
Le strade e i parchi di molte città italiane sono invase in questi giorni dalla "neve di primavera", quei batuffoli bianchi che ricordano il cotone che volano senza controllo. Ma di cosa si tratta? Spesso confusi con i "pollini" e chiamati "pioppi" o "pioppini", sono in realtà pappi e servono a trasportare col vento i semi del pioppo, una pianta diffusissima in Pianura Padana. Si tende ad associare la presenza di questi fiocchi leggeri alla comparsa delle allergie primaverili, ma in realtà non c'è un legame diretto, i pappi non contengono polline, il vero responsabile delle nostre allergie.
Cosa sono i pappi dei pioppi
Il nome corretto di questi fiocchi cotonosi è pappi e la loro funzione è molto importante per l'albero da cui si liberano. Infatti, il compito di queste appendici piumose e leggere è quello di favorire la dispersione dei semi per l'azione del vento, un meccanismo detto disseminazione anemocora.

Nel caso del pioppo, i pappi non sono fiori né granuli pollinici: sono i frutti della pianta, dotati di numerosi semi con lunghi peli cotonosi, e servono alla pianta proprio per trasportare il seme ad opera del vento, per poi dare vita ad altri pioppi.
I pollini del pioppo, a basso potere allergizzante, erano già stati rilasciati settimane prima, invisibili a occhio nudo, quando la pianta era ancora spoglia di foglie. L'impollinazione avviene prima che la soffice lanugine venga rilasciata in aria il che significa che, quando i pappi volano, il pioppo ha già concluso la sua fase riproduttiva tramite polline da tempo.
Non sono i pappi a dare allergie
Come sottolinea ARPA Veneto, i "piumini" o "manine" sono composti da cellulosa, una sostanza anallergica che costituisce le pareti delle cellule vegetali e le fibre del cotone. Perché allora così tante persone giurano di star peggio proprio in quei giorni?
La risposta è che i pappi arrivano nel momento sbagliato. Nel periodo di massima fioritura di diverse piante allergeniche come le Graminacee, compare il fenomeno della liberazione dei pappi che però non contiene polline. Le graminacee, per esempio, rilasciano quantità enormi di polline allergizzante da aprile in poi, invisibile a occhio nudo. Il risultato è che starnuti e lacrimazione vengono istintivamente attribuiti a ciò che si vede (i batuffoli bianchi) e non a ciò che non si vede.
Tuttavia, sulla superficie dei pappi possono aderire pollini di altre specie di piante che fioriscono nello stesso periodo o polveri sottili prodotte dal traffico stradale, accentuando i disturbi delle persone con allergie. I pappi, in questo senso, non sono la causa ma possono diventare un vettore involontario. A questo si può aggiunge un fastidio di natura puramente meccanica, se inalati o se finiscono accidentalmente negli occhi, questi "fiocchi" possono irritare fisicamente le mucose e le vie respiratorie.
Il pioppo, un albero simbolo della Pianura Padana
Il pioppo (Populus spp) è uno dei simboli della Pianura Padana. È diffuso lungo i fiumi, sulle rive dei laghi e nei boschi, largamente coltivato sia a scopo ornamentale sia per alimentare l'industria cartaria. Delle circa quaranta specie esistenti, in Italia se ne trovano principalmente quattro spontanee con le relative cultivar. Le più note sono il pioppo nero (Populus nigra), noto per la sua corteccia scura, il pioppo bianco (Populus alba) e il pioppo cipressino. Tutti alberi molto alti (30-40 m) che fioriscono nel periodo compreso tra febbraio, marzo e aprile.

Il fenomeno della "neve di primavera" che imbianca le città è dovuto ai pappi prodotti esclusivamente dagli esemplari femminili durante la fruttificazione. Per limitare i disagi legati a questa copiosa produzione cotonosa, solitamente si predilige l'impiego di alberi maschili. Il pioppo cipressino, ad esempio, è diffuso nelle nostre strade quasi solo nella sua variante maschile, incapace di produrre pappi.