
In Cina, il 22 maggio 2026, un'esplosione in una miniera di carbone della provincia dello Shanxi ha provocato un disastro tra i più gravi degli ultimi anni nel settore minerario del Paese. Il bilancio provvisorio dell'incidente è di 82 morti accertate, 9 dispersi e 123 persone ricoverate in ospedale. È quanto riferito dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, citando l'ufficio per la gestione delle emergenze della contea. Al momento dell'esplosione, nella miniera erano presenti 247 persone.
L'esplosione è avvenuta alle 19.29 ora locale di venerdì 22 maggio (le 12:29 in Italia) nella miniera gestita dal gruppo Shanxi Tongzhou Coal. Le autorità provinciali hanno mobilitato 755 persone tra soccorritori e personale medico, e le operazioni di ricerca sono ancora in corso al momento in cui scriviamo.
Il presidente cinese Xi Jinping è intervenuto nelle ore successive all'incidente con una nota ufficiale, riportata dalla CNN, con cui ha ordinato di mettere in campo "ogni sforzo possibile" per i soccorsi, ridurre al minimo le vittime e avviare un'indagine "rigorosa" sulle cause. Stando a quanto riferito da Xinhua, i dirigenti dell'azienda che gestiva la miniera sono già stati posti sotto controllo dalle autorità. Le cause dell'esplosione sono ancora sconosciute e le responsabilità e la dinamica esatta sono ancora sotto indagine.
Un dettaglio riferito dai media locali riguarda i giorni precedenti l'esplosione quando le autorità locali erano state allertate per il superamento dei limiti di sicurezza del monossido di carbonio nella miniera. Inoltre, come scrive il New York Times, la miniera di Liushenyu, era già osservata speciale. Nel 2024 era stata inserita, insieme ad altre 1.127 strutture, nell'elenco delle 1.128 miniere segnalate per "gravi rischi per la sicurezza" dall'Amministrazione nazionale cinese per la sicurezza mineraria. Liushenyu, in particolare, era stata segnalata proprio per gli elevati livelli di gas presenti nelle gallerie, una condizione che, nei pozzi di carbone, è il principale fattore di rischio per le esplosioni come quella avvenuta.
La provincia dello Shanxi è il cuore minerario della Cina. Secondo i dati raccolti dalla U.S. Environmental Protection Agency (EPA), la Cina produce da sola circa la metà del carbone estratto al mondo, e lo Shanxi è la provincia che ne tira fuori la quota più grande, oltre un quarto del totale nazionale.

Questa recente tragedia si aggiunge a un lungo elenco di disastri mortali nelle miniere di carbone cinesi. Sebbene nei primi anni Duemila si registrassero frequentemente incidenti con oltre un centinaio di morti, nel tempo gli standard di sicurezza sono migliorati grazie all'accorpamento del settore e a normative più severe. Restano però casi gravi, nel febbraio 2023 il crollo di una miniera a cielo aperto nella Mongolia Interna fece più di 50 morti, nel novembre 2024 un'esplosione nello Shanxi causò 26 vittime e ancora, nel 2009, un'esplosione in una miniera nella provincia di Heilongjiang, nel nord-est del Paese, causò oltre 100 morti.
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