
L’orso Wojtek, nato nel 1942 vicino ad Hamadan, in Persia, è un urside famoso per aver “combattuto” durante la Seconda guerra mondiale. A meno di un anno dalla nascita entrò in contatto con i soldati polacchi dell’Esercito di Anders, una unità costituita in Unione Sovietica e in seguito aggregata all’esercito britannico. I soldati “adottarono” l’orso, che nel 1944, dopo essere stato regolarmente arruolato, fu trasferito in Italia. Fu presente alla battaglia di Montecassino e a molte altre azioni di guerra.
Alla fine delle ostilità fu trasferito in Scozia e rinchiuso nello zoo di Edimburgo, nel quale restò fino alla morte il 2 dicembre 1963. Oggi Wojtek gode di grande popolarità e in diversi Paesi sono stati eretti monumenti in suo onore.
Wojtek e l’esercito di Anders
Wojtek era un urside, appartenente alla specie dell’orso bruno siriano (ursus arctos syriacus), nato nel 1942, in Iran. Quando aveva meno di un anno il suo destino si incrociò con quello dell’“Esercito di Anders”, una unità militare polacca agli ordini del generale Wladislaw Anders, costituita nel 1941 in Unione Sovietica per combattere contro i tedeschi.
In proposito, va ricordato che nel 1939 l’Urss, dopo aver firmato un patto di non aggressione con la Germania nazista, aveva attaccato la Polonia da est, catturando e deportando decine di migliaia di soldati. Nel 1941, quando l’esercito tedesco, violando i patti del 1939, invase il territorio sovietico, le autorità di Mosca ristabilirono le relazioni diplomatiche con il governo polacco in esilio, che aveva sede a Londra, e liberarono i prigionieri per formare un esercito che combattesse contro la Germania. Al comando dell’esercito fu posto il generale Anders, anch’esso prigioniero in Russia.

Il reclutamento e l’addestramento dei soldati ebbero inizio in Unione Sovietica, ma nel 1942, in seguito a un accordo con il Regno Unito, Stalin accettò di trasferire i soldati in Iran, insieme a numerosi civili, perché continuassero l’addestramento sotto il controllo dell’esercito inglese. Fu lì che i soldati entrarono in contatto con Wojtek: l’8 aprile un gruppo di militari in marcia verso Teheran si imbatté in un giovane iraniano in compagnia di un orso ed una rifugiata, Irena Bokiewicz, che viaggiava insieme a loro, convinse un ufficiale ad acquistare l’animale. L’orso fu battezzato Wojtek, diminutivo di Wojciech, un nome ancora oggi diffuso, e portato in un accampamento presso Teheran. Il nome significava "guerriero gioioso", dal polacco "woj" (guerriero) e "chiech" (gioia, confrorto).
In seguito fu donato alla 2a Compagnia di trasporto, poi diventata 22a Compagnia rifornimenti di artiglieria. Wojtek seguì l’unità nel suo trasferimento dall’Iraq all’Egitto attraverso la Siria e la Palestina, divenendo presto la mascotte dei soldati, alcuni dei quali si divertivano a sfidarlo in improvvisate gare di lotta. L’orso, dal canto suo, imitava il comportamento dei militari, bevendo birra, che pare che fosse la sua bevanda preferita, e masticando sigarette.

L’orso soldato che liberò l’Italia durante la guerra
Nel 1943 l’esercito di Anders formò, insieme ad altre unità, il II Corpo polacco e fu aggregato all’8a Armata inglese, famosa per aver sconfitto gli italiani e i tedeschi a El Alamein. Nel 1944 il Corpo, trasferito in Italia su navi della Marina Britannica, prese parte alla campagna per la liberazione della Penisola. Per essere trasportato in Italia, Wojtek fu ufficialmente arruolato nel II Corpo polacco, con tanto di documenti identificativi e con il grado di soldato semplice, perché il regolamento della marina britannica vietava di imbarcare animali.
Wojtek seguì dunque la 22a Compagnia. Nel maggio 1944 era presente a Cassino quando si scatenò la battaglia per il superamento della linea Gustav, la serie di difese allestita dai tedeschi per rallentare l’avanzata degli Alleati. Questi ultimi tentarono più volte di occupare la collina sulla quale sorge l’Abbazia di Montecassino e, dopo alcuni tentativi infruttuosi, il 18 maggio il II Corpo polacco riuscì a conquistarla. L’azione ebbe grande rilevanza strategica, consentendo agli Alleati di avanzare verso Roma, che sarebbe stata liberata il 4 giugno.
Wojtek era soprattutto una mascotte, ma nel corso della battaglia diede anche un contributo “militare”, trasportando pesanti casse di munizioni (la circostanza, messa in dubbio da alcuni autori, è provata dalle testimonianze dei soldati polacchi e inglesi). Dopo la conquista di Montecassino fu promosso caporale e la 22a compagnia ottenne di usare come proprio emblema l’immagine di un orso che trasporta munizioni.

Dopo la guerra: gli ultimi anni, la morte e la memoria di Wojtek
Wojtek restò in Italia, aggregato al II Corpo polacco, fino alla fine della guerra. Nel 1945 fu trasferito in Scozia insieme alle 22a compagnia e due anni più tardi fu rinchiuso allo zoo di Edimburgo. Come molti soldati polacchi che avevano combattuto, tra i quali il generale Anders, Wojtek non fece ritorno in Polonia, nella quale nel frattempo era asceso al potere un regime comunista legato all’Unione Sovietica. L’orso restò nello zoo di Edimburgo per il resto della sua vita, ricevendo di tanto in tanto la visita di soldati britannici e polacchi. Morì nel 1963.
La storia di Wojtek suscita molto fascino e in suo onore sono stati eretti monumenti in diverse città, sia nel Regno Unito, sia in Polonia – soprattutto dopo la caduta del regime comunista nel 1989. L’orso è popolare anche in Italia: statue che lo raffigurano sono presenti a Cassino e a Imola. A Wojtek sono inoltre dedicati cartoni animati, fumetti, siti web.