0 risultati
video suggerito
video suggerito
26 Agosto 2026
7:00

Un nuovo studio ricostruisce l’Adriatico tra 9000 e 4000 a.C.: scoperto un paesaggio oggi sommerso

Un nuovo studio ricostruisce l’Alto Adriatico tra 9000 e 4000 a.C., quando il mare sommerse pianure, lagune e zone umide frequentate dai gruppi umani del Mesolitico e del Neolitico.

Ti piace questo contenuto?
Un nuovo studio ricostruisce l’Adriatico tra 9000 e 4000 a.C.: scoperto un paesaggio oggi sommerso
Immagine
Immagine generata con AI.

Tra il 9000 e il 4000 a.C., l’Alto Adriatico era molto diverso da quello che conosciamo oggi. Gran parte dei territori che attualmente si trovano sotto il mare costituiva allora una vasta regione emersa, progressivamente trasformata dall’innalzamento del livello marino. Un nuovo studio ha ricostruito l’evoluzione di questo paesaggio per comprenderne anche le possibili implicazioni archeologiche: la ricerca, con capofila Samuele Ongaro dell'Università di Southampton, in collaborazione con l'OGS di Trieste, è stata pubblicata su Quaternary Science Reviews, e combina dati provenienti da carote sedimentarie già pubblicate con nuovi dati geofisici ad alta risoluzione. Gli autori hanno identificato differenti ambienti deposizionali e li hanno utilizzati per elaborare modelli di inondazione, ricostruendo non soltanto la distribuzione degli ambienti, ma anche la loro evoluzione nel tempo.

Immagine
L'evoluzione del paesaggio del Nord Adriatico tra il 9000 e il 6600 a. C. Credit: Ongaro et al.

Il risultato ottenuto è l'immagine di un paesaggio costiero in continua trasformazione. Durante le fasi in cui l'innalzamento del mare rallentava, si sviluppavano diversi sistemi di barriere costiere e ambienti retrobarriera, insieme a lagune, paludi e delta. Quando invece la trasgressione marina diventava più rapida, questi ambienti venivano progressivamente sommersi. Non si trattava quindi di una semplice pianura che venne lentamente coperta dall'acqua. La costa cambiava forma e organizzazione, mentre i sistemi fluviali interagivano con l'avanzata del mare. Il paesaggio che oggi si trova sommerso comprendeva dunque una successione di ambienti differenti, alcuni dei quali potevano essere particolarmente favorevoli alla presenza umana.

È proprio questo l'aspetto più importante per l'archeologia. Le ricostruzioni indicano che le zone umide costiere dell'antico Alto Adriatico potevano rappresentare ambienti estremamente adatti allo stile di vita delle comunità di cacciatori-raccoglitori del Mesolitico (circa 10.000 anni fa). Queste popolazioni, tuttavia, dovettero confrontarsi con una trasformazione ambientale molto rapida legata all'innalzamento del livello del mare. Anche la successiva diffusione dell'agricoltura avvenne in un territorio in piena trasformazione. Nel Neolitico, mentre le comunità agricole si stavano diffondendo lungo le coste dell'Adriatico settentrionale, importanti cambiamenti paleogeografici stavano modificando proprio gli ambienti nei quali queste popolazioni si muovevano e si insediavano.

Immagine
Evoluzione della linea di costa tra il 6200 e il 4200 a. C. Credit: Ongaro et al.

Lo studio mostra quindi perché la ricostruzione dei paesaggi sommersi sia fondamentale per comprendere la preistoria dell'Adriatico. Una parte significativa degli ambienti frequentati dalle popolazioni antiche è oggi nascosta sotto il mare e non può essere studiata attraverso la sola archeologia terrestre. Ricostruirne la posizione e l'evoluzione permette di recuperare una porzione del territorio perduta con la trasgressione marina e di comprendere meglio le trasformazioni affrontate dalle comunità del Mesolitico e del Neolitico.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views