
L'inizio di luglio 2026 sta mettendo a dura prova l'Europa e il bacino del Mediterraneo a causa di una serie di incendi boschivi di vaste proporzioni. La situazione è particolarmente drammatica in Andalusia (Spagna), con roghi devastanti che hanno colpito la provincia di Almería, in particolare il comune di Los Gallardos, provocando 12 vittime (in gran parte turisti e cittadini stranieri intrappolati nelle auto) e oltre mille evacuati. Fronti critici si registrano anche in Italia, con incendi complessi in Piemonte (nella zona di Premosello), dove sono già stati bruciati circa 700.000 alberi, e in Sicilia, dove le fiamme stanno assediando la periferia di Palermo. Perfino aree tradizionalmente meno esposte, come la foresta di Fontainebleau vicino a Parigi, sono state colpite da roghi eccezionali. Sebbene la cronaca metta in luce la gravità degli eventi, dal punto di vista scientifico questi disastri sono il risultato di una precisa combinazione di fattori antropici (legati all'uomo) e condizioni ambientali specifiche, che sono descritti attraverso dinamiche fisiche ben definite.
La situazione degli incendi in Spagna, Italia ed Europa
In Spagna il fronte più critico si registra in Andalusia, in particolare nella provincia di Almería (comune di Los Gallardos). Qui un rogo fuori controllo ha causato l'evacuazione di oltre mille persone e la morte di 12 persone, rimaste intrappolate nei veicoli durante i tentativi di allontanamento. Le autorità hanno confermato che la maggior parte delle vittime era composta da turisti e residenti stranieri. Altri fronti significativi hanno interessato la Catalogna (Girona) e la Comunità Valenciana, nei pressi della riserva della Sierra de Espadán, richiedendo l'attivazione dell'Unità Militare di Emergenza (UME) e il supporto internazionale tramite il meccanismo europeo di protezione civile.
Parallelamente, l'Italia sta affrontando roghi altrettanto complessi alimentati dalle medesime condizioni sinottiche. In Piemonte, nella zona di Premosello (Verbano-Cusio-Ossola), un incendio boschivo catastrofico ha già distrutto e bruciato circa 700.000 alberi, richiedendo l'intervento di oltre 500 operatori tra Vigili del Fuoco, Volontari AIB e personale forestale, fortemente ostacolati dalle forti raffiche di vento.
La situazione è altrettanto critica in Sicilia, dove l'isola è letteralmente in fiamme con decine di roghi attivi. La zona più colpita è il palermitano: a Palermo la situazione è critica nella periferia nord, in particolare a San Giovanni Galermo, dove si è resa necessaria l'evacuazione d'urgenza di numerose abitazioni minacciate dalle fiamme e dall'intenso fumo.
Il rischio non risparmia il resto del continente: perfino in Francia un incendio eccezionale ha colpito la storica foresta di Fontainebleau, situata a breve distanza da Parigi, a testimonianza di come la combinazione di caldo e siccità stia risalendo verso nord. A preoccupare maggiormente ora sono le previsioni meteo: su tutto il bacino del Mediterraneo è in arrivo un'altra ondata di caldo anomalo che potrebbe durare anche più di 7 giorni e aggravare uno scenario già drammatico.

Cosa c'è dietro agli incendi più importanti: il "Triangolo del Fuoco" e i fattori predisponenti
Per comprendere come un piccolo innesco possa trasformarsi in un fronte di fuoco incontrollabile, occorre analizzare la regola fondamentale della combustione, nota come Triangolo del Fuoco. Perché si verifichi e si mantenga una fiammata, sono necessari tre elementi contemporanei che interagiscono tra loro in modo continuo.
Il primo componente è il combustibile, rappresentato da tutta la vegetazione viva o morta, dagli alberi e dallo strato di materia organica secca presente sul suolo. Il secondo elemento è il comburente, ovvero l'ossigeno normalmente presente nell'aria atmosferica. Infine, il terzo fattore è la fonte di calore o innesco, che fornisce l'energia iniziale necessaria per avviare la reazione chimica di combustione.
Negli eventi registrati ad Almería e in Costa Brava, l'innesco è stato di natura accidentale-antropica: nel primo caso le scintille prodotte da una smerigliatrice durante lavori di segnaletica stradale, nel secondo l'attività di un operaio. In condizioni normali, una singola scintilla difficilmente riesce a provocare un disastro; tuttavia, l'innesco ha incontrato fattori ambientali predisponenti che hanno completamente alterato l'equilibrio del sistema.
La Spagna, la Sicilia e l'intero bacino del Mediterraneo sono interessati da un'ondata di calore con temperature superiori ai 30-35°C da ormai più di un mese e mezzo e lo scenario è destinato a peggiorare. Questo fenomeno causa l'evapotraspirazione accelerata della vegetazione. Quando la pianta perde acqua e l'umidità interna del legno scende sotto una soglia critica (generalmente inferiore al 10-12%), la biomassa smette di comportarsi come un elemento resistente al fuoco e diventa un combustibile altamente infiammabile. La resina e la cellulosa secca richiedono pochissima energia termica per raggiungere il punto di flash (il punto di infiammabilità).
A questo punto entra in gioco il ruolo del vento (come riscontrato sia in Andalusia che nel rogo piemontese di Premosello), che agisce su tre livelli fisici ben precisi. In primo luogo garantisce un continuo apporto di comburente, fornendo sempre nuovo ossigeno alla linea del fuoco e accelerando la reazione chimica di ossidazione. Inoltre, determina l'inclinazione della fiamma: spingendo il fronte di fuoco in avanti, permette al calore radiante e convettivo di preriscaldare la vegetazione non ancora toccata, che così si incendia istantaneamente al passaggio del fronte.
Infine, il vento provoca lo spotting, ovvero la nascita di focolai secondari. Le correnti d'aria sollevano ramoscelli e braci incandescenti e li trasportano a centinaia di metri di distanza, scavalcando le linee di contenimento tracciate dai soccorritori e generando nuovi incendi indipendenti.
La gestione dell'emergenza
Quando i parametri ambientali superano i limiti di controllo delle squadre di terra, l'unica strategia consiste nell'attacco aereo combinato tramite elicotteri antincendio e velivoli pesanti come i Canadair. L'Italia, in regime di solidarietà europea, ha mobilitato i propri mezzi aerei per supportare le operazioni in territorio spagnolo.

Questi velivoli sfruttano l'effetto di spegnimento per sottrazione di calore: tonnellate di acqua (spesso miscelata con prodotti ritardanti a base di polifosfato d'ammonio) vengono sganciate direttamente sulla testa dell'incendio per abbassare drasticamente la temperatura del combustibile al di sotto del punto di accensione, interrompendo la reazione chimica a catena del triangolo del fuoco.