
Quali sono gli animali che dormono di più? Sembra una domanda a cui è facile rispondere – basterebbe misurare il numero di ore di sonno giornaliere di ogni specie e stilare una classifica di quelle che passano più tempo a dormire. Invece la questione non è affatto così semplice: non tutti gli animali dormono alla stessa maniera degli esseri umani, il che rende complesso definire cosa voglia dire "dormire" in primo luogo. Nuove ricerche sulle specie considerate più "dormiglione", come il koala e il bradipo, hanno inoltre rivelato come quello che è percepito come sonno profondo sono in realtà ore di inattività non paragonabili al dormire, rendendo obsolete le osservazioni precedenti. Misurare tramite elettroencefalogrammi quanto dormono le specie animali è in teoria possibile, ma la stessa ricerca scientifica da qualche tempo non si occupa più di meri studi comparativi tra specie, che presentano non pochi problemi di gestione degli esperimenti: al giorno d'oggi i ricercatori tendono invece a concentrarsi su studi all'interno della stessa specie, per svelare le differenze individuali e i meccanismi neurofisiologici alla base del loro riposo.
Gli animali che riposano tanto ma non dormono veramente
Fino a poco tempo fa una top 5 di animali che dormono più a lungo, dalle 22 alle 18 ore, avrebbe contenuto il koala (Phascolarctos cinereus), i bradipi tridattili, il pipistrello vespertilio bruno (Myotis lucifugus), l'armadillo gigante (Priodontes maximus) e il pitone reticolato (Malayopython reticulatus), ed è ancora possibile trovare sulla rete articoli che citano proprio questi animali in ordine. È innegabile che si tratti di animali che passano molto tempo a riposare, soprattutto per ragioni legate al loro peculiare metabolismo. I koala, per esempio, si nutrono esclusivamente di eucalipto, una pianta che è sia poco energetica che moderatamente tossica per gli altri animali e che pochissimi altri animali consumano. Questo adattamento ha consentito loro di avere una fonte di sostentamento abbondante senza andare in competizione con altre specie, ma a costo di lunghissimi periodi di inattività per consentire ai loro apparati digerenti di assimilare questi alimenti poco nutrienti. Anche i bradipi presentano un metabolismo molto lento, passando molto tempo a ingerire grandi quantità di cibo e ancora più tempo a digerirle. Le altre specie citate sono tipicamente notturne, con diete specializzate e lunghi periodi di digestione.

Le misurazioni EEG e i moderni studi sul sonno animale
Tuttavia, non dobbiamo confondere le ore di sonno vero e proprio con ore di semplice inattività. Le statistiche sulle ore di sonno di questi animali si sono infatti inizialmente basate su osservazioni comportamentali: se l'animale è fermo e ha gli occhi chiusi, allora ci viene da pensare che stia dormendo, ma non è sempre questo il caso. Un semplice periodo di riposo, per quanto lungo, non è la stessa cosa del sonno per come siamo abituati a considerarlo, che è caratterizzato da una perdita di coscienza, alterazione delle onde cerebrali e a volte la presenza della fase REM. Per misurare se un animale sta veramente dormendo, infatti, occorre fare ricorso a misurazioni elettriche tramite elettroencefalogrammi (EEG) per verificare se ci sono le condizioni per parlare di "sonno" paragonabile al nostro. Studi simili sono molto rari, logisticamente complicati, difficili da giustificare in termini di utilità ed eticamente problematici: gli elettrodi devono essere apposti sugli animali per moltissimo tempo, in condizioni simili al loro ambiente naturale, mettendoli spesso a disagio.

Uno dei pochi studi di questo tipo (Ecology and neurophysiology of sleep in two wild sloth species) è stato effettuato nel 2014 su due specie di bradipo, osservate con misurazioni EEG durante tutta la giornata. E contrariamente alle 20 ore di sonno al giorno di solito citate per questi animali, gli EEG hanno raccontato una storia diversa: i bradipi in realtà dormirebbero appena 9-10 ore al giorno, mentre le ore restanti sono di semplice inattività. Per quanto riguarda il vespertilio bruno, studi negli anni 60-70 hanno misurato tramite EEG una durata circa 20 ore in pochi esemplari, ma studi più recenti, come quello del dott. Harding pubblicato nel 2022 sulla rivista Sleep, hanno messo in discussione questo risultato come rappresentativo di tutta la specie e puntualizzano invece come ci sia una elevata variabilità individuale nelle ore di "vero sonno" sperimentate dai pipistrelli.
E i koala? Per i presunti leader della classifica degli animali più dormiglioni, mancano del tutto delle misurazioni EEG sul campo, che in questi animali non sono mai state effettuate, rendendo finora impossibile affermare con esattezza quante ore al giorno dormano.
I moderni studi sul sonno negli animali hanno dunque portato alla luce la vasta complessità e variabilità di questo comportamento – ci sono specie che dormono per molte ore, altre che "non dormono mai" e che riposano in una sorta di dormiveglia. Il sonno profondo simile al nostro era ad esempio fino a poco tempo fa considerato una prerogativa dei mammiferi, ma sembra invece essere molto più diffuso a vari livelli del regno animale. Per questo motivo, oggi gli scienziati tendono a tralasciare semplici misure comparative fra specie in termini di ore, e stanno invece analizzando in dettaglio le modalità in cui una specie dorme, per portare alla luce i meccanismi neurofisiologici alla base del sonno e del riposo.