Riarmo tedesco

Il 27 febbraio, tre giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il Presidente tedesco Olaf Scholz ha dichiarato un enorme piano di riarmo per l’esercito tedesco: 102 miliardi di euro subito, più il 2% annuo del PIL. Per comprendere l’importanza di questa svolta storica, basta pensare che la Germania diventerà la terza potenza al mondo per spese militari, dopo USA e Cina. Si parla di "riarmo", a proposito della Germania, per segnalare che, dopo la caduta di Hitler e la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti hanno stato sostanzialmente impedito al Paese la possibilità di ricostituire delle forze armate di rilievo, cosa che invece probabilmente accadrà nel prossimo futuro. In questo modo, la decisione della Germania di ritornare una potenza militare mette in questione l’ordine europeo per come l’abbiamo conosciuto dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Una svolta epocale

Il riarmo tedesco avrà effetti notevoli sia sulla NATO sia sull’Europa. La NATO, infatti, nacque seguendo uno slogan particolare, che l’allora segretario generale Ismay riassunse senza mezzi termini: la NATO nacque per tenere la Russia “fuori” dall’Europa occidentale e la Germania “sotto” gli Stati Uniti. Evidentemente, il riarmo tedesco mette in discussione questo slogan, anche perché, a quanto ne sappiamo ora, avverrà in maniera unilaterale, senza coordinamento con l’Alleanza Atlantica.

L’Unione Europea, invece, nacque con un tacito accordo tra francesi e tedeschi. La Francia avrebbe mantenuto il dominio politico-militare dell'organizzazione, mentre la Germania avrebbe potuto avvantaggiarsi del mercato comune, rimanendo la principale potenza economica. Con il riarmo, Berlino potrebbe contendere il primato militare di Parigi (pur non avendo la bomba atomica), incrinando il rapporto con il Paese vicino.

Rapporti Francia e Germania

Insomma, per usare le parole di Scholz, il riarmo tedesco è una vera e propria "svolta epocale", perché mette in questione l’ordine occidentale a guida americana che si è generato tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la fine della Guerra Fredda. Ma non finisce qui.

La Germania tra Occidente e Russia

La situazione è in realtà ancora più esplosiva. I tedeschi, infatti, pur essendo nella NATO, hanno più volte espresso il loro malcontento verso l’Alleanza Atlantica, accusandola di fare esclusivamente gli interessi americani. Anche l’amicizia che lega Francia e Germania sta venendo meno, con Parigi sempre più incline – dal punto di vista economico – ad assecondare le richieste dei paesi dell’Europa del sud e dell'Italia, opponendosi alle politiche di austerità promosse dalla Germania e da altri Paesi come Austria e Paesi Bassi.

Inoltre, come è emerso durante la crisi ucraina, i tedeschi sono estremamente dipendenti dal gas russo. Per la Germania è molto difficile importare gas dall’Africa o dal Medio-Oriente, perché mancano materialmente i gasdotti. Inoltre, la riunificazione tedesca che è seguita al crollo del muro di Berlino non si è mai compiuta fino in fondo. I tedeschi che abitavano in Germania Est hanno sviluppato una forma di nostalgia verso la vita che conducevano sotto il regime sovietico, nota con il termine di “Ostalgie” (Nostalgia dell’Est). Essi, inoltre, sono considerati da molti dei loro compatrioti dell’ovest come dei “tedeschi di serie b”. Non bisogna inoltre sottovalutare che le spie russe non hanno mai abbandonato la Germania. Anzi, come amano dire gli americani: “se dici qualcosa a Berlino, Mosca lo sa dopo tre minuti”.

Rapporti Russia Germania

Insomma, dal punto di vista della NATO e dei Paesi europei, non è detto che la Germania riarmata si schieri in maniera netta e senza ambiguità nel fronte occidentale. Ma anche se fosse, forse è proprio all'interno del Paese che la popolazione non è ancora pronta a vedere il proprio Stato tornare una potenza militare.

Il rifiuto della guerra

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania usciva distrutta non solo militarmente, ma anche culturalmente e moralmente. La scoperta degli orrori della Shoah, il processo di Norimberga e la dimostrazione che, bene o male, i tedeschi sapessero delle atrocità dei nazisti sono tutti fattori che hanno generato nei tedeschi un diffuso senso di colpa. Proprio per questo, dopo la riunificazione del 1989, la Germania ha cercato di presentarsi al mondo come una potenza quasi neutrale, dedita esclusivamente al commercio e assolutamente irrilevante dal punto di vista militare. La Germania, dunque, al momento si sente soprattutto una “potenza civile”. Insomma per rendere numerosi giovani tedeschi soldati pronti a fare eventualmente la guerra non basterà spendere 102 miliardi di euro in armamenti nuovi di zecca, ma sarà necessario agire in termini culturali ed educativi.

Germania potenza economica

Probabilmente, l’annuncio di Scholz segnala il superamento da parte del governo tedesco dei sensi di colpa derivanti dall’esperienza nazista. Ma la popolazione tedesca è pronta a tornare da protagonista nella storia del mondo? È impossibile dare una risposta ora, ma possiamo vedere alcuni segnali. Intanto, il governo sta spendendo un enorme cifra per pubblicizzare l’arruolamento. Inoltre, sta definendo politicamente una nuova strategia nazionale. Questo processo, in ogni caso, sarà estremamente lungo.

Articolo a cura di
Giuseppe De Ruvo