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3 Maggio 2026
15:00

Lavare gli asciugamani con l’ammorbidente è da evitare perché ne riduce l’assorbenza: gli studi

L’ammorbidente rende i tessuti più morbidi, grazie ai tensioattivi che si depositano sulle fibre. Tuttavia, questo rende il cotone meno capace di assorbire acqua. Per questo motivo, sugli asciugamani è controproducente: diventano più soffici ma asciugano meno. In sintesi, è proprio il meccanismo che li ammorbidisce a ridurne l’efficacia.

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Lavare gli asciugamani con l’ammorbidente è da evitare perché ne riduce l’assorbenza: gli studi
ammorbidente non va usato su asciugamani

Spesso sentiamo dire che l’ammorbidente, in lavatrice, va usato con cautela: non sempre, infatti, il suo utilizzo è consigliato. Particolare attenzione va posta sugli asciugamani e sarebbe meglio evitarlo: come indiano gli studi publicati su Journal of Oleo Science e TechConnect, è vero che l’ammorbidente rende i tessuti più soffici, ma allo stesso tempo riduce la loro capacità di assorbire acqua, che è proprio la funzione principale di un asciugamano. Il motivo è chimico: le sostanze contenute negli ammorbidenti possono formare una specie di "pellicola repellente" all’acqua sulle singole fibre dei tessuti, rendendole meno bagnabili: non è uno strato uniforme e continuo, ma un rivestimento microscopico che si attacca alle singole fibre. Il risultato? Piano piano l’asciugamano perderà le sue capacità di assorbire efficacemente l’acqua, venendo meno, con il tempo, alla sua principale funzione e lasciando quella fastidiosa sensazione di pelle ancora umida.

A cosa serve l’ammorbidente per lavare i panni dal punto di vista chimico

L’ammorbidente nasce per migliorare la sensazione al tatto dei tessuti. A livello chimico contiene principalmente tensioattivi cationici, molecole – come quelle del sapone – con una parte “idrofila” (che ama l’acqua) dotata di una carica positiva e una lunga coda “idrofobica” (che invece respinge l'acqua).

Quando i vestiti vengono lavati, queste molecole si attaccano alle fibre (soprattutto al cotone) e si dispongono in modo ordinato: la parte “carica” si lega alla superficie del tessuto, mentre le code idrofobiche restano all’esterno. In questo modo, con i tensioattivi che si posizionano tra una fibra e l’altra, l’attrito tra queste diminuisce e il tessuto diventa più morbido/scivoloso al tatto: è come se le molecole di tensioattivo facessero da “lubrificante molecolare” tra una fibra e l’altra di tessuto e interferiscono anche con i legami naturali che le fibre di cotone formano tra loro, rendendole più libere di scorrere. Proprio perché le code idrofobiche dei tensioattivi “puntano” all’esterno delle fibre, anche la superficie del tessuto diventa al tempo stesso più idrofobica. In parole povere: meno capace di assorbire l’acqua. Per questi motivi, il tessuto, dopo vari lavaggi in lavatrice con l’aggiunta di ammorbidente, sarà più liscio al tatto e confortevole, ma meno efficace nell'assorbire acqua.

Perché sugli asciugamani è sconsigliato

Qui entra in gioco la funzione principale dell’asciugamano, ossia assorbire acqua rapidamente: l’utilizzo continuo di ammorbidente, con il tempo, compromette inevitabilmente questa capacità. Studi sperimentali, tra cui uno pubblicato sul Journal of Oleo Science, dimostrano che la capacità dei tessuti, in particolare del cotone, di idro-assorbenti diminuisce significativamente dopo l’uso ripetuto di ammorbidente in lavatrice: più molecole di tensioattivo si accumulano nel tessuto, inferiore diventa la capacità per l’asciugamano di assorbire acqua.

Piano piano si forma una vera e propria superficie idrofobica che ostacola la penetrazione dell'acqua nelle fibre dell'asciugamano. Se poi proviamo ad asciugarci dopo una doccia, non solo l’acqua non viene adeguatamente “sottratta” dalla nostra pelle, facendoci rimanere un po’ umidicci, ma troveremo tante goccioline sulla superficie dell’asciugamano e non adeguatamente “intrappolate” (assorbite) dentro esso. Insomma, una sgradevole situazione di asciugatura incompleta: terribile!

Ovviamente, l’ammorbidente non è “sbagliato” in assoluto, ma sugli asciugamani diventa  controproducente. È chiaro che se viene utilizzato per errore una volta non bisogna buttare via l’asciugamano. Innanzitutto – come dei veri scienziati – andrebbe fatto un test di bagnabilità! Dopo la doccia proviamo ad asciugarci e osserviamo se il nostro telo da bagno o il nostro accappatoio svolgono ancora la loro funzione: se asciugano come prima, nessun problema, in caso contrario ci conviene ricorrere all’asciugamano di riserva che avremo preparato prima di iniziare il test. Ricordiamo che non è un singolo uso di ammorbidente che ne compromette definitivamente la funzione, ma l’utilizzo ripetuto di ammorbidente sullo stesso asciugamano.

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