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13 Gennaio 2022
10:29

È il fossile di un ittiosauro il “drago marino” lungo 10 metri scoperto in U.K.

Il più grande ittiosauro del Regno Unito è lungo 10 metri ed è il più completo nel suo genere. Scoperto nel febbraio 2021, il "drago marino" è stato portato alla luce.

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È il fossile di un ittiosauro il “drago marino” lungo 10 metri scoperto in U.K.
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Pochi giorni fa, il 10 gennaio 2022, è stata resa nota la notizia di un ritrovamento eccezionale: il fossile di ittiosauro più lungo ritrovato nel Regno Unito, più precisamente nella Rutland Water Nature Reserve. Scoperto nel febbraio 2021, il “drago marino”  di 10 m in lunghezza è stato finalmente portato alla luce: è un caso unico al mondo, datato attorno ai 180 milioni di anni fa.

Che animale è l'ittiosauro?

L'ittiosauro è un rettile marino mesozoico, ormai estinto, che era solito vivere nei mari europei dal Triassico inferiore all'inizio del Cretaceo superiore, in un periodo compreso tra 250 a 90 milioni di anni fa. Il termine ittiosauro deriva dalle parole greche ichthys = pesce e sauros = lucertola il che richiama la loro storia evolutiva: sulla base delle prove fossili disponibili pare che questi organismi si siano evoluti da un gruppo di rettili che è tornato in mare. Comportamento simile è avvenuto per gli antenati dei moderni cetacei (orche, balene e delfini) che dalla terra sono tornati nelle acque, adattandosi alla vita marina.
Gli ittiosauri sono stati animali cosmopoliti (che hanno colonizzato gran parte dei nostri mari in passato) e possiamo dire che siano stati uno dei gruppi di rettili mesozoici di maggior successo (Sander, 2000). Per questo motivo non è difficile trovare resti di questi organismi sul suolo europeo (e in particolare in Regno Unito, Francia e Germania).

ittiosauro
Esempio di ricostruzione 3D di un ittiosauro (Ichthyosaur Shonisaurus)

La struttura e la morfologia di questi animali suggerisce come possano essere stati degli ottimi nuotatori adattati alla vita marina completamente libera. L'ittiosauro doveva avere una grossa pinna caudale e una dorsale e, anche se spesso viene rappresentato come un "grosso delfino", doveva ricoprire diversi gradi ecologici, aveva cioè una vasta gamma di caratteristiche morfologiche: sono stati trovati esemplari anguilliformi, con coda eretta e a due lobi come molti pesci odierni o con forme e dimensioni intermedie. Questi rettili marini si nutrivano principalmente di piccoli pesci, molluschi e cefalopodi, come dimostrato da resti di coproliti.

Le loro dimensioni potevano variare così come la loro forma, ma esistono certamente dei casi eccezionali, come quello che stiamo per raccontarvi.

La scoperta del fossile in U.K.

L'ittiosauro, chiamato giornalisticamente "drago marino", è stato scoperto nel febbraio 2021 nella Rutland Water Nature Reserve nelle East Midlands, Regno Unito, sotto strati di fango, acqua e ghiaccio.
La zona era già nota per aver portato alla luce altri esemplari di ittiosauro, ma non di questa portata: il drago marino ha una testa lunga più di 2 m e pesante oltre una tonnellata, con un corpo lungo circa 8 m, per un totale di 10 m dalla punta del muso alla coda. Gli esperti hanno stimato che il fossile possa avere approssimativamente 180 milioni di anni.
È l'ittiosauro più grande mai ritrovato in Regno Unito, oltre ad essere l'unico della specie Temnodontosaurus trigonodon e il più completo.

I ricercatori avevano cominciato gli scavi già mesi fa a seguito del ritrovamento di strane strutture dall'apparenza organica che emergevano dal fango: il capogruppo della Riserva Joe Davis afferma di aver notato assieme al collega Paul Trevor una struttura simile a dei tubi di argilla che emergeva dal fango così, durante una spedizione di routine, scoprono la spina dorsale dell'animale.
La notizia giunge al paleontologo Dean R. Lomax dell'Università di Manchester che viene contattato per supportare gli scavi: vengono portati alla luce prima le vertebre, poi la testa e infine, dopo un lungo lavoro di quadra, il team riesce a isolare l'intero profilo dell'animale.
Lomax afferma che potrebbero volerci fino a 24 mesi per rimuovere tutte le tracce di roccia dalle ossa, nella la speranza di poterlo esporre in un'area all'interno della Riserva. Ora l'esemplare è stato asportato e portato in laboratorio per continuare il lavoro in sicurezza.

Bibliografia
Sander, P. Martin. "Ichthyosauria: their diversity, distribution, and phylogeny." Paläontologische Zeitschrift 74.1 (2000): 1-35.

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Nicole Pillepich
Redattrice
Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Disegno, scrivo e parlo di ciò che amo: natura, animali, botanica e curiosità.
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