
Un Eurofighter F-2000 italiano è stato colpito nella base aerea di Ta'if (nota anche come base di King Fahad) in Arabia Saudita, dove la tensione negli ultimi giorni è sempre più alta a causa dell'avanzata degli Houthi (il gruppo di ribelli armati yemeniti) nella regione e il potenziale blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb. Al momento, però, la milizia ribelle non ha rivendicato l'attacco.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha confermato che non ci sono militari italiani coinvolti: il velivolo si trovava infatti all'interno di un'area decentrata della base. Al tempo stesso, non risultano altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano.
Va subito detto che questa base aerea è parte del territorio dell'Arabia Saudita: l'evento, quindi, non significa un attacco contro l'Italia né implica un diretto coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto. Ma dove si trova questa base aerea e perché al suo interno operano anche dei militari italiani?
La base aerea di Ta'if sorge nella parte occidentale dell'Arabia Saudita, a circa 70 km da La Mecca e 780 km circa dalla capitale Riyad. Tra l'altro, il 17 settembre l'Arabia Saudita aveva accusato gli Houthi di aver lanciato un drone verso La Mecca (la città sacra più importante per la religione musulmana), poi intercettato dall'esercito saudita e distrutto. Non è quindi da escludere che l'attacco alla base rientri in questa escalation, anche se al momento non risulta una conferma ufficiale sul bersaglio specifico.
I ribelli yemeniti hanno negato l'attacco contro La Mecca fin da subito, rivendicando invece gli attacchi contro altre strutture militari saudite, come la base aerea di King Khalid, e infrastrutture energetiche, come l’oleodotto Est-Ovest, cruciale per Riyad per esportare petrolio. Proprio la scorsa notte, gli Houthi hanno colpito il terminal petrolifero di Yanbu, sul Mar Rosso, dove arriva l’oleodotto che porta il petrolio saudita dai campi nell’est del Paese al Mar Rosso.

Dal punto di vista organizzativo, la base aerea militare di Ta'if è gestita dalla Royal Saudi Air Force. Più nel dettaglio, Ta'if fa capo al Settore Occidentale della difesa aerea, parte del Ministero della Difesa saudita. La struttura si compone di 2 piste, di cui la più lunga di 3.735 metri, e ospita il 2° Stormo, il 3° Squadrone, il 10° Squadrone, l'80° Squadrone e altre 8 unità, che utilizzano aerei Typhoon e F-15 Eagle.
Al suo interno, vi opera anche un distaccamento consultivo statunitense (USMTM), il cui comandante affianca i vertici locali e vola come istruttore F-15C nel 5° Squadrone della Royal Saudi Air Force. A differenza di altri Paesi, infatti, in Arabia Saudita gli USA non possiedono basi militari a uso esclusivo, ma collaborano con Riyad all'interno di avamposti dell'esercito locale.
Come riportato dal ministro Crosetto, il personale italiano si trovava nella base aerea perché impegnato nell’operazione Inherent Resolve: dal 2014, infatti, il nostro Paese è parte della Coalizione internazionale che opera contro i terroristi del DAESH in Iraq e Siria.
Secondo indiscrezioni, la base aerea di Ta'if/King Fahad costituirebbe la principale sede operativa dei quattro Eurofighter F-2000A italiani dispiegati nella regione, ma il Ministero della Difesa italiano non ha confermato pubblicamente tale informazione. In ogni, caso, come il Ministero della Difesa specifica che tra gli obiettivi dell'operazione Inherent Resolve rientrano:
- Contribuire agli staff della Coalizione;
- Realizzare attività air-to-air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione;
- Ricognizione e sorveglianza con velivoli e aerei remotizzati;
- Addestramento delle Forze di sicurezza curde e irachene.