Evacuazione-vulcano

L'isola di Vulcano, nell'arcipelago siciliano delle Eolie, torna a far parlare di sé. Quest'oggi, 22 novembre 2021, la preoccupazione è legata all'aumento delle emissioni di gas – in particolare di CO2 – che, potenzialmente, potrebbero causare problemi respiratori agli abitanti dell'isola. Questa crescita nei valori di anidride carbonica ha quindi portato il sindaco di Lipari Marco Giorgianni a disporre l'evacuazione dell'area prossima al porto di Vulcano. Ma cosa comporta questo per gli abitanti dell'isola? E come vengono condotte le misurazioni?

L'ordinanza del sindaco

Come specificato anche dal sindaco in un video su Facebook, le ultime misurazioni hanno fatto registrare valori di CO2 superiori alla media: dalle 80 tonnellate emesse si è in breve tempo passati alle 480 tonnellate. Questo importante incremento ha fatto scattare la "zona rossa", ovvero un'area nella quale è interdetto restare durante le ore notturne, cioè dalle 23 alle 6 del mattino. Perché solamente nelle ore notturne? Come si legge nell'ordinanza, l'anidride carbonica raggiunge i suoi massimi livelli di concentrazione nell'aria durante le ore notturne a circa 80 centimetri di altezza rispetto al suolo: per questo motivo i residenti che abitano all'interno di villette a più piani possono restare nelle loro abitazioni – purché abbiano ricevuto un riscontro positivo da parte delle autorità competenti.

I residenti della zona rossa – che si estende da Sotto Lentia fino all'istmo di Vulcanello – sono stati trasferiti in altre aree. Al momento si parla di circa 250 persone e, per sostenerle, sono stati previsti dei contributi economici proporzionali al numero di membri per ciascun nucleo familiare:

  • € 400,00 per i nuclei monofamiliari;
  • € 500,00 per i nuclei familiari composti da due unità;
  • € 700,00 per quelli composti da tre unità;
  • € 800,00 mensili per i nuclei familiari composti da quattro o più unità.

Per quanto riguarda le attività giornaliere dell'isola, tutto prosegue normalmente – incluse le attività lavorative –  ad eccezione del flusso turistico che, per precauzione, è sospeso fino al termine dell'ordinanza.

Teniamo bene a mente una cosa: si sta evacuando la popolazione non perché si teme che il vulcano stia per eruttare ma solo ed unicamente per la presenza potenzialmente pericolosa di gas. Come conferma lo stesso sindaco, infatti, gli altri parametri registrati dal sistema di monitoraggio vulcanico non solo sono stabili ma, in alcuni casi, addirittura in recessione rispetto alla precedenti settimane.

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Il monitoraggio su Vulcano

Già da settembre 2021 l'attività dell'isola ha fatto registrare valori anomali – come un aumento delle emissioni di gas delle fumarole – e dal 1 ottobre l'allerta è passata ufficialmente da verde a gialla. Per sorvegliare il vulcano con maggiore attenzione sono stati inizialmente effettuati dei campionamenti sul posto e, durante il mese di ottobre e novembre, sono state installate delle nuove stazioni di monitoraggio. In particolare, come riportato dalla stessa INGV, sono state installate quattro nuove stazioni geochimiche per valutare il flusso di CO2 dal suolo e la sua concentrazione in aria, oltre che a sette stazioni sismiche – delle quali sei sull'isola di Vulcano e una su quella di Lipari. A questa strumentazione si aggiungono anche due gravimetri, radar e telecamere termiche per osservare con elevato dettaglio un'ampia gamma di parametri geofisici.

Attualmente i valori registrati hanno portato il Dipartimento di Protezione civile regionale a chiedere l'innalzamento del livello di allerta da giallo (livello di attenzione) ad arancione (livello di pre-allarme), oltre che ad un ulteriore potenziamento del sistema di monitoraggio per i possibili gas nocivi.

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Articolo a cura di
Stefano Gandelli