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Cos’è Palantir e cosa fa l’azienda che spia l’Occidente e aiuta i governi con l’AI

Ripercorriamo la storia di Palantir, la controversa azienda statunitense specializzata nei big data che aiuta governi e forze d'intelligence a trasformare dati frammentati in strategie operative.

17 Giugno 2026
18:30
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Cos’è Palantir e cosa fa l’azienda che spia l’Occidente e aiuta i governi con l’AI
Video a cura di Maria Bosco
Matematica e divulgatrice scientifica
palantir geopop thumb

Immaginate un software capace di collegare tra loro migliaia di banche dati diverse – militari, sanitarie, finanziarie, di intelligence – e di farle “parlare” in tempo reale, identificando pattern nascosti e anticipando possibili minacce. Questo è, in sintesi, ciò che fa Palantir Technologies: una delle aziende tecnologiche più potenti, più discusse e meno conosciute dal grande pubblico. Fondata nel 2003 da Peter Thiel, cofondatore di PayPal e tra i più influenti investitori della Silicon Valley, insieme ad Alex Karp (attuale CEO), Joe Lonsdale, Stephen Cohen e Nathan Gettings, Palantir ha costruito la propria fortuna vendendo strumenti di analisi dei cosiddetti big data (enormi volumi di informazioni digitali) ad agenzie di intelligence e governi di tutto il mondo.

Il suo nome viene direttamente dall'universo di Tolkien, lo scrittore de Il Signore degli Anelli: le palantíri erano pietre magiche che permettevano di vedere a grandi distanze. Una metafora perfetta per una piattaforma che ambisce a rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto nel mare magnum dei dati. Oggi Palantir vale centinaia di miliardi di dollari in borsa, conta più di 4.000 dipendenti e opera al crocevia tra sicurezza nazionale, intelligenza artificiale e diritti civili, un territorio scivoloso, dove tecnologia e potere si intrecciano in modo spesso controverso.

Cos’è Palantir Technologies: la nascita dalla lotta al terrorismo e il primo investitore

Le radici di Palantir affondano in PayPal. Peter Thiel, uno dei founder dell'azienda, aveva co-fondato PayPal (all'epoca X.com) con Elon Musk e altri investitori. Correva l'anno 1998. Quando quella piattaforma sviluppò un sistema per rilevare le frodi finanziarie, i suoi ingegneri capirono che la stessa logica – analizzare grandi quantità di dati per scovare comportamenti anomali – poteva essere applicata su scala molto più ampia. Da quell'intuizione nacque Palantir, con l'obiettivo dichiarato di aiutare i governi a combattere il terrorismo senza sacrificare le libertà civili. Un contesto non casuale: l'azienda vide la luce nel 2003, due anni dopo gli attentati dell'11 settembre 2001, quando la lotta al terrorismo era diventata la priorità assoluta dei governi occidentali e degli Stati Uniti in primis.

Nel 2004 arrivò il primo grande investitore: In-Q-Tel, il braccio di venture capital della CIA, che decise di investire una somma relativamente contenuta, pari a 1,3 milioni di sterline. Un dettaglio che racconta molto dell'identità profonda dell'azienda. Nei suoi primi anni Palantir faticò ad attrarre capitali privati, tant'è che un dirigente di Kleiner Perkins, uno dei fondi più prestigiosi della Silicon Valley, disse apertamente ai suoi fondatori che l'azienda era destinata al fallimento. Eppure sopravvisse, grazie ai contratti governativi e alla fiducia delle agenzie di intelligence americane.

Cosa fa e quali sono i suoi prodotti

Palantir sviluppa e vende software che consentono di prendere dati frammentati e trasformarli in scenari operativi chiari e azionabili. Il suo prodotto di punta si chiama Gotham: una piattaforma progettata per analisti militari e investigatori, capace di integrare fonti di dati eterogenee per identificare minacce, tracciare movimenti e ricostruire reti criminali o terroristiche, collegando telefonate, spostamenti e transazioni finanziarie. Nel 2013, un documento riservato trapelato alla stampa rivelò che tra i clienti di Palantir figuravano CIA, NSA (l'agenzia divenuta celebre per le rivelazioni fatte da Edward Snowden in fatto di spionaggio di massa) FBI, il Corpo dei Marines e molte altre agenzie federali statunitensi. Molte di queste, prima di adottare Gotham, lavoravano con database completamente separati e non comunicanti tra loro.

Accanto a Gotham, Palantir ha sviluppato Foundry, orientata al settore privato: grandi aziende come Airbus, Merck e BP la usano per ottimizzare le catene di approvvigionamento, prevedere rischi e analizzare dati industriali. Nel 2022 è arrivato Apollo, il motore che permette di distribuire e gestire le piattaforme in qualsiasi ambiente, inclusi satelliti, droni e reti classificate. E nel 2023, sull'onda del boom dell'intelligenza artificiale generativa, è stata lanciata la AIP, che integra modelli linguistici di grandi dimensioni direttamente nei sistemi dei clienti.

La potente azienda statunitense tra scandali e controversie

La pandemia di COVID-19 ha segnato una svolta nella visibilità pubblica di Palantir. Governi di Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi e Colombia si affidarono ai suoi strumenti per coordinare dati su contagi, ospedalizzazioni e distribuzione dei vaccini. Quella visibilità, però, aprì anche un dibattito destinato a non chiudersi: fino a dove può spingersi la raccolta e l'analisi dei dati da parte dei governi prima di diventare sorveglianza di massa?

Le polemiche e le controversie non si sono fermate lì. Il software di polizia predittiva usato dai dipartimenti di Los Angeles e New Orleans è stato criticato per il rischio di rafforzare bias algoritmici e alimentare la profilazione razziale. Il coinvolgimento nel conflitto russo-ucraino, dove il software ha aiutato l'esercito ucraino a tracciare movimenti nemici e documentare crimini di guerra, ha suscitato reazioni contrastanti. Ancora più divisivo è stato il contratto con le Forze di Difesa Israeliane durante la campagna militare a Gaza nel 2024. E nel 2025, un accordo da 30 milioni di dollari con l'agenzia americana per l'immigrazione, l'ICE, per supportare operazioni di deportazione, ha scatenato proteste in molte aree degli Stati Uniti.

La risposta di Palantir a queste accuse è sempre stata, più o meno, la stessa: l'azienda non raccoglie né vende dati, ma fornisce software che aiutano i clienti ad analizzare informazioni a cui hanno già accesso legalmente. È una distinzione importante. Non sempre, però, è sufficiente a placare le preoccupazioni di chi teme che strumenti così potenti, nelle mani sbagliate, possano trasformarsi in macchine di controllo sociale.

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