
Emilio Salgari (pronuncia Salgàri) nato a Verona nel 1862 e morto a Torino nel 1911, è stato uno dei più noti autori di romanzi d’avventura. Scrisse circa 200 opere tra romanzi e racconti, in larga parte ambientate in luoghi esotici. Alcune opere fanno parte di cicli con personaggi ricorrenti, come il ciclo indo-malese, del quale è protagonista Sandokan, e quello delle Antille, con Il corsaro nero. Alcune opere di Salgari hanno fornito il soggetto per film e serie televisive, come il celebre sceneggiato di Sandokan degli anni ‘70. Salgari, in tal modo, ha contribuito a costruire l’immaginario collettivo di generazioni di italiani. Una precisazione: la pronuncia corretta del cognome è Salgàri, con l’accento sulla seconda ‘a', perché deriva dalla parola salgàro (che significa salice in dialetto veneto). Anche la versione Sàlgari, però, è molto diffusa, sebbene sia scorretta.
Chi era Emilio Salgari: vita e morte
Emilio Salgari nacque a Verona il 21 agosto 1862. Da giovane studiò all’Istituto nautico “Paolo Sarpi” di Venezia con lo scopo di diventare un ufficiale di marina, ma non conseguì il diploma. Nel 1881 tornò a Verona per intraprendere il lavoro di giornalista. Si mise in luce come autore di romanzi d’appendice (cioè pubblicati a puntate sui giornali). Esordì nel 1882, pubblicando sul settimanale milanese La Valigia il romanzo I selvaggi della Papuasia. Negli anni successivi fecero seguito la raccolta di racconti Tay-See e il celebre romanzo La tigre della Malesia, pubblicato in volume con il titolo Le Tigri di Mompracem, con il quale ebbe inizio il ciclo indo-malese.
Dopo essere convolato a nozze con Ida Peruzzi nel 1892, dalla quale avrà quattro figli, Salgari si trasferì prima in Piemonte e poi in Liguria, su richiesta dei suoi editori. Continuò a scrivere prolificamente: solo tra il 1892 e il 1898, periodo di maggiore attività, pubblicò una trentina di romanzi. Dal 1900 si stabilì a Torino. Continuò a scrivere, ma dovette affrontare serie difficoltà familiari, soprattutto a causa dei problemi di salute mentale della moglie e delle ristrettezze economiche nelle quali si trovava nonostante la grande popolarità delle sue opere. Nel 1909 tentò il suicidio gettandosi su una spada, richiamando il rituale dell'harakiri dei samurai nell'Oriente che tanto amava, ma fu salvato dalla figlia Fatima. Due anni più tardi, cercò nuovamente di togliersi la vita e, questa volta, riuscì nell’intento: lasciò tre lettere per i figli, indicando dove avrebbero potuto trovare il corpo, e si tolse la vita in un bosco ferendosi alla gola e all’addome con un rasoio.

Le opere e i capolavori: i cicli di romanzi più famosi
Salgari fu autore di 80-85 romanzi (la cifra varia a seconda di come si contano le edizioni) e più di 100 racconti. Alcuni romanzi compongono cicli con personaggi ricorrenti.
Il ciclo più noto è quello indo-malese, del quale sono protagonisti i pirati della Malesia e il loro capo Sandokan, forse il personaggio più noto tra tutti quelli creati da Salgari. I pirati della Malesia si battono contro gli inglesi e gli olandesi per difendere la loro terra. Il ciclo prese avvio con la pubblicazione del romanzo Le tigri di Mompracem, pubblicato a puntate nel 1882 e in volume nel 1900, e proseguì con altri dieci romanzi, tra i quali il più noto è forse I pirati della Malesia, uscito nel 1896. Accanto a Sandokan, nel ciclo compaiono personaggi di grande popolarità, come Yanez de Gomera, suo amico e braccio destro, e Lady Marianna, la donna amata dal protagonista.
Grande successo ebbe anche un altro ciclo, quello dei corsari delle Antille, che prese avvio con la pubblicazione nel 1898 del romanzo Il corsaro nero, talvolta considerato il capolavoro assoluto di Salgari. Altre opere dell’autore sono ambientate in Africa, in India, nel Far West, sull’Oceano, ai Poli, in Estremo Oriente, in Australia. Come sosteneva lo scrittore, “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”.

Salgari fu autore anche di un romanzo ambientato nel futuro, Le meraviglie del Duemila, considerato uno dei primi romanzi italiani di fantascienza. Scrisse inoltre romanzi storici, come Cartagine in fiamme e Le figlie dei Faraoni. La popolarità dello scrittore è dimostrata anche dal grande numero di opere apocrife, cioè scritte da altri autori e pubblicate a nome di Salgari.
Le ragioni del successo: perché Salgari è un autore tanto apprezzato
Le opere di Salgari ebbero grande successo: oltre a essere lette da milioni di persone, sono state usato come soggetto di numerosi film e serie televisive. Le opere trasposte più frequentemente sono quelle del ciclo indo-malese e di quello dei caraibi. Particolarmente noto è lo sceneggiato di Sandokan in sei puntate, interpretato da Kabir Bedi e andato in onda 1976. Nel 2025 il personaggio ha dato origine a un’altra serie, nella quale è protagonista l’attore turco Can Yaman.

In sostanza, con le sue opere, Salgari ha contribuito a formare l’immaginario di milioni di persone. Le ragioni del successo vanno rintracciate nell’abilità dell’autore, capace di creare ambientazioni esotiche e descriverle in maniera precisa e accattivante. Salgari viaggiava pochissimo, ma si documentava su libri di viaggio e atlanti geografici, grazie ai quali era in grado di descrivere con discreta esattezza i luoghi dei suoi romanzi. Inoltre, i suoi protagonisti sono eroi carismatici e coraggiosi, impegnati in una guerra contro antagonisti spietati, cosicché le opere raccontano quasi una lotta del bene contro il male.
La narrazione di Salgari è ricca si suspense e colpi di scena, che catturano l’attenzione del lettore. Non a caso, ancora ora oggi le opere di Salgari sono pubblicate e trasposte al cinema e in televisione.