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14 Ottobre 2026
6:00

Test IT-Alert in Lombardia il 14 ottobre per collasso diga di Valnegra a Bergamo: ora e Comuni dove suonerà

Oggi 14 ottobre seconda simulazione IT-Alert, per simulazione il collasso della diga di Valnegra, in provincia di Bergamo. Coinvolti 8 comuni in Lombardia, da Valnegra a San Pellegrino Terme. I cittadini riceveranno una notifica di testo e un allarme sonoro.

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Test IT-Alert in Lombardia il 14 ottobre per collasso diga di Valnegra a Bergamo: ora e Comuni dove suonerà
simulazione it alert
Test IT–Alert per la diga di Valnegra.

Oggi, 14 ottobre 2026, si sarà un nuovo test IT-Alert, dopo quello avvenuto ieri e relativo alla diga di Malga Bissina (TN): il sistema di allerta pubblico simulerà l'eventuale collasso della diga di Valnegra, in provincia di Bergamo.

Anche questo test, come quello di ieri 13 ottobre, sarà condotto in collaborazione con la Protezione Civile, per verificare il corretto funzionamento del sistema e garantire che, in caso di un’emergenza reale, i messaggi di allerta vengano trasmessi dalle celle telefoniche e ricevuti sui dispositivi presenti nelle aree interessate. Durante questa simulazione, tutti i telefoni cellulari (anche quelli non connessi a Internet) riceveranno una notifica di testo accompagnata da un allarme sonoro.

Più nel dettaglio, il programma prevede:

  • Ore 11:30, 14 ottobre 2026: simulazione rischio collasso diga di Valnegra (BG). Coinvolti 8 Comuni in provincia di Bergamo: Mojo de' Calvi, Valnegra, Lenna, Piazza Brembana, Camerata Cornello, San Giovanni Bianco, San Pellegrino Terme, Zogno.

Il testo della notifica che la popolazione interessata riceverà sarà il seguente:

TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST

In caso di un'emergenza reale, IT-alert si attiverebbe per il collasso di una “grande diga”, cioè uno sbarramento di ritenuta che supera i 15 metri di altezza o che determina un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi.

Nella pratica, come evidenziato dai tecnici del sistema di allerta pubblico, quando si verifica un rischio connesso alla tenuta strutturale di una grande diga si parla di “rischio diga”, che prevede quattro fasi di allerta (preallerta, vigilanza rinforzata, pericolo e collasso). Ciascuna grande diga deve infatti disporre di un Documento di Protezione Civile (DP) che contiene le condizioni specifiche per l’attivazione del sistema di protezione civile, le comunicazioni e le procedure tecnico-amministrative da attuare in relazione alla tipologia di allerta, oltre a un Piano di Emergenza Diga (PED), che riporta le aree potenzialmente interessate dall’onda di piena originata dall’ipotetico collasso dello sbarramento.

Il test di oggi servirà anche per verificare che i flussi comunicativi previsti nel Documento di Protezione Civile e nel Piano di Emergenza Diga (PED) vengano seguiti correttamente.

Si tratta della sesta simulazione IT-Alert del 2026: dal 13 febbraio 2024 il sistema di allerta pubblico è attivo per 4 scenari di rischio:

  1. Incidenti nucleari o situazione di emergenza radiologica;
  2. Incidenti rilevanti in stabilimenti industriali;
  3. Collasso di una grande diga;
  4. Attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e all’isola di Vulcano.

Nonostante due anni e mezzo di attività, finora il sistema di allerta è stato attivato solo in due casi pratici: il 9 dicembre 2024, a seguito di un’esplosione nella raffineria ENI di Calenzano, in provincia di Firenze, e il 25 aprile 2025 in occasione dei funerali di Papa Francesco, per avvisare la popolazione dell’enorme afflusso di persone in Piazza San Pietro e indicare le vie di fuga in caso di emergenza.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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