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6 Maggio 2026
14:08

Gli USA acquisiscono il giacimento di terre rare di Tanbreez, in Groenlandia: perché è così strategico

Dopo le mire espansionistiche di Trump, la società USA Critical Metals ha ottenuto il controllo sul giacimento di Tanbreez, in Groenlandia: il deposito ospita circa 4,7 mld di tonnellate di materiale contenente terre rare, di cui il 27% sono terre rare pesanti, essenziali per le tecnologie più avanzate. L'obiettivo è ridurre la dipendenza USA dalla Cina.

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Gli USA acquisiscono il giacimento di terre rare di Tanbreez, in Groenlandia: perché è così strategico
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Immagine generata con AI a puro scopo illustrativo

Gli USA di Donald Trump mettono le mani sulle terre rare della Groenlandia: la società mineraria americana Critical Metals Corp, quotata a Wall Street, ha appena ottenuto l'approvazione formale dal Governo della Groenlandia per l'acquisizione del 70% di 60° North ApS (che fornisce servizi di logistica a supporto delle operazioni minerarie), prendendo di fatto il controllo sullo sfruttamento del giacimento di Tanbreez, nel sud dell'isola, considerato uno dei più grandi giacimenti di terre rare pesanti al mondo al di fuori della Cina.

Ma cosa rende questo giacimento così strategico? Non si tratta solo della quantità di risorse, stimate in 4,7 miliardi di tonnellate, ma soprattutto della tipologia: Tanbreez, infatti, è un deposito ricco di terre rare pesanti (circa il 27% del totale), essenziali per lo sviluppo di tecnologie avanzate usate nelle infrastrutture per le energie rinnovabili e nell'industria della difesa.

L'obiettivo, insomma, resta quello di ridurre la dipendenza americana (e mondiale) dalle terre rare estratte dalla Cina, che al momento possiede ancora il monopolio globale controllando circa l'85% dell'offerta totale. Le mire espansionistiche USA sulla Groenlandia stanno quindi dando i loro frutti: nonostante il controllo politico resti in mano al governo dell'isola e alla Danimarca, gli USA si stanno gradualmente impossessando delle risorse strategiche dell'Artico, anche senza l'utilizzo della forza militare (un'ipotesi lanciata dal Presidente Donald Trump solo alcuni mesi fa).

Perché il giacimento di Tanbreez in Groenlandia è importante: la presenza di terre rare pesanti

Il giacimento di Tanbreez, che si estende per 18km2, si trova nel sud della Groenlandia ed è situato nelle vicinanze della cittadina di Qaqortoq, a circa 35 km dall'aeroporto internazionale di Narsarsuaq. Il deposito è ospitato all'interno del complesso di Ilímaussaq, che risale a circa 1,16 miliardi di anni fa, ed è costituito principalmente da una roccia magmatica chiamata kakortokite, una roccia ignea stratificata ricca di terre rare.

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Una mappa della Groenlandia: in giallo evidenziata la posizione del giacimento di Tanbreez. Credit: ITAR & S–K 1300 TRS – Tanbreez, Greenland, via Wikimedia Commons

Più nello specifico, un rapporto tecnico indipendente, pubblicato nel marzo 2025 dalla società di consulenza Agricola Mining Consultants, stima che il giacimento di Tanbreez ospiti circa 4,7 miliardi di tonnellate di materiale contenente terre rare.

Ma il dato che rende questo giacimento così strategico a livello globale è un altro: circa il 27% delle terre rare contenute nel deposito rientra nella categoria delle terre rare pesanti (in inglese heavy rare earth elements, HREE). Si tratta di una concentrazione eccezionalmente elevata: per avere un'idea, il giacimento americano di Mountain Pass, in California, ha una percentuale di terre rare pesanti dello 0,49%. Bayan Obo, il più grande giacimento cinese, arriva all'1,13%. Tanbreez è al 27%.

E il punto è che le terre rare pesanti (come disprosio, terbio e ittrio) sono indispensabili per le applicazioni ad alta tecnologia e vengono infatti utilizzate, ad esempio, nei motori elettrici, nelle turbine eoliche e anche per alcuni dei sistemi militari più avanzati. Tra l'altro, queste terre rare pesanti sono anche le più difficili da reperire al di fuori della Cina, il che rende questo giacimento un asset fondamentale per gli USA nella loro competizione con Pechino.

Un ulteriore vantaggio riguarda anche il bassissimo contenuto di uranio e torio: i test sui campioni hanno rilevato livelli di uranio compresi tra 10 e 20 ppm (parti per milione) e di torio inferiori a 100 ppm. Questo è un fattore determinante perché riduce soprattutto i rischi ambientali: molti altri giacimenti di terre rare, come quello di Kvanefjeld (sempre in Groenlandia), presentano infatti livelli elevati di materiali radioattivi che complicano particolarmente lo sfruttamento e l'approvazione dei progetti. Tanbreez, al contrario, ha già ottenuto una licenza di sfruttamento minerario valida fino al 2050, risultando uno dei 2 unici siti in Groenlandia ad aver ricevuto questa approvazione su oltre 140 licenze minerarie attive nell'isola.

È inoltre previsto che il giacimento avrà accesso a importanti vie di trasporto, poiché l'area offre un accesso marittimo diretto tutto l'anno attraverso fiordi profondi che conducono direttamente all'Oceano Atlantico settentrionale.

La valutazione economica preliminare pubblicata nel marzo 2025 ha stimato il valore del progetto in circa 3 miliardi di dollari. La produzione commerciale, tuttavia, non è ancora iniziata: Critical Metals prevede un avvio iniziale di circa 85.000 tonnellate di ossidi di terre rare all'anno, con la possibilità di scalare fino a 425.000 tonnellate dopo un'espansione modulare. L'inizio della piena operatività è previsto tra il 2027 e il 2028.

La corsa degli USA di Trump per le risorse nell'Artico

L'acquisizione del giacimento di Tanbreez da parte di Critical Metals non è di certo casuale: il progetto si inserisce nella più ampia strategia americana che punta a diversificare le catene di approvvigionamento delle terre rare, oggi dominate in modo schiacciante dalla Cina, che controlla circa l'85% della capacità globale di lavorazione e da cui gli Stati Uniti dipendono per circa l'80% delle importazioni. Lo stesso rapporto tecnico indipendente lo specifica chiaramente:

Del resto, non erano casuali nemmeno le mire espansionistiche di Donald Trump sulla Groenlandia: negli scorsi mesi, infatti, il Presidente USA aveva più volte dichiarato la sua intenzione di acquisire la Groenlandia, anche attraverso l'uso della forza militare.

Sul piano operativo, a inizio 2026 Critical Metals ha approvato la costruzione di un impianto di stoccaggio, progettato per resistere alle condizioni climatiche artiche, che dovrebbe diventare operativo entro la metà dell'anno. Nel frattempo, l'azienda ha anche acquisito un immobile nella zona, destinato a diventare una base operativa, così come un laboratorio mobile di analisi geochimica da circa un milione di dollari, con l'obiettivo di ottenere dati in tempo reale direttamente sul sito.

La catena di approvvigionamento sembrerebbe essere la seguente: estrazione delle terre rare in Groenlandia, lavorazione negli Stati Uniti, destinazione finale per il comparto della difesa e delle tecnologie avanzate. La partita, però, è ancora lunga, dato che il giacimento non è mai stato sfruttato a livello commerciale, la Groenlandia non possiede infrastrutture minerarie sviluppate e il clima artico complica ogni fase operativa.

Eppure, con il controllo quasi totale ora nelle mani di una società americana quotata in borsa, il giacimento di Tanbreez è già diventato il simbolo più concreto della sfida americana al monopolio cinese sulle terre rare.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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