
Quella domanda, davanti ai video di una giostra-fionda, ce la siamo fatta tutti almeno una volta: "Ok, e se si rompe un cavo?"
Sì, perché la conoscete tutti: due persone chiuse in una capsula sferica, sparate in aria a decine di metri, e quasi sempre quel momento, virale su TikTok e Instagram, in cui sembrano svenire per qualche secondo. È una delle attrazioni più estreme dei luna park di tutto il mondo.

E la domanda è sempre la stessa: e se cede uno dei due cavi che la tengono?
A Siviglia durante la Feria de Abril 2026, è successo davvero. Vediamo cosa è accaduto, come funziona davvero questa giostra, e perché un cavo può cedere.
Cosa è successo alla Feria di Siviglia: la ricostruzione
L'incidente è avvenuto venerdì 24 aprile 2026, intorno alle 20:20, nella Calle del Infierno, l'area attrazioni della Feria de Abril. La giostra coinvolta si chiama "Steel Max" ed è popolarmente conosciuta come "El Tirachinas", la fionda: una versione spagnola della classica reverse bungee.
A bordo della capsula sferica c'erano due minori di Málaga, di 11 e 17 anni. Durante il secondo lancio, secondo le ricostruzioni dei Bomberos e dell'Ayuntamiento de Sevilla, uno dei due cavi laterali si è staccato o spezzato.
Da lì la dinamica è chiara:
– la capsula ha perso la simmetria delle forze che la tenevano in traiettoria verticale;
– ha urtato uno dei piloni della struttura;
– è rimasta sospesa, inclinata, a circa 5 metri di altezza.
I Bomberos sono intervenuti rapidamente, hanno calato la capsula e portato in salvo i due ragazzi. Il bilancio è di 4 feriti lievi: i due minori dentro la cabina, più due persone a terra colpite da elementi distaccati. Due sono stati portati all'ospedale Virgen Macarena per accertamenti. L'attrazione è stata sequestrata e precintata, e la Policía Nacional ha aperto un'indagine.
Come funziona davvero una giostra-fionda
Sembra un giocattolo enorme: due tralicci, due cavi, una palla. In realtà è un sistema ingegneristico molto preciso, basato su un principio fisico semplicissimo.
Il principio: energia elastica
I due cavi laterali della "fionda" funzionano come enormi elastici. La capsula viene tirata e bloccata a terra da un dispositivo elettromagnetico, mentre i cavi si caricano di tensione. Quando l'elettromagnete si stacca, i cavi rilasciano tutta l'energia accumulata in pochissimi istanti.

Quell'energia, in un attimo, diventa velocità e accelerazione verso l'alto. È esattamente la fionda di Davide e Golia, ma su scala industriale: la capsula può raggiungere dai 50 agli 80 metri di altezza.
Perché si arriva a "svenire": le accelerazioni
Nel momento del lancio, i passeggeri possono subire accelerazioni fino a 3-5 volte la forza di gravità (3-5 g). Per darti un termine di paragone: un pilota di Formula 1 in frenata può sentire 5 g, un astronauta al lancio attorno a 3 g.
A queste accelerazioni il sangue tende a "scendere" verso il basso del corpo, e il cervello per qualche secondo riceve meno ossigeno. Ecco perché tantissime persone, in quei video virali, perdono conoscenza per pochi istanti: non è "paura", è fisiologia.
Il dettaglio cruciale: la simmetria
Il sistema funziona perché i due cavi tirano con la stessa forza e mantengono la capsula centrata lungo l'asse verticale. È un equilibrio dinamico: due forze uguali e opposte ai lati, una traiettoria pulita.
E qui arriviamo al cuore di quello che è successo a Siviglia.
Cosa succede se uno dei due cavi cede?
Non succede semplicemente che la capsula cade. Succede qualcosa di più complesso e, per certi versi, più pericoloso. Quando uno dei due cavi si rompe o perde tensione:
1. La capsula conserva l'energia e la velocità già caricate dall'altro cavo.
2. Ma perde il vincolo di simmetria che la teneva in linea retta.
3. Risultato: invece di una traiettoria verticale, la capsula si trasforma in un pendolo sbilanciato ad alta energia.
A quel punto si muove lateralmente, in modo incontrollato, fino a urtare la prima cosa che incontra. A Siviglia, è stato uno dei piloni della struttura stessa.
Per questo nelle immagini si vede la capsula sospesa di lato, a circa 5 metri da terra, e non a decine di metri di altezza. L'energia non l'ha portata su: l'ha scaraventata di lato.
Ma perché può rompersi un cavo?
Qui arriviamo alla parte più importante, perché è anche la più fraintesa.
I cavi di una reverse bungee non lavorano mai al limite. Sono progettati con fattori di sicurezza molto elevati, cioè devono sopportare carichi sensibilmente superiori a quelli reali di esercizio. Questo significa che, quando un cavo cede, raramente è per una singola causa improvvisa.
Le possibili cause sono diverse, e l'indagine in corso a Siviglia dovrà chiarire quale (o quali) abbiano contribuito:
– Fatica del materiale: i cavi sono soggetti a cicli ripetuti di trazione e rilascio, che nel tempo accumulano microdanni invisibili a occhio nudo.
– Usura e corrosione: queste attrazioni vivono all'aperto, esposte a sole, pioggia, sbalzi termici, polvere.
– Difetti nei punti di ancoraggio: spesso il punto critico non è il cavo in sé, ma il modo in cui è fissato alla struttura.
– Errori di montaggio o manutenzione: in installazioni temporanee, smontate e rimontate da una fiera all'altra, le procedure di controllo sono delicatissime.
Il punto chiave è che un cedimento di questo tipo è quasi sempre il risultato di una catena di fattori, non di un evento singolo. Per questo le indagini su questi incidenti durano mesi.
Quanto sono sicure queste giostre?
Statisticamente, molto. Le reverse bungee sono installate in tutto il mondo da decenni e gli incidenti, rispetto al numero di lanci effettuati ogni anno, sono rari. Sono attrazioni soggette a:
– controlli periodici obbligatori,
– certificazioni dei materiali,
– limiti operativi sui cicli di utilizzo dei cavi (che vanno sostituiti a tempo, non a rottura).
Quando però un incidente accade, le indagini negli anni hanno spesso evidenziato due ricorrenze: manutenzione inadeguata o componenti non sostituiti nei tempi previsti. Ed è esattamente su questi due fronti che si concentra ora la Policía Nacional a Siviglia.