0 risultati
video suggerito
video suggerito
6 Luglio 2026
12:30

In Australia trovate 6 misteriose sfere metalliche sulla spiaggia: possibili detriti di un razzo russo

Sei sfere metalliche argentate sono state ritrovate a Forrest Beach, nel Queensland, in Australia. Secondo l'Agenzia Spaziale Australiana si tratterebbe di detriti di un razzo rientrato dall'orbita: più nello specifico, le sfere (definite “space balls”) sarebbero dei serbatoi a pressione, forse riconducibili a un razzo russo di tipo Fregat.

Ti piace questo contenuto?
In Australia trovate 6 misteriose sfere metalliche sulla spiaggia: possibili detriti di un razzo russo
sfere-metallo-spiaggia-australia-2
Una delle sei sfere di metallo ritrovate sulle spiagge australiane. Credit: Agenzia Spaziale Australiana

Sei grandi sfere metalliche dall'aspetto argentato sono state ritrovate in Australia, sulle spiagge di Forrest Beach, nel nord del Queensland (a circa 80 km a nord di Townsville). Le prime segnalazioni sono arrivate nel pomeriggio di venerdì 3 luglio, quando un residente ha notato il primo oggetto arenato sulla riva. Nella giornata di ieri, 5 luglio, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Queensland ne ha localizzati in totale sei, sparsi sulle spiagge circostanti.

L'Agenzia Spaziale Australiana (ASA) sta indagando sull'origine dei detriti, ritenuti fin da subito compatibili con spazzatura spaziale. In particolare, si tratterebbe di serbatoi a pressione provenienti da un razzo straniero, che è rientrato recentemente nell'atmosfera.

Cosa potrebbero essere secondo l’ASA: possibile contenuto tossico

Subito dopo il primo ritrovamento, i Vigili del Fuoco del Queensland sono intervenuti in tenuta anti-contaminazione, stabilendo una zona di esclusione di 50 metri attorno agli oggetti e chiudendo temporaneamente la spiaggia al pubblico. Cinque delle sei sfere sono state sigillate in fusti per materiali pericolosi, mentre la sesta è stata messa in sicurezza nella giornata di domenica. La preoccupazione principale riguardava il possibile contenuto residuo di sostanze tossiche: si ipotizzava infatti che le sfere potessero contenere tracce di idrazina, un propellente altamente tossico utilizzato nei razzi.

Questa mattina l'Agenzia Spaziale Australiana ha fornito un aggiornamento importante, comunicando che gli oggetti recuperati sono stati considerati sicuri e che si tratta, con ogni probabilità, di recipienti a pressione provenienti da un veicolo di lancio spaziale. Secondo l'Agenzia, la posizione e le caratteristiche degli oggetti sono compatibili con detriti di un corpo di razzo straniero rientrato di recente nell'atmosfera dall'orbita.

sfere-metallo-australia
Una delle sei sfere di metallo ritrovate sulle spiagge australiane. Credit: Agenzia Spaziale Australiana

Nel frattempo, le indagini proseguono in collaborazione con le autorità internazionali per confermare formalmente il veicolo e lo Stato responsabile del lancio. Secondo alcuni esperti, le caratteristiche fisiche delle sfere corrisponderebbero con un razzo russo di tipo Fregat, che utilizza recipienti a pressione nel suo stadio di propulsione.

Non a caso, Alice Gorman, archeologa spaziale ed esperta di detriti orbitali intervistata dal Guardian, ha analizzato i filmati delle sfere notando l'assenza di segni di bruciatura o abrasione termica. Questo dettaglio, secondo Gorman, suggerirebbe che gli oggetti non provengano da un rientro diretto attraverso l'atmosfera, ma piuttosto da uno stadio di un razzo che è ricaduto a Terra mentre il resto del veicolo proseguiva la sua missione per portare un carico in orbita.

Gorman ha precisato che, almeno in una prima fase, non si poteva escludere del tutto il fatto che gli oggetti avessero un'origine marina e non spaziale, anche se le caratteristiche apparivano molto compatibili con componenti di razzi. L'esperta ha spiegato che si tratta dei cosiddetti «space balls», cioè recipienti pressurizzati del sistema di alimentazione del carburante, realizzati in leghe di titanio con un punto di fusione molto elevato: queste parti del sistema di alimentazione sopravvivono spesso al rientro in atmosfera, proprio perché il loro punto di fusione è superiore alle temperature raggiunte durante il passaggio attraverso l'atmosfera.

L'esperta, tra l'altro, ha chiarito che questi recipienti a pressione, quando sono vuoti, possono essere galleggianti: questo spiegherebbe perché tendono ad arenarsi sulle coste dopo essere finiti in mare.

Non è la prima volta che in Australia arriva spazzatura spaziale: i precedenti

Quello di Forrest Beach, comunque, non è un episodio isolato. L'Australia, per via della sua enorme estensione territoriale, è da decenni una delle terre emerse in cui finiscono più detriti spaziali – che generalmente sono direzionati verso il Punto Nemo, ossia il punto più lontano da qualsiasi terra emersa, nel cuore dell'Oceano Pacifico.

Uno degli ultimi precedenti risale all'ottobre 2025, quando nella remota regione di Pilbara, nell'Australia Occidentale, è stato rinvenuto un detrito spaziale di circa 500 kg, ancora avvolto dalle fiamme. L'Agenzia Spaziale Australiana confermò che si trattava probabilmente di un serbatoio di propellente proveniente da un veicolo di lancio spaziale, e diversi esperti (tra cui l'astronomo Jonathan McDowell) attribuirono il detrito, in fibra di carbonio, all'ultimo stadio del razzo cinese Jielong-3, lanciato nel settembre 2025.

Nel 2023, invece, un enorme elemento metallico a forma di cupola comparve su una spiaggia dell'Australia Occidentale, vicino a Perth, e venne successivamente identificato dalle autorità indiane come un componente di un Polar Satellite Launch Vehicle (PSLV). Nel 2022 un allevatore si ritrovò nella propria proprietà un frammento alto circa 3 metri della capsula Dragon di SpaceX, utilizzata per portare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione Crew-1 del 2020.

Andando ancora più indietro nel tempo, nel 1979 i detriti della stazione spaziale Skylab finirono tra l'Australia Occidentale e l'Oceano Indiano. Episodi simili sono stati documentati anche al di fuori dell'Australia: nel 2011, in Namibia, un oggetto sferico venne rinvenuto in una zona rurale e gli esperti conclusero che si trattava probabilmente di un serbatoio di carburante contenente idrazina, proveniente da un veicolo di lancio senza equipaggio.

Il tema di fondo, come sottolineato dalla stessa Gorman, è che il problema della spazzatura spaziale è destinato ad aggravarsi. Attualmente, infatti, si stima che ci siano più di 30.000 detriti in orbita attorno alla Terra (tra satelliti operativi, parti dismesse di razzi e frammenti vari) e negli ultimi cinque anni si sono effettuati più lanci di satelliti che in tutta la storia precedente. Più lanci significano più rientri e, di conseguenza, più possibilità che frammenti sopravvivano all'ingresso in atmosfera e finiscano su spiagge, campi o aree abitate.

L'Agenzia Spaziale Australiana ha comunque ricordato che, in caso di ritrovamento di oggetti sospetti, la regola è sempre la stessa: non toccare, non spostare e non recuperare presunti detriti spaziali e considerarli sempre come potenzialmente pericolosi.

Avatar utente
Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views