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26 Settembre 2026
13:00

El Niño nel Pacifico è più variabile negli ultimi 40 anni (+ 36,5%): le prove nei coralli delle Galápagos

La variabilità di El Niño nell'area orientale del Pacifico è aumentata del 36,5% rispetto al millennio preindustriale. A rivelarlo sono i coralli delle Galápagos, che hanno conservato nelle loro strutture la storia climatica degli ultimi 1000 anni.

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El Niño nel Pacifico è più variabile negli ultimi 40 anni (+ 36,5%): le prove nei coralli delle Galápagos
el nino intensificazione
Credit: Courtesy photo, Greg Asner / University of Michigan / via ErurekAlert

Negli ultimi 40 anni, El Niño, il noto fenomeno climatico legato all'anomalo riscaldamento delle acque superficiali nel Pacifico tropicale, è diventato significativamente più variabile e intenso, facendo registrare oscillazioni maggiori del 36,5% rispetto ai secoli passati. A dimostrarlo, e a collegare questa anomalia direttamente al riscaldamento globale, è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science che si basa su un "archivio climatico" d'eccezione: gli antichi coralli delle isole Galápagos.

Fino a oggi, per capire quanto fosse cambiato nel tempo il sistema ENSO (El Niño-Southern Oscillation), potevamo affidarci soltanto ai dati strumentali recenti, senza avere un vero e proprio termine di paragone storico. Oggi, grazie all'analisi di questi straordinari organismi marini, i ricercatori hanno potuto ricostruire con precisione le temperature oceaniche degli ultimi 1000 anni, dimostrando che l'aumentata variabilità climatica registrata negli ultimi decenni non ha alcun precedente nell'ultimo millennio.

Coralli delle Galapagos ed El Niño: archivi naturali delle temperature dell’oceano

Per ricostruire il comportamento di ENSO nel passato, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno analizzato coralli moderni e fossili delle Galápagos. Questi organismi costruiscono il proprio scheletro formando strati successivi di carbonato di calcio e, durante la crescita, incorporano informazioni chimiche legate alle condizioni dell'acqua circostante.

In particolare, nello studio sono stati analizzati il rapporto tra stronzio e calcio (Sr/Ca) e gli isotopi dell'ossigeno (δ¹⁸O) presenti nello scheletro. Entrambi possono essere utilizzati come indicatori delle variazioni della temperatura superficiale del mare. Il confronto con i dati strumentali moderni permette così di trasformare la composizione chimica del corallo in una ricostruzione delle temperature passate.

Il gruppo di ricerca ha ottenuto 28 serie di dati provenienti da coralli di cinque isole dell'arcipelago, coprendo in modo discontinuo circa un millennio. I dati sono stati poi divisi in tre periodi: 1000–1850, utilizzato come riferimento preindustriale; 1851–1982, corrispondente al XX secolo; e 1984– oggi, considerato il periodo moderno.

Il confronto ha mostrato che negli ultimi circa 40 anni la variabilità di ENSO nel Pacifico orientale è risultata del 36,5% ± 8% maggiore rispetto al periodo 1000–1850. Rispetto al XX secolo, l'aumento è invece del 16,2% ± 10%.

In altre parole, non significa che ogni El Niño sia oggi il 36,5% più intenso. Il dato indica che le oscillazioni del sistema ENSO sono diventate più ampie: negli ultimi decenni si sono verificati eventi di El Niño particolarmente intensi, aumentando la variabilità complessiva del fenomeno.

Cosa c'entra il riscaldamento globale con la variabilità di ENSO: il nuovo studio

A questo punto rimane una domanda: questa maggiore variabilità può essere semplicemente una normale oscillazione del clima oppure è legata al cambiamento climatico?

Per verificarlo, i ricercatori hanno confrontato la ricostruzione ottenuta dai coralli con simulazioni climatiche preindustriali realizzate attraverso 12 modelli climatici, considerando la variabilità interna del sistema climatico e i fattori naturali che possono influenzarlo, come attività solare ed eruzioni vulcaniche.

Il risultato è che l'aumento osservato nella ricostruzione dei coralli supera l'intervallo di variabilità prodotto dai modelli quando vengono considerati soltanto i fattori naturali. Inoltre, l'aumento della variabilità di ENSO ricostruito dai coralli segue l'aumento della temperatura media globale. Gli autori interpretano questi risultati come un'indicazione del fatto che il riscaldamento del pianeta sta contribuendo all'aumento della variabilità dell'ENSO nel Pacifico orientale.

La scoperta è importante perché ENSO è uno dei principali sistemi naturali capaci di influenzare il clima globale da un anno all'altro. Cambiamenti nella sua variabilità possono quindi avere conseguenze anche molto lontane dal Pacifico, modificando la probabilità di alcuni estremi climatici come siccità e precipitazioni intense. Ma il dato più importante dello studio è forse un altro: grazie ai coralli delle Galápagos oggi possiamo confrontare il comportamento dell'ENSO moderno con quello di un millennio di storia climatica, e il confronto mostra quanto gli ultimi decenni siano anomali rispetto al passato ricostruito.

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