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21 Febbraio 2026
10:00

Festival di Sanremo, storia e origine della kermesse della canzone italiana: com’è nato e quando

Istituito 75 anni fa, in pieno miracolo economico, il Festival si teneva inizialmente nel Casinò di Sanremo e veniva trasmesso in radio tra gennaio e marzo. Dal 1977 la sede è il Teatro Ariston.

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Festival di Sanremo, storia e origine della kermesse della canzone italiana: com’è nato e quando
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Il Festival di Sanremo, ufficialmente Festival della canzone italiana, è la competizione canora televisiva più longeva al mondo e un'icona della tradizione italiana, nata nel contesto dei cambiamenti sociali e culturali che interessarono l'Italia negli anni '50. Tenuto inizialmente nel Casinò di Sanremo (e dal 1977 nel Teatro Ariston), cittadina ligure in provincia di Imperia che all'epoca cercava un modo per rilanciare il turismo e attirare clienti dopo la Seconda Guerra Mondiale, vide la sua prima edizione 75 anni fa, il 29 gennaio 1951, pochi anni prima dell'avvento della televisione in Italia. Il Festival diventò televisivo dal 1955, diventando negli anni la più importante manifestazione musicale italiana. Nel corso degli anni il Festival è andato incontro a profondi cambiamenti, sia sul piano organizzativo, sia su quello dei contenuti.

L'edizione 2026 del Festival di Sanremo si terrà da martedì 24 febbraio a sabato 28 febbraio e sarà condotto da Carlo Conti.

Il Casinò e le kermesse prima del Festival di Sanremo

L’istituzione del Festival è legata alla presenza a Sanremo del Casinò, fondato a inizio ‘900 e ufficialmente riconosciuto come sala da gioco nel 1927. Sin dai primi anni, il Casinò organizzava concerti, feste da ballo e rappresentazioni teatrali, come era previsto dal contratto stipulato nel gennaio del 1928 tra il comune di Sanremo e l’imprenditore Luigi De Santis, titolare della Società anonima Casinò municipale Sanremo. Gli eventi erano frequentati dai ceti medi e all’alta società, perché gran parte della popolazione non poteva permettersi di partecipare. Tuttavia i mezzi di comunicazione, in primis la radio, che negli anni ’30 si affermò su vasta scala, portavano in tutto il Paese le mode nazionali, come la musica.

Il Salone interno
Il Salone interno.

Il diretto “predecessore” del Festival di Sanremo fu una kermesse di musica napoletana, il Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi, organizzato per iniziativa di De Santis nel salone delle feste dal Casinò dal 24 dicembre 1931 al primo gennaio 1932. L’iniziativa non fu ripetuta, ma restò nella memoria dei sanremesi. Tra gli spettatori vi era un floricultore, Amilcare Rambaldi, che dopo la seconda guerra mondiale entrò a fare parte della commissione incaricata di rilanciare il Casinò. Rambaldi pensò di riprendere l’idea del festival musicale e nel 1947 sottopose la proposta a un conduttore radiofonico, Angelo Nizza. Sanremo, però fu battuta sul tempo da Viareggio. Nel 1948 nella cittadina toscana fu organizzato il primo Festival della Canzone italiana, una manifestazione estiva che doveva “accompagnare” la stagione balneare. Il Festival di Viareggio si tenne anche nel 1949, ma fu poi sospeso per mancanza di fondi.

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La Capannina di Viareggio, sede del Festival nel 1948 e 1949.

La nascita del Festival della canzone italiana: chi lo ha “inventato”

Da Viareggio, il Festival si spostò a Sanremo. Nel 1948 una gara d’appalto affidò la gestione del Casinò a Pier Busseti, un imprenditore lombardo che aveva assistito al Festival di Viareggio. Busseti pensò di portare la kermesse a Sanremo come parte di una più vasta strategia turistica, mirante a rilanciare il casinò e la città. L’imprenditore sottopose la sua idea a Rambaldi, a Nizza e ad Angelo Amato, direttore del Casinò. Il gruppo decise di organizzare la manifestazione nel periodo invernale, allo scopo di incrementare il turismo in una stagione nella quale era poco presente, e trovò un accordo con la Rai per la trasmissione radiofonica dell’evento.

La prima edizione si tenne nel gennaio del 1951. Il Festival, però, era molto diverso da quello attuale. La kermesse aveva luogo nel salone del Casinò, occupato da tavolini presso i quali i clienti si intrattenevano a chiacchierare, spesso disinteressandosi della musica. Inoltre, sebbene già allora fosse in vigore la norma di presentare solo brani inediti, il regolamento  prevedeva che pochi cantanti eseguissero tutte le canzoni.  Alla prima edizione del Festival di Sanremo cantarono solo tre interpreti (Nilla Pizzi, il Duo Fasano e Achille Togliani), che si cimentarono nell’esecuzione di venti canzoni. La conduzione fu affidata a Nunzio Filogamo, un celebre presentatore radiofonico, noto per il saluto “cari amici vicini e lontani” che rivolgeva agli ascoltatori. Risultò vincitrice del primo Festival di Sanremo Nilla Pizzi con il brano Grazie dei fiori.

Nilla Pizzi al Festival del 1951
Nilla Pizzi al Festival del 1951.

Il Festival in un’Italia che cambia: la televisione e il successo

Nonostante la prima edizione avesse avuto un impatto limitato, il Festival appariva promettente. Gli anni ’50, infatti, furono il periodo del miracolo economico, cioè una fase di crescita e di modernizzazione socio-culturale, che avvicinò gli italiani agli eventi nazionali e “moderni”, come i festival musicali, in misura maggiore del passato. Nel corso del decennio, non a caso, furono istituite kermesse canore in diverse città italiane.

Anche il Festival di Sanremo andò incontro a maggiore successo, soprattutto perché si alleò con un medium destinato a grande fortuna: la televisione. Come sappiamo, in Italia l’era televisiva iniziò nel gennaio 1954, quando la Rai istituì il Programma Nazionale (diventato Raiuno nel 1983). L’anno seguente la Rai trasmise per la prima volta il Festival in diretta televisiva. Il successo fu immediato. La televisione, infatti, raggiungeva un numero sempre maggiore di persone: nei primi anni dopo l’avvio delle trasmissioni solo poche famiglie la possedevano, ma le persone si riunivano in bar e locali per seguire i programmi più popolari, tra i quali il Festival di Sanremo. La kermesse era uno dei simboli di un’Italia che, da società prevalentemente contadina, si avviava a diventare una società moderna. Grazie ai mezzi di comunicazione, la musica leggera si diffuse in misura maggiore e molti brani presentati al Festival ottennero grande successo commerciale, entrando nell’immaginario collettivo del Paese.

Il festival del 1957. Da sinistra Marsa Allaso, Nunzio FIlogamo e Fiorella Mari
Il festival del 1957. Da sinistra Marsa Allaso, Nunzio Filogamo e Fiorella Mari.

Il successo del Festival è testimoniato anche dal fatto che nel 1956 funse da modello per l’istituzione dell’Eurovision Song Contest, la manifestazione organizzata dall’Unione radiofonica europea e tuttora esistente.

L’evoluzione del Festival fino al 2026

Nel corso degli anni, il Festival ha seguito l’evoluzione della mentalità e della società italiana. Le canzoni presentate nelle prime edizioni erano inserite nel quadro della morale “tradizionale”, ma già verso la fine degli anni ’50 si affermarono brani più leggeri (Papaveri e papere, Nel blu dipinto di blu). Nel decennio successivo giunsero nuovi generi musicali (come il rock, introdotto nel 1961 con 24.000 baci di Adriano Celentano e Benzina e Cerini di Giorgio Gaber) e nuovi cantanti (gli “urlatori”, secondo la definizione del tempo, tra i quali Mina e il già citato Celentano) e le prime canzoni che si soffermavano su temi politico-sociali (come Proposta dei Giganti). Hanno sempre prevalso, però, i brani “leggeri”, che ancora oggi sono i più presenti e i più premiati.

Domenico Modugno al festival del 1958
Domenico Modugno canta Nel blu dipinto di blu al festival del 1958

Nel corso degli anni è cambiato anche il regolamento. Una delle modifiche più significative è stata introdotta nel 1968, quando si è stabilito che ogni interprete può eseguire una sola canzone. È cambiata anche la sede: dal 1977 il Festival si è spostato al Teatro Ariston. La Rai ha continuato a seguire l’evento e ne è diventata la principale organizzatrice, sebbene per alcuni anni (1963-80) non abbia mandato in onda tutta la manifestazione, ma solo la serata finale.

L'edizione 2026 del Festival di Sanremo si terrà dal 24 al 28 febbraio e vedrà la conduzione di Carlo Conti (che ne è anche direttore artistico), accompagnato da varie figure tra cui Irina Shayk e Gianluca Gazzoli. Sul palco si alterneranno trenta artisti per la sezione Campioni (tra cui Fedez e Masini e Luchè) e quattro Nuove proposte (tra cui Angelica Bove). Tra gli ospiti Max Pezzali, Bianca Balti ed Eros Ramazzotti.

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