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1 Ottobre 2026
6:00

Gli USA confermano le armi nello spazio e riaprono la corsa agli armamenti in orbita

Confinata nell'immaginario collettivo ai momenti più caldi della “Guerra Fredda” (o alle "guerre stellari") la corsa alle armi spaziali sta rapidamente tornando in primo piano alla luce delle ultima indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti, che hanno dichiarato di aver collocato le armi in orbita.

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Gli USA confermano le armi nello spazio e riaprono la corsa agli armamenti in orbita
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Nei giorni scorsi, durante la conferenza dell'Air & Space Forces Association (AFA), gli Stati Uniti hanno dichiarato di disporre di “on-orbit space control weapons”, armi per il controllo dello Spazio in orbita intorno alla Terra. Con l'espressione “militarizzazione dello Spazio” si intende una pericolosa tendenza, iniziata nel periodo della cosiddetta “Guerra Fredda”, che ha portato le grandi potenze come gli Stati Uniti, la Russia ed ora anche la Cina a posizionare nello Spazio armi di tipo strategico in modo tale da trasformarlo in una ulteriore estensione del campo di battaglia, specialmente nel quadro dell'utilizzo e dell'intercettazione di vettori equipaggiati con armi nucleari. Benché si sia tentato più volte nel passato di disciplinare la contesa mediante la sottoscrizione di trattati per la non proliferazione di queste armi, il recentissimo annuncio che gli Stati Uniti avrebbero già schierato armi spaziali pronte per essere utilizzate contro i loro avversari rischia di essere foriero di una nuova corsa agli armamenti.

L'annuncio degli USA sulle armi in orbita

Hanno suscitato scalpore in tutto il mondo le parole del Segretario delle Forze Aeree degli Stati Uniti d'America, Troy Edward Meink, pronunciate il 14 settembre 2026 nel corso della “Air & Space Forces Association (AFA) conference”, secondo il quale «gli Stati Uniti hanno schierato un'arma spaziale orbitante attorno alla Terra per difendere le Forze Armate Americane da attacchi provenienti da forze ostili». Sebbene l'evento in realtà non fosse completamente inaspettato, la particolare congiuntura storica nel corso della quale la dichiarazione è avvenuta ha in ogni caso suscitato notevole impressione sia tra gli addetti ai lavori che presso il grande pubblico.

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Ritratto ufficiale di Troy Edward Meink, ventisettesimo Segretario delle Forze Aeree. Credit: U.S. Air Force

Va detto che non è assolutamente chiaro quale tipo di arma gli Stati Uniti abbiano messo in orbita. Le teorie attorno alle quali si stanno raccogliendo i consensi degli esperti sono essenzialmente due. La prima è che si tratti di un'arma antisatellite, ottimizzata cioè per la distruzione di satelliti. La seconda invece riguarda la possibilità che essa costituisca un sistema per il bombardamento orbitale che utilizzi munizionamento a testata convenzionale o nucleare sganciato per l'appunto da un satellite perennemente in orbita attorno alla Terra contro obiettivi particolarmente paganti situati sulla superficie terrestre.

La corsa agli armamenti nello Spazio e le Guerre stellari

Non si tratta della prima volta nella quale lo Spazio diventa luogo di scontro a causa delle opposte ambizioni delle grandi potenze. Non dimentichiamo infatti la “Corsa allo Spazio” alla quale seguì a stretto giro la “Corsa alla Luna”, entrambe inaugurate il 4 ottobre 1957 con il lancio da parte dell'allora Unione Sovietica del primo satellite artificiale (lo Sputnik 1) e conclusesi con la missione Apollo 11, il primo allunaggio da parte di un equipaggio costituito da esseri umani (gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin), tra il 16 ed il 24 luglio del 1969, ad opera degli Stati Uniti d'America.

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Rappresentazione artistica del concetto di "arma spaziale". Credit: United States Space Command

Non bisogna poi dimenticare la cosiddetta “Strategic Defense Initiative-SDI” (anche nota con il nome di “Guerre Stellari”) inaugurata nel 1983 dall'allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Wilson Reagan, e avente come obiettivo generale quello di creare uno scudo in parte basato a terra e in parte basato su armi satellitari che avrebbe dovuto neutralizzare la minaccia costituita dai missili intercontinentali a testata nucleare sovietici rendendo quindi obsoleta la “Dottrina della Mutua Distruzione Assicurata” che aveva garantito il cosiddetto “Equilibrio del Terrore” e quindi indirettamente la pace tra le grandi potenze dotate di armi nucleari.

Nonostante il fatto che la SDI sia stata abbandonata sul finire degli anni '80 del XX secolo, in linea con i trattati per la limitazione del numero e delle classi di armi strategiche, e il successivo collasso dell'URSS abbia bloccato per parecchio tempo qualsiasi programma in tal senso vista la virtuale assenza di un nemico abbastanza potente da contendere il predominio sul mondo, le cose cominciarono nuovamente a cambiare con l'ascesa al potere a Washington della corrente dei cosiddetti “neoconservatori” sull'onda della vittoria elettorale di George Walker Bush, meglio noto come “Bush junior” che infatti annunciò la decisione da parte degli USA di abbandonare gli accordi precedentemente contratti. Nel 2001 l'amministrazione Bush annunciò il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato ABM del 1972, divenuto effettivo nel giugno 2002, aprendo la strada allo sviluppo di nuovi sistemi di difesa antimissile.

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Mostrina identificativa della United States Space Force; nuova branca delle Forze Armate Americane pensata appositamente per le missioni di guerra spaziale. Credit: United States Space Force

Tuttavia, fu solo nel dicembre del 2019 che gli USA annunciarono l'istituzione della United States Space Force (USSF) che da quel momento divenne una branca autonoma in seno alle Forze Armate. Recentemente il presidente Trump ha pure dato risalto all'ambizioso piano denominato “Golden Dome” che si propone di rinverdire i fasti della SDI di reaganiana memoria ed è stato pure motivo di attrito tra gli USA ed il Regno di Danimarca vista la pretesa statunitense di mettere le mani sulla Groenlandia; crisi poi rientrata grazie alla firma del cosiddetto “Accordo per la Difesa della Groenlandia”.

I Paesi avversari di Washington

Non bisogna però credere che gli Stati Uniti siano l'unico paese che ha un programma attivo di sviluppo di armi spaziali dato che è ben noto che la Federazione Russa (e prima di lei l'URSS), la Repubblica Popolare Cinese, l'India e probabilmente anche Israele sono in possesso di armi spaziali. In tempi diversi la Russia, la Cina e l'India hanno dimostrato infatti la capacità di distruggere oggetti orbitanti nello spazio utilizzando armi basate a terra mentre la Russia ha esibito capacità di guerra spazio-spazio lanciando in orbita satelliti in grado di svolgere la missione di soppressione di satelliti avversari. Per quanto riguarda Israele invece, anche se non vi sono conferme certe, pare che il sistema missilistico antibalistico Arrow-3 possa essere dotato anche di secondarie capacità antisatellite.

Né gli Stati Uniti né gli altri paesi sopra menzionati hanno però ancora dato prova di aver sviluppato sistemi d'arma in grado di assolvere missioni di “bombardamento cinetico spaziale”, mezzi cioè orbitanti attorno alla terra che avrebbero il compito di bombardare bersagli particolarmente importanti mediante l'utilizzo di missili speciali che verrebbero, per l'appunto, rilasciati direttamente dallo Spazio.

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