
L'Argentina e il Cile sono i due paesi al mondo con il maggior numero di casi registrati di Sindrome Polmonare da Hantavirus (HPS). Proprio l'Argentina è il luogo dove si presume che il "paziente zero" della nave MV Hondius abbia contratto il virus Andes, la variante di hantavirus la cui trasmissione interumana (cioè da persona a persona) è stata documenata. Nonostante la risonanza mediatica del caso, l'OMS e l'ECDC classificano il rischio di una diffusione globale come basso o molto basso. «Non si tratta di SARS-CoV-2. Non è l'inizio di una pandemia di COVID, gli hantavirus esistono da parecchio tempo. Non si diffonde nello stesso modo», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim dell'OMS per la gestione delle epidemie e delle pandemie.
Va notato che, secondo il Bollettino Epidemiologico del Ministero della Salute argentino, la stagione 2025-2026 in Argentina registra un aumento del 58% dei casi di hantavirus (non solo la variante Andes) rispetto all'anno precedente, con 101 casi confermati (la quasi totalità connessi a una trasmissione roditore-uomo legata a ambienti lavorativi) e un incremento della letalità, per un totale di 644 casi dal 2018 a oggi. Il Ministero riconduce questa crescita in parte ai cambiamenti climatici, e dice che l’interazione umana con gli ambienti favorisce l’apparizione di casi anche in zone non storicamente endemiche, anche se il fenomeno è maggiormente legato a zone dove il virus è conosciuto da oltre trent'anni, come dimostrano i focolai di El Bolsón nel 1996 e di Epuyén nel 2018 dove è stata segnalata una trasmissione da uomo a uomo.
Cos’è successo con l’hantavirus in Argentina: i casi storici
Gli hantavirus sono un gruppo di virus a RNA appartenenti al genere Orthohantavirus, famiglia Hantaviridae, ordine Bunyavirales, di cui sono state identificate circa 40 specie. Si trasmettono all'uomo per inalazione di aerosol di urine, feci o saliva di roditori selvatici, e alcuni di essi causano la sindrome polmonare da hantavirus (HPS), una patologia respiratoria grave con tempi di incubazione tra 1 e 8 settimane. In Sud America, soprattutto in Argentina e Cile dove il virus è endemico – ovvero costantemente presente e radicata in un'area geografica specifica – il principale responsabile è il virus Andes (ANDV – Orthohantavirus andesense). Per quasi tutte le specie l'essere umano è un vicolo cieco: il virus non riesce a passare da persona a persona.
Tuttavia, il virus Andes è l'unico orthohantavirus per cui la trasmissione inter-umana è stata documentata, e lo ha fatto per la prima volta proprio in Argentina trent'anni fa, nel 1996, a El Bolsón. È questa caratteristica rara, non ancora pienamente compresa dalla comunità scientifica ma documentata, che rende rilevante il suo coinvolgimento nel focolaio della MV Hondius. Il suo vettore è il topo di riso pigmeo dalla coda lunga (Oligoryzomys longicaudatus), un roditore selvatico tipico delle Ande.
Il precedente più studiato della trasmissione inter-umana di questa specie resta il focolaio di Epuyén del 2018, un villaggio di 2.800 abitanti nella provincia di Chubut, ricostruito in dettaglio in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2020. Tutto partì da una persona infettata da un roditore che si presentò a una festa di compleanno con la febbre. Nei tre mesi successivi si contarono 34 infezioni confermate, 4 ondate di contagio e 11 morti. Prima che le autorità imponessero l'isolamento, il numero riproduttivo R aveva raggiunto 2,12: ogni infetto contagiava in media più di due persone. Tre pazienti classificati come "super-diffusori" furono responsabili del 64% di tutti i casi secondari. Secondo lo studio, a fare la differenza furono i fattori sociali: una festa affollata, un funerale, i legami stretti di una piccola comunità. Va però tenuto presente che Epuyén rimane un caso isolato, e che le modalità di trasmissione inter-umana del virus Andes (in che modalità, da chi e in quali stadi dell'infezione) non sono ancora comprese a fondo.
Il Ministero della Salute argentino indica tra le possibili cause di una diffusione del virus in nuove aree il fatto che «la distribuzione dei roditori, unitamente alla crescente interazione umana con gli ambienti selvaggi, alla distruzione degli habitat, alla creazione di piccoli insediamenti urbani nelle aree rurali e agli effetti dei cambiamenti climatici, contribuisce alla comparsa di casi al di fuori delle aree storicamente endemiche». L'OMS ha confermato che le indagini sull'origine del primo contagio della MV Hondius sono ancora in corso, ma che le prove suggeriscono una successiva trasmissione inter-umana a bordo della nave.
Al momento non si possono escludere modifiche nel genoma virale che, nel corso degli anni, ne abbiano alterato le caratteristiche. È vero che un'analisi preliminare pubblicata su Virological.org suggerisce una somiglianza genetica quasi totale tra i campioni attuali e i ceppi circolati in Argentina nel 1996 e nel 2018, tuttavia, questo non elimina la possibilità di cambiamenti significativi in un patogeno che, essendo a RNA, possiede un elevato tasso di mutazione. Per trarre delle conclusioni certe saranno necessari studi dedicati.
I dati del SNVS 2.0. della stagione 2025-2026: i contagi
Tra giugno 2025 e aprile 2026, l'Argentina ha registrato 101 casi confermati di hantavirosi (il dato si riferisce a tutti gli hantavirus, non al solo virus Andes) il numero più alto in una singola stagione dal 2019 a oggi, con un tasso di incidenza nazionale di 0,21 casi ogni 100.000 abitanti. Dal 2018 a oggi il sistema di sorveglianza ha registrato in totale 644 casi confermati, la maggior parte per zoonosi (roditore-uomo).

La stagione 2025-2026 registra 32 decessi con una letalità del 31,7%, la più elevata tra tutte le stagioni analizzate dal 2018, rispetto al 22% della stagione precedente. L'età mediana dei casi confermati è 36 anni, con il 69% dei contagiati tra i 20 e i 49 anni e l'80% di sesso maschile. Una distribuzione che rispecchia chi lavora e trascorre più tempo negli ambienti rurali e boschivi dove i roditori portatori del virus sono più diffusi.

Dove si sono infettati i pazienti zero della nave da crociera: le ipotesi
I casi della stagione corrente si concentrano principalmente nella Regione Centro (Buenos Aires, Santa Fe ed Entre Ríos) che conta 54 casi, pari al 53% del totale. Buenos Aires da sola ne registra 42, raggiungendo il suo tasso di incidenza massimo del periodo (0,23 per 100.000 abitanti). La Regione NOA (Nordovest) contribuisce con 36 casi (36% del totale), concentrati per l'83% nella provincia di Salta, che presenta il tasso di incidenza più elevato del paese con 1,98 casi per 100.000 abitanti, comunque inferiore al record registrato nella stagione 2023-2024 (2,56). La Regione Sur (Neuquén, Río Negro, Chubut) conta 10 casi e ha superato la soglia endemica di outbreak dalla settimana 43 del 2025.

Nei primi giorni dopo la notizia del focolaio sulla MV Hondius, l'ipotesi più circolata è che il contagio abbia avuto origine in una discarica alla periferia di Ushuaia, nel sud dell'Argentina. Lì la coppia olandese, i primi due casi confermati (entrambi deceduti a 69 e 70 anni), avrebbe contratto il virus durante un'uscita di birdwatching, in un'area dove i rifiuti attirano roditori.
Juan Facundo Petrina, Direttore Generale di Epidemiologia e Salute Ambientale della provincia della Terra del Fuoco, ha respinto questa ricostruzione nelle interviste degli ultimi giorni: «Nella Terra del Fuoco non abbiamo alcun registro storico di casi di hantavirus. E specificamente, dal 1996 — quando il Sistema Nazionale di Sorveglianza lo ha incluso tra le malattie a notifica obbligatoria — non abbiamo avuto un solo caso nella provincia». Petrina ha aggiunto che la zona endemica si trova a più di 1.500 km a nord e che la provincia non ospita la sottospecie di roditore che trasmette il virus che, tra l'altro, per arrivare in quest'area dovrebbe attraversare lo Stretto di Magellano. Secondo la sua ricostruzione, la coppia si sarebbe probabilmente infettata due-quattro settimane prima dell'imbarco, durante un soggiorno in una zona montuosa della Patagonia, forse Chubut, Neuquén o Río Negro, province con casi storicamente documentati che la coppia aveva attraversato nelle settimane precedenti.