
Proprio come noi umani siamo destrimani o mancini, anche i cani sembrano avere una zampa preferita con la quale afferra un giocattolo o inizia a scendere le scale e possono quindi essere destri, ambidestri o mancini. Il fenomeno si chiama lateralità motoria ed è la tendenza a usare preferenzialmente un lato del corpo rispetto all'altro. Fino a poco tempo fa, comprenderlo in modo affidabile era più complicato del previsto. A fornire una soluzione al problema ci ha provato un gruppo di ricercatori dell'Università di Bari Aldo Moro, guidato da Marcello Siniscalchi e Sevim Isparta, che hanno sviluppato un nuovo strumento pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science: il "Doginburgh Inventory", un nome che è già un piccolo gioco di parole scientifico, perché nasce dall'adattamento canino dell'Edinburgh Handedness Inventory (EHI), il test più usato al mondo per stabilire se una persona è destra o mancina.
Come so fa a capire se un cane è destro o mancino con il “Doginburgh Inventory"
Fino a oggi, per capire se i cani fossero destri o mancini, gli studi sulla zampa preferita dei cani si basavano quasi sempre su un singolo esercizio, il più famoso dei quali è il Kong test: si dà al cane un giocattolo a forma di cono (il Kong, appunto) riempito di croccantini, e si osserva quale zampa usa per tenerlo fermo mentre cerca di tirare fuori il premio. Il problema è che, esattamente come succede a noi umani, la "manualità" di un cane cambia a seconda del compito. Un cane può usare la zampa sinistra per stabilizzare un giocattolo e la destra per scendere le scale: dipende dal tipo di movimento richiesto, dalla motivazione e persino dalla postura.

I ricercatori baresi hanno quindi combinato quattro test diversi, due basati sulla manipolazione e due sulla locomozione:
- il Kong test, già descritto
- il food-reaching test, in cui il cane deve infilare la zampa sotto un mobile leggermente sollevato da terra per recuperare un bocconcino
- lo stationary first-stepping test, che misura con quale zampa il cane scende il primo gradino di una scala partendo da seduto
- il dynamic first-stepping test, una versione "in movimento" dello stesso principio, applicata mentre il cane cammina al guinzaglio e scende da una pedana.
Per ogni test, ripetuto decine di volte su ciascun cane, si calcola un indice di lateralità (LI), una formula che mette a confronto il numero di volte in cui è stata usata la zampa destra rispetto alla sinistra.
Il calcolo del punteggio dei test sulla lateralizzazione
La vera innovazione dello studio è nel modo in cui i risultati vengono combinati in un unico punteggio. Esattamente come nell'EHI umano, ogni test viene convertito in un punteggio su una scala da -2 (decisamente sinistra) a +2 (decisamente destra), passando per lo 0 (nessuna preferenza). Sommando i punteggi ottenuti nei quattro test, i ricercatori ricavano un valore finale (Laterality Quotient – LQ) che colloca ogni cane in una delle cinque categorie: fortemente mancino, debolmente mancino, ambidestro (in gergo tecnico "ambilaterale"), debolmente destro, fortemente destro.
Una sfumatura in più rispetto alla classica suddivisione in sole tre categorie (sinistra, destra, ambilaterale) usata finora, e che permette di distinguere un cane "tendenzialmente" destro da uno che lo è in modo netto e coerente in ogni situazione.

Gli autori hanno introdotto un nuovo indicatore, il test preference index (TPI), che corregge il punteggio finale tenendo conto di quanti test, sul totale, hanno effettivamente mostrato una preferenza. Serve a evitare che un cane risulti "fortemente lateralizzato" solo perché in un singolo esercizio ha mostrato una leggera preferenza, mentre in tutti gli altri si è comportato in modo perfettamente ambidestro.
Cosa ha scoperto il nuovo studio italiano sulle zampe dominanti
Lo studio ha coinvolto 43 cani (12 meticci e 31 di razza pura) tra 1 e 10 anni di età, 22 maschi e 21 femmine. I risultati confermano quanto la lateralità canina sia, per così dire, "democratica": a differenza degli umani, dove circa il 90% della popolazione è destrimane, su 43 cani analizzati 11 hanno mostrato una forte preferenza per la zampa sinistra, 3 una forte preferenza per la destra, mentre gli altri si sono collocati in una posizione intermedia, senza una tendenza dominante a livello di popolazione.

È emersa anche una differenza legata al sesso: i maschi hanno mostrato una significativa preferenza per la zampa sinistra nel Kong test, mentre nelle femmine non si è osservata alcuna asimmetria a livello di popolazione. Un dato che, sorprendentemente, rispecchia quello che succede negli esseri umani, dove gli uomini hanno una probabilità leggermente più alta di essere mancini rispetto alle donne.
Studi precedenti citati nella ricerca hanno mostrato che la zampa dominante di un cane potrebbe dire molto del suo carattere: i mancini tenderebbero a essere più cauti, i destrimani più reattivi e gli ambilaterali più paurosi, con riflessi diretti persino sul sistema immunitario. Va specificato, però, che la faccenda non è così lineare come potrebbe sembrare e altri studi non hanno trovato alcuna relazione significativa tra zampa preferita e tratti comportamentali, segno che il legame tra lateralità e personalità del cane è ancora un terreno di ricerca aperto, più che una certezza.
Gli stessi autori hanno spiegato anche i limiti della ricerca: il campione è ancora piccolo, mancano dati su cani sterilizzati e su eventuali differenze legate alla razza, e il numero di test potrebbe essere ampliato in futuro. Anche se lo studio è solo ai primi passi, dimostra che per comprendere davvero la complessa psicologia canina non basta un'unica prova isolata, ma serve un approccio completo e strutturato. Un metodo che potrebbe essere ampliato al mondo dei gatti.