
L’ondata di calore che sta investendo l’Italia e l’Europa non accenna a diminuire, continuando a stringere il continente nella morsa di un caldo intenso e di temperature al di sopra della media stagionale, con effetti che interesseranno anche l'autunno 2026. Eppure, a livello globale, ci dovremo confrontare non solo con fenomeni di caldo intenso, derivati da anticicloni o dal riscaldamento globale di origine antropica, ma con un incremento di temperatura ulteriore, un fenomeno climatico periodico la cui potenza è tale da causare fenomeni atmosferici intensi in diverse parti del mondo, ovvero El Niño.
Secondo un'analisi del climatologo Zeke Hausfather, ricercatore per Stripe, Carbon Brief e Berkeley Earth, le probabilità che il 2027 diventi l'anno più caldo mai misurato sulla Terra sono intorno al 95%. Sommando l'effetto di El Niño a quello del cambiamento climatico, la temperatura media globale potrebbe salire di circa 1,76 gradi oltre i livelli preindustriali. Infatti, come si legge nell’articolo del Washington Post, questo fenomeno funzionerà come una macchina del tempo climatica, mostrandoci già nel 2027 temperature che, di questo passo, non avremmo toccato prima della fine degli anni ‘30. È un valore che lo stesso Hausfather definisce sorprendente: “Non sono sicuro che le persone si siano rese conto di quanto saranno folli la seconda metà del 2026 e il 2027 per quanto riguarda le temperature globali, sulla scia di un evento El Niño da record”, ha scritto su X nel post qui sotto.
Gli effetti di El Niño sull’autunno e sull’anno 2026-2027
Qualche settimana fa, la comunità dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha diffuso un comunicato in cui avvertiva che El Niño è destinato a intensificarsi tra agosto e ottobre, con possibili ripercussioni e fenomeni meteorologici estremi in diverse aree del mondo.
"El Niño si sta rafforzando, alimentando un pianeta già in fiamme, con cupole di calore roventi, incendi apocalittici e mari a temperature record”, ha dichiarato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres. Secondo Guterres, El Niño è già dentro casa e sta alzando la temperatura, con i combustibili fossili stanno alimentando le fiamme di questa crisi: “Se non agiamo per proteggere le persone e affrontare le cause profonde della crisi, i pericoli diventeranno ancora più letali. Il riscaldamento preliminare è finito. Non possiamo permetterci di aspettare l’evento principale.”
Perché il riscaldamento sta accelerando: temperature in aumento e scenari futuri NOAA
Secondo la definizione della NOAA, l'agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani, si parla di El Niño quando la temperatura superficiale del Pacifico equatoriale centro-orientale supera di almeno 0,5 gradi la media climatologica per almeno circa 5 mesi consecutivi.
Secondo l’analisi di Hausfather, un 2027 a +1,76 gradi significherebbe circa 0,29 gradi in più rispetto a quanto previsto proiettando la tendenza al riscaldamento dell'ultimo decennio. Nello scenario più estremo, il pianeta compirebbe un balzo di circa 13 anni, raggiungendo temperature che dovrebbero diventare la norma solo intorno al 2040; nello scenario più basso l'anticipo sarebbe comunque di circa 7 anni, portandoci ai livelli attesi per il 2034.
È anche vero che El Niño arriva in un momento particolare. Come sottolinea Hausfather, si sovrappone a una “forte accelerazione del ritmo del riscaldamento associata al continuo aumento delle emissioni di gas serra”. Nel Pacifico equatoriale centrale, dove si misura l'intensità di El Niño, le temperature oceaniche hanno infranto i record per 75 giorni consecutivi, ed entro dicembre potrebbero aumentare di oltre 4 gradi, superando il precedente record di più di un grado.
Secondo la rivista Nature, il fenomeno climatico di El Niño è destinato a diventare il più intenso degli ultimi almeno 150 anni. Secondo Justin Mankin, climatologo del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, assomiglia molto a quegli eventi che gli scienziati avevano proiettato per la fine del secolo, amplificati dal cambiamento climatico di origine antropica.
Per questo El Niño sarà un acceleratore del riscaldamento globale: il fenomeno, di per sé naturale e periodico, si innesta su un pianeta già più caldo a causa delle emissioni di gas serra, amplificandone gli effetti e regalandoci un'anteprima del clima che ci attende.