
In queste ore la “sabbia” del deserto del Sahara è arrivata nei cieli dell'Europa occidentale, richiamata delle correnti in quota dovute alla tempesta Regina: proprio la combinazione tra la polvere sahariana e questa perturbazione atlantica potrebbe portare le cosiddette “piogge rosse” o cieli tinti di arancione soprattutto in Spagna e in Francia, e con probabilità molto inferiore anche in alcune zone d'Italia.
In Italia la nube di polvere sahariana dovrebbe raggiungere solo alcune zone dell'Italia centro-meridionale, secondo i dati forniti dal Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) e dall'Università di Atene. Questi ultimi prevedono che entro domani 6 marzo le concentrazioni di polvere in Italia raggiungeranno un massimo di 30 microgrammi per metro cubo, quindi un valore modesto, peraltro solo su Sardegna e lungo il versante tirrenico.

Nei prossimi giorni, invece, la nube di polvere si spingerà fino a Regno Unito e Scandinavia, con possibilità di cieli tinti di arancione.
La mappa delle concentrazioni di polvere e le previsioni per l’Italia
Secondo i dati riportati dall'Università di Atene, la polvere di origine sahariana raggiungerà principalmente la Spagna (con concentrazioni di circa 210 microgrammi per metro cubo nel centro della Penisola Iberica) e il sud-est della Francia (119 microgrammi per metro cubo). Per quanto riguarda l'Italia, invece, le concentrazioni maggiori si registreranno nelle regioni tirreniche (Toscana, Lazio e Campania) e in Sardegna, ma non supereranno i 30 microgrammi per metro cubo, previsti per domani, 6 marzo.
Queste concentrazioni di polvere sono confermate anche dalle previsioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) che, come dimostra l'immagine qui sotto, nella giornata di ieri ha rilevato una concentrazione particolarmente elevata di aerosol nell'atmosfera, ossia di piccole particelle o goccioline liquide sospese nell'atmosfera che possono provenire, tra le altre cose, anche da polvere del deserto (ma anche da eruzioni vulcaniche o incendi boschivi).

In caso di precipitazioni è possibile che si verifichino le cosiddette “piogge di sabbia”, che si riconoscono facilmente dai caratteristici “aloni” che lasciano su automobili e che, come specificano gli esperti di 3BMeteo, possono anche portare a un aumento locale delle concentrazioni di PM10 nei bassi strati atmosferici.
Al momento, però, le previsioni meteo per l'Italia indicano possibilità di pioggia per domani, 6 marzo, solo su Sardegna e Sicilia: in Spagna, al contrario, l'Agenzia Meteorologica nazionale (AEMET) ha diramato un avviso per precipitazioni intense fino all'8 marzo a causa della tempesta Regina, allertando la popolazione della possibilità di piogge di fango proprio a causa della polvere in arrivo dal deserto del Sahara.
Come fa la polvere del Sahara ad arrivare fino all'Europa
Ma com'è possibile che la “sabbia” del deserto del Sahara riesca ad arrivare fino all'Europa?
Innanzitutto, dobbiamo fare una precisazione: quello che arriva fino al nostro continente non è propriamente sabbia, ma polvere. La sabbia, infatti, è composta da particelle con dimensioni che vanno tra 0,1 millimetri e 2 millimetri circa, mentre il materiale che scende con la pioggia è molto più sottile: si parla di particelle attorno ai 20 millesimi di millimetro (o anche meno), che quindi possono essere classificate come polveri. Proprio perché sono così sottili, queste polveri riescono a viaggiare anche per migliaia di chilometri trasportate dal vento.
Tornando alla nostra domanda, questo fenomeno ha bisogno di due elementi per verificarsi: bassa pressione nell'Oceano Atlantico settentrionale e alta pressione nel Mediterraneo centro-orientale o nell'Europa sudorientale. In questo modo si formano delle correnti che procedono in senso antiorario dall'alta alla bassa pressione, passando sopra il Sahara per poi risalire il Mediterraneo portando con sé le polveri raccolte nel deserto nordafricano.
In generale, comunque, l'arrivo di polvere del Sahara non è affatto un fenomeno anomalo e, al contrario, è piuttosto comune soprattutto nel sud del continente europeo: anche nel marzo del 2025 il cielo si era tinto di giallo in alcune parti d'Italia, portando con sé delle sporadiche “piogge rosse”.