
L'Etna torna a farsi sentire: il vulcano più alto d'Europa, tra i più attivi del continente, ha registrato un nuovo episodio eruttivo caratterizzato da emissioni di cenere dalla bocca sull'alto fianco orientale del cratere Voragine, ben visibile nel video registrato dalla webcam di Vincenzo Modica. Come riportato dall'Osservatorio Etneo, l'attività eruttiva – iniziata alle 07:45 di ieri, domenica 5 luglio – si è intensificata intorno alle 08:45, generando una nube eruttiva alta circa 1,5 km sopra la cima del vulcano e diretta verso i settori sud/sud-est.
Nel frattempo, per l'aviazione civile è stata emessa un'allerta rossa, con la nube di cenere che si sta muovendo verso sud-est raggiungendo i 4.500 metri: all'aeroporto di Catania sono stati quindi cancellati numerosi voli. Al momento, il codice rosso è ancora in vigore, con diverse rotte per Torino, Milano Malpensa, Linate e Trapani che sono state cancellate nelle prime ore di oggi 6 luglio.
L'attività eruttiva: nube alta circa 1,5 km
Secondo quanto riportato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso il suo Osservatorio Etneo, intorno alle 05:45 UTC (le 07:45 in Italia) del 5 luglio sono iniziate emissioni di cenere dalla bocca situata sull'alto fianco orientale del cratere Voragine, che si sono poi intensificate verso le 06:45 UTC generando una nube eruttiva alta circa 1,5 km sopra la cima del vulcano: i modelli previsionali basati sui dati meteorologici indicavano che le ceneri si sarebbero disperse verso Sud nelle ore successive.
L'eruzione, però, non rappresenta un fenomeno isolato, ma l'ultimo capitolo di una sequenza iniziata giorni prima. Negli ultimi giorni, infatti, era continuata l'attività stromboliana alla bocca sul fianco della Voragine, mentre l‘attività effusiva prodotta dalla bocca posta a quota 3030 metri (che era iniziata il 26 giugno) si era gradualmente esaurita per terminare durante la giornata del 4 luglio. Inoltre, durante la notte del 2-3 luglio si era formato un secondo, piccolo flusso lavico ubicato tra la bocca in attività stromboliana e la bocca effusiva, percorrendo poco più di un centinaio di metri prima di arrestarsi la mattina del 3 luglio.
Dal punto di vista del tremore vulcanico (ovvero la vibrazione continua del suolo legata al movimento dei fluidi, come magma e gas, all'interno del condotto), l'INGV ha segnalato che l'ampiezza media del tremore resta su valori alti, con una costante tendenza all'aumento e, nelle ultime ore, con forti fluttuazioni.
Alle 08:30 di ieri è stato registrato il valore massimo di questo episodio eruttivo, mentre le sorgenti di questo tremore restano localizzate nell'area del cratere Voragine, a circa 3.000 metri sul livello del mare. Le reti che misurano le deformazioni del suolo, invece, al momento non rilevano variazioni significative, se non piccoli movimenti registrati da due stazioni sommitali.
Come confermato da Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell'INGV, il cratere Voragine ha intensificato l'attività esplosiva in seguito a un continuo e graduale aumento del tremore vulcanico: nella mattina del 5 luglio, erano attive diverse bocche allineate che tagliavano la cresta del cratere Voragine, producendo sia attività stromboliana intensa che emissione di cenere dalle bocche in quota più alta, con un plume vulcanico che si è diretto in direzione sud, verso Catania.
Perché l’eruzione dell’Etna sta mandando in tilt i voli in aeroporto
Qui entra in gioco il vero motivo per cui un'eruzione dell'Etna, anche non particolarmente distruttiva, può avere conseguenze pesanti sul traffico aereo a causa della cenere vulcanica. L'INGV ha quindi emesso un'allerta VONA di codice rosso (il grado massimo) per l'aviazione civile, segnalando un'importante attività stromboliana con intensa emissione di cenere e una nube vulcanica stimata a un'altezza di circa 4.500 metri alla sommità, in movimento verso Sud-Sud-Est. Il fenomeno resta sotto costante osservazione attraverso le telecamere di sorveglianza, sia nel visibile sia nell'infrarosso termico.
L'attività eruttiva dell'Etna ha interrotto già dalla serata del 5 luglio tutte le attività di volo serali e notturne per gli arrivi allo scalo di Catania e anche per la mattina di oggi, 6 luglio, resta in vigore l'allarme rosso, con numerosi voli dirottati su altri aeroporti o cancellati. A comunicare l'inizio dei disagi è stata la società di gestione dell'aeroporto (Sac), che aveva disposto la chiusura dello spazio aereo corrispondente alla nuvola di cenere a Sud-Ovest e aveva invitato i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato con la compagnia lo stato del proprio volo.
L'emergenza sarebbe dovuta rientrare entro le 5 del mattino del 6 luglio, ma la situazione non è migliorata e i disagi si sono prolungati almeno per le ore successive. In particolare, sono stati cancellati i voli delle 6 per Bologna e Roma Fiumicino, operati rispettivamente da Wizz Air e ITA, e sono saltate anche le tratte per Torino, Milano Malpensa, Linate e Trapani previste tra le 6.15 e le 8.