione parte da prima ancora che il temporale arrivi. Se abbiamo in programma un'attività all'aperto, conviene sempre controllare i bollettini meteo, che segnalano se la giornata sarà favorevole allo sviluppo di temporali. Attenzione però: questi fenomeni sono spesso difficili da localizzare in anticipo con precisione, quindi il quadro dei bollettini va sempre integrato con l'osservazione diretta del cielo e un controllo degli aggiornamenti anche mentre siamo in marcia.
Quando il temporale si avvicina, ci sono due segnali da tenere a mente: se vediamo i lampi, il temporale potrebbe essere ancora lontano ed è quindi il momento di allontanarsi, cercando di anticipare l'arrivo dal temporale. Se invece sentiamo i tuoni, anche se ci sembrano lontani, significa che il temporale è ormai a pochi chilometri: a quel punto siamo in pericolo e dobbiamo raggiungere un riparo il prima possibile.
Come accennato, all'aperto la regola è tanto semplice quanto scomoda: nessun luogo è davvero sicuro. La cosa migliore è raggiungere in fretta un ambiente chiuso e aspettare almeno 30 minuti dopo l'ultimo tuono prima di riprendere le attività. Se non c'è un edificio, va bene l'automobile, con portiere e finestrini chiusi e, se possibile, l'antenna della radio abbassata. Se siamo costretti a restare fuori, dobbiamo allontanarci dai punti che sporgono (pali, alberi isolati) e cercare di non essere noi stessi la presenza più alta nei dintorni.
Le indicazioni cambiano poi a seconda del luogo dove ci troviamo. In montagna bisogna scendere subito di quota, evitare creste, vette e vie ferrate con cavi e scale metalliche e interrompere eventuali arrampicate; se siamo in gruppo, meglio non tenersi per mano e camminare distanziati di almeno 10 metri l'uno dall'altro.
Una volta al riparo, o se siamo obbligati a restare fuori, conviene tenere i piedi uniti per ridurre il punto di contatto con il suolo e annullare così la differenza di potenziale tra i due appoggi (la cosiddetta tensione di passo), riducendo l’intensità della corrente in grado di attraversare il nostro corpo. Per lo stesso motivo, bisogna evitare di sedersi o sdraiarsi per terra. Sempre con i piedi uniti, si può assumere una posizione accovacciata, meglio se frapponendo tra noi e il terreno un qualsiasi materiale isolante.
Al mare o al lago va evitato qualsiasi contatto con l'acqua, perché il fulmine può causare danni anche per folgorazione indiretta e vanno abbandonati ombrelloni, canne da pesca e ogni oggetto appuntito.
In campeggio è meglio ripararsi in una struttura in muratura o in auto, evitando roulotte e camper che non siano in lamiera metallica.
I comportamenti consigliati in casa durante una tempesta
Anche se il rischio fulmini è più basso in casa, restano comunque alcune accortezze, tra cui:
- Evitare di utilizzare le apparecchiature connesse alla rete elettrica e il telefono fisso;
- Tenere spenti gli apparecchi ad alimentazione elettrica (meglio ancora staccando la spina), in particolare televisore, computer ed elettrodomestici;
- Non toccare gli elementi metallici collegati all’esterno, come condutture, cavi, tubature e impianto elettrico;
- Evitare il contatto con l’acqua (rimanda al termine del temporale operazioni come lavare i piatti o fare la doccia, nella maggior parte dei casi basta pazientare una o due ore);
- Non sostare sotto tettoie, balconi, capannoni, padiglioni, gazebo e verande che non sono luoghi sicuri. È meglio ripararsi invece all’interno dell’edificio mantenendosi a distanza da porte e finestre, che devono essere chiuse.
Un chiarimento importante riguarda infine il metallo, perché anche qui circola parecchia confusione. Gli oggetti metallici piccoli (come orologi, chiavi, collane) non attirano i fulmini e non sono pericolosi. Il metallo è però un ottimo conduttore, quindi bisogna stare lontani dagli oggetti metallici molto estesi come reti, recinzioni, ringhiere, gradinate, funi e scale: se vengono colpiti, possono trasmettere la corrente a chi è a contatto o nelle immediate vicinanze. Per lo stesso motivo è bene tenersi a distanza dall'acqua.