
La grotta di Devana Kandu o “Grotta degli squali” alle Maldive, dove hanno perso la vita i cinque sub italiani, è una delle grotte sottomarine che caratterizzano una delle piccole isole, quella di Alimathà, che costituiscono l’atollo di Vaavu. Queste strutture sommerse, che attraversano la barriera corallina e ospitano numerose specie marine, rappresentano una grande attrazione per gli appassionati di immersioni. Si tratta però di ambienti molto insidiosi e difficili da esplorare, per la profondità a cui si trovano, per le correnti sottomarine dell’area e per la loro complessità legata ai processi geologici con cui si sono formate.
Come si sono originate le grotte sottomarine alle Maldive
Per comprendere la particolarità delle grotte sottomarine delle Maldive dobbiamo ripercorrere le tappe della loro formazione. Le Maldive sono un arcipelago dell’Oceano Indiano costituito da 26 atolli, strutture coralline ad anello che racchiudono una laguna centrale. Secondo la teoria elaborata da Darwin verso la metà dell’Ottocento, gli atolli si originano per lo sviluppo verticale delle barriere coralline sulle pendici dei vulcani sottomarini estinti. Nel caso delle Maldive, però, i vulcani non si trovano immediatamente sotto gli atolli, ma sono sepolti sotto una piattaforma di rocce calcaree spessa 2 o 3 km, costituita dagli scheletri esterni dei coralli, composti da carbonato di calcio, che si sono accumulati nel tempo. I vulcani hanno 55 milioni di anni, mentre gli atolli hanno meno di 450.000 anni.

A plasmare gli atolli è stata l’alternanza negli ultimi 2,6 milioni di anni di periodi glaciali, più freddi, e interglaciali, più caldi. Durante i periodi glaciali le calotte polari raccoglievano grandi quantità di acqua e di conseguenza il livello del mare si abbassava (circa 20.000 anni fa si abbassò fino a 130 m). La piattaforma calcarea emergeva dall’oceano e si ritrovava così esposta all’acqua delle precipitazioni, leggermente acida e in grado di dissolvere il carbonato di calcio di queste rocce: è il fenomeno del carsismo. Nel tempo, le acque hanno scavato nella piattaforma conche dai bordi rialzati e infiltrandosi nelle fratture hanno originano reti di grotte. Quando poi subentrava un periodo interglaciale, i ghiacci fondevano e il livello del mare si innalzava, sommergendo le conche e le grotte. A questo punto i coralli cominciavano a crescere, più velocemente lungo i bordi rialzati delle conche perché erano più prossimi alla superficie dell’acqua e alla luce solare. Il fenomeno si è ripetuto circa cinque volte ultimi 450.000 anni e il risultato è stata la formazione di atolli a partire dai bordi delle conche scavate dalle acque meteoriche, con barriere coralline sempre più alte e lagune interne sempre più profonde.

Quali sono le caratteristiche della grotta Devana Kandu alle Maldive
La grotta Devana Kandu, un ambiente tanto suggestivo quanto impervio e insidioso, si è formata proprio così. Il suo ingresso si trova a una profondità compresa tra i 55 e i 60 m, mentre il suo punto più profondo supera i 66 m. È costituita da tre ambienti, di cui il primo è il più illuminato e consiste in un’apertura orizzontale nella parete verticale della barriera corallina, che si affaccia sull’oceano. Uno stretto passaggio porta poi a un secondo ambiente, che è invece una camera completamente buia, con un'estensione compresa tra i 70 e i 78 m circa. Questa camera è abbastanza ampia e con il soffitto abbastanza alto da permettere a più di una persona di muoversi agevolmente. Qui è presente anche una piccola grotta cieca. A questo punto la grotta si restringe di nuovo notevolmente e si accede a un terzo ambiente simile a un cunicolo, completamente buio ed estremamente angusto, in cui anche una sola persona fatica a muoversi. Le pareti della grotta sono interamente costituite da rocce calcaree, mentre sul suo pavimento si trovano sedimenti sabbiosi e anche più fini. La grotta si trova in corrispondenza di uno dei canali oceanici, noti come “kandu”, che si estendono tra gli atolli, dove le correnti oceaniche si incanalano acquistando velocità e diventando potenzialmente pericolose per i sub. È evidente quindi come una conformazione così complessa possa rappresentare un serio rischio anche per gli esploratori più esperti.
