Ieri Karl Bushby, 57 anni, ha fatto ritorno in Inghilterra dopo 28 anni lontano da casa: è tornato a casa della madre a Hull dopo aver completato quella che ha battezzato Goliath Expedition, iniziata in Cile a Punta Arenas il 1° novembre 1998. Un viaggio a piedi che l'uomo, ex paracadutista della British Army, all'epoca ventinovenne, aveva stimato sarebbe potuto durare all'incirca 12 anni, e che ne ha richiesti oltre il doppio, a causa di motivi geografici e geopolitici, imprevedibili crisi finanziarie e pandemie, problemi burocratici e visti negati.
In questi 28 anni Bushby ha attraversato quattro continenti senza mai usare mezzi di trasporto lungo il percorso: ha camminato per migliaia di km, attraversando lo Stretto di Bering, percorrendo a nuoto il Mar Caspio e, lo scorso ottobre, il Canale della Manica, senza mai fare ritorno a casa prima di ieri: 10.299 giorni, circa 58.000 km percorsi (circa 36.000 miglia secondo il Guardian) e 29 Paesi attraversati. Secondo le stime, Bushby avrebbe percorso oltre 75 milioni di passi. «Il piano –, ha dichiarato in una recente intervista al Washington Post –, era di fare qualcosa di straordinario». Ha attraversato la Patagonia, le Ande, l'America centrale e il Messico, gli Stati Uniti, la Russia, la Mongolia, parte dell'Asia, diversi Paesi dell'Europa, fino al ritorno in patria lo scorso 5 ottobre. Un'impresa che, ha dichiarato al Guardian in un'intervista lo scorso ottobre, «è stata noiosissima», e che il celebre regista Werner Herzog racconterà nel documentario A Walk For Life.
Un viaggio per lo più in solitaria, in cui è stato accompagnato da The Beast, il carrello su cui ha trasportato viveri, attrezzature, materiale da campeggio (sostituito dopo circa 3 anni da Beast 2, costruito in Nicaragua e sopravvissuto fino all'arrivo a Hull), e, occasionalmente, da qualcuno che ha diviso un pezzo di strada con lui, come l'amica Angela Maxwell (che ha anche partecipato alla traversata a nuoto del Mar Caspio). Come sottolinea lui stesso, nessuno è in grado di compiere un'impresa del genere da solo: «C'è stata una rete di supporto che mi ha permesso di non mollare e di andare avanti», dice.
Le regole del viaggio e la mappa delle tappe di Karl Bushby
Il viaggio di Karl Bushby è cominciato il 1° novembre del 1998 a Punta Arenas, in Cile, con appena 500 dollari in tasca, nessuno sponsor e due regole fondamentali da rispettare:
- No transport to advance (nessun utilizzo di mezzi di trasporto per progredire);
- No going home, except on foot (nessun rientro a casa, che non fosse a piedi).
Questa missione fu ispirata da un biglietto di compleanno ricevuto dal padre a metà degli anni ’90: conteneva un riferimento a una discussione tra due soldati su un’impresa apparentemente impossibile, andare a piedi da Londra a New York passando per lo Stretto di Bering. Ecco che Bushby è diventato di fatto la prima persona ad aver attraversato il mondo a piedi senza interruzioni (vedremo tra poco che non è stato proprio così!), attraversando 29 Paesi – aveva già superato il record del viaggio a piedi più lungo mai compiuto senza interruzioni, con 40.000 chilometri (25.000 miglia, una distanza superiore alla circonferenza terrestre).

Il sito omonimo, creato per raccontare al mondo le tappe del suo viaggio, le divide così:
- 1998-2000, dal Cile alla Colombia, attraversando la Patagonia e il deserto di Atacama, le Ande, per arrivare in Colombia, a Medellìn il 1° novembre 2000;
- 2000-2001, il "Darién gap": l'attraversamento Colombia-Panama è tra le parti più sfidanti del viaggio, 200 km di giungla e paludi popolato da guerriglieri e gruppi paramilitari. L'attraversamento della zona comportò oltre due mesi di pianificazione, quasi fosse un'impresa militare, mentre si fingeva un senzatetto per non essere sequestrato e, arrivato a Panama, trascorse circa 18 giorni in carcere a causa del suo ingresso irregolare;
- 2001-2005, America centrale e America settentrionale, da Panama all'Alaska, passando per Messico, Stati Uniti, Canada;

- 17-31 marzo 2006, lo Stretto di Bering: insieme all'avventuriero franco-americano Dimitri Kieffer tentò e riuscì in un'impresa che molti prima di loro avevano fallito. Per attraversare uno stretto largo appena 93 km ne percorsero circa 241 in 14 giorni, seguendo un complesso itinerario a zig-zag. Come se non bastasse, una volta arrivati a Uelen, villaggio nella regione russa della Čukotka, vennero fermati dalle guardie di frontiera per essersi introdotti al di fuori di un punto di ingresso autorizzato, con 57 giorni di detenzione;
- 2006-2011, la Siberia. Quelli dedicati ad attraversare la Russia sono stati gli anni più lunghi e difficili a causa di zone militari, condizioni climatiche estreme, visti e burocrazia, fino al 2007-2008, quando la crisi finanziaria globale ha cancellato il supporto degli sponsor raccolti nel frattempo, lasciandolo senza soldi e senza un aiuto logistico. Bushby si è così ritirato in Messico fino al 2010, finché un nuovo sponsor non gli ha permesso di tornare sul suo percorso in Siberia nel 2011.
- 2012-2014, di nuovo negli Stati Uniti: rifiutata la sua richiesta di visto da parte della Russia, Bushby ha dovuto interrompere nuovamente il suo viaggio e compiere una deviazione non da poco. Da Los Angeles, sede del suo sponsor, ha camminato in protesta fino all'ambasciata russa a Washington, attraversando gli Stati Uniti per 5.600 km a piedi, finché non ha ottenuto il visto nel 2014;
- 2016-2017, le steppe della Mongolia. Bushby raggiunse la capitale Ulan Bator nell'estate del 2017, dove preparò per mesi una spedizione lungo l'antica Via della Seta con una carovana di dieci cammelli. Percorsero oltre 1.000 km, ma per disaccordi interni il gruppo si divise, e Bushby attraversò da solo il confine con la Cina;
- 2018-2019, Cina e Asia centrale. La Cina fu, dopo la Russia, un'altra sfida geopolitica e un banco di prova a causa delle misure di sorveglianza stringenti a cui fu sottoposto, tra telecamere, controlli biometrici, pedinamenti, fino al sequestro di tutta la sua attrezzatura video e il suo confinamento in un hotel. L'ambasciata britannica riuscì a sbloccare la situazione, consentendogli di proseguire, ma in condizioni rigidissime;
- 2019-2024, dal Kazakistan all'Azerbaigian, attraversando il Mar Caspio a nuoto. Bushby non lo aveva probabilmente previsto, ma l'attraversamento dell'Iran fu ancora più problematico: prima le sanzioni degli Stati Uniti gli impedirono di ricevere soldi dai suoi sponsor, poi ci fu l'assassinio del generale Soleimani, che bloccò del tutto il suo passaggio. Nel 2020, quando finalmente sembrava esserci uno spiraglio, la pandemia di COVID-19 portò a chiudere i confini del Turkmenistan, con l'impossibilità di passare a nord dalla Russia a causa del conflitto con l'Ucraina. Ecco il piano C, attraversare il Mar Caspio a nuoto: 288 km realizzato con il supporto di una squadra con imbarcazioni e nuotatori professionisti, per un totale di 132 ore trascorse in acqua, distribuite in 31 giorni in mare;
- 2024-2025, da Baku, Bushby ha attraversato per 2.000 km l'Azerbaigian, la Georgia e la Turchia, fino a Istanbul, affacciandosi all'Europa il 25 aprile 2025. Per approdare nel continente europeo gli è stato concesso di attraversare il vecchio Ponte sul Bosforo a piedi, anche se normalmente vietato;
- 2025-2026, gli ultimi passi lungo Europa, passando per diversi Paesi dell'Europa centrale e occidentale, fino alla Francia e al Canale della Manica, attraversato in 3 giorni. Il 5 ottobre 2026 Bushby ha raggiunto il suolo britannico a Shakespeare Beach, nei pressi di Dover e delle sue scogliere, con appena 400 km a separarlo dalla casa della madre a Hull.
Pieroad, anche un italiano ha compiuto il giro del mondo a piedi
Anche un italiano ha compiuto un'impresa simile: si tratta di Nicolò Guarrera, vicentino conosciuto sui social come Pieroad. Partito il 9 agosto 2020 da Malo, in provincia di Vicenza, all'età di 26 anni, ha intrapreso un viaggio intorno al mondo durato cinque anni, concluso il 13 settembre 2025 con il rientro a casa dopo 5 anni (1862 giorni), nella frazione di San Tomio di Malo.
Circa 36.000 chilometri attraverso quattro continenti accompagnato da Ezio, il passeggino da trekking utilizzato per trasportare l'attrezzatura necessaria.
A differenza di Bushby, Guarrera ha effettuato anche traversate marittime in barca a vela. Il suo itinerario lo ha portato dall'Europa all'America Latina, fino all'Australia e all'Asia, attraversando anche l'Oceano Atlantico in barca; il 31 agosto 2025 è rientrato in Italia, a Trieste, prima di concludere il viaggio a Malo, e la sua avventura è raccontata nel libro Con i piedi per terra, pubblicato quest'anno.
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