lava in mare dopo l'eruzione a La Palma e il rischio gas
in foto: credit: European Union, Copernicus Sentinel–2 imagery

Il vulcano Cumbre Vieja, sull’isola di La Palma alle Canarie, è in eruzione ormai dal 19 settembre. Dopo 10 giorni di lento scorrimento della lava, questa ha alla fine raggiunto l’oceano Atlantico, riversandosi nelle fredde acque marine lungo la costa di Tazacorte. Molti parlano di formazione di "gas tossico". Ma la realtà, come spesso accade, è ben diversa e decisamente meno preoccupante.

Perché si formano nubi di gas?

Facciamo un piccolo passo indietro. La lava, ricordiamolo, può superare i 1000°C mentre l'acqua di mare si aggira attorno ai 20 gradi. Questa enorme differenza di temperatura genera una grande quantità di fumi e gas quando le due entrano in contatto. In realtà si tratta principalmente di vapore acqueo. Il gas che si genera è quindi composto per la maggior parte da H2O, con una piccola percentuale di altre sostanze come fluoro e, soprattutto, cloro. Sono questi gli elementi che possono generare fastidi al corpo, come irritazione a occhi e pelle.

Quindi la nube è pericolosa?

Non cosi come si dice in giro. Ovvio, se ci "tuffassimo" proprio dentro una nube del genere dovremo sicuramente preoccuparci, ma basta rispettare una distanza di sicurezza per essere sicuri di non avere problemi di salute rilevanti. È per questo motivo che a chi abita vicino alle zone della nube è stato fortemente raccomandato di non uscire di casa e di mettere stracci bagnati attorno a porte e finestre. Ma si tratta – come è giusto che sia – di una precauzione per proteggersi da una nube che potrebbe causare irritazioni, ma non la morte.
Fortunatamente anche le autorità spagnole stanno cercando di rassicurare la popolazione.
C’è un forte vento nell’area al momento, che sta dissipando le nuvole di gas verso il mare, quindi il rischio è molto basso”. Queste le parole di Rubén Fernández, uno dei responsabili del piano di emergenza delle Isole Canarie. "L'eruzione non ha influenzato la qualità dell'aria, che è perfettamente respirabile", ha aggiunto in un altro tweet il Consiglio de La Palma.

Le altre allerte

Oltre a questa allerta, negli scorsi giorni è stata diffusa anche quella relativa a nubi di anidride solforosa emesse direttamente dal vulcano.
Di questa allora dobbiamo preoccuparci?
Anche qui, la risposta è "non come si dice in giro". È vero, il vulcano ha rilasciato grandi quantità di anidride solforosa in atmosfera ma: 1) è un fenomeno comune a moltissime eruzioni; 2) la nube ha sì raggiunto l'Europa, ma ad altezze di svariati km sopra al livello del suolo, diventando quindi innocua per la popolazione.
La cosa buffa – anche se di buffo non c'è proprio nulla – è che l'unico aspetto di cui ci si dovrebbe davvero preoccupare è passata in sordina. Durante il suo percorso verso il mare, infatti, la lava ha travolto delle serre di platano, una pianta tipica dell'area. Il problema è che le serre sono costituite da materiale plastico e, soprattutto, da fertilizzanti. Questi, bruciando, hanno rilasciato effettivamente una nube di gas tossico che però, fortunatamente, è estremamente localizzata e non comporta alcun problema per chi si trova a debita distanza.

L'evoluzione dell'eruzione

Da domenica 19 settembre il vulcano Cumbre Vieja si è risvegliato dopo 50 anni di inattività, provocando danni ad abitazioni e attività commerciali sull'isola di La Palma. Dopo un successivo rallentamento dell'attività eruttiva, la colata lavica ha ripreso a fluire più velocemente procedendo in direzione della costa.
I problemi legati all'eruzione che sta avvenendo alle Canarie non riguardano solo la creazione delle nubi di gas "tossico". La lava, ora che ha raggiunto il mare sta iniziando ad accumularsi sul fondale. Come confermato dall'Istituto Spagnolo di Oceanografia, si è formato in mare un deposito alto più di 50 metri in soli 45 minuti dal primo contatto con l'acqua, e si stima che la sua altezza continuerà a crescere. Per precauzione è stato vietato alle navi di avvicinarsi alla costa entro un raggio di due miglia nautiche o, se preferite, di 3,7 km.

Ma quanti danni ha effettivamente provocato l’eruzione fino ad oggi?
Stando alle ultime stime, la lava eruttata ha raso al suolo circa 650 abitazioni, ha causato l’evacuazione di oltre seimila persone e ha coperto un’area di 2,7 km2. Il presidente delle Isole Canarie, Angel Victor Torrese, ha stimato un danno di pari a 400 milioni di dollari solo nell’ultima settimana ma fortunatamente, per ora, non sono stati riportate né vittime né feriti gravi.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli