campania tifeho

L'INGV lancia il progetto Tifeho, il cui obiettivo è quello di studiare come si sono formate ed evolute le camere magmatiche più importanti dell'area campana, specialmente quelle che hanno dato vita alle eruzioni più esplosive. Il progetto deve il proprio nome a Tifeo, creatura mostruosa della mitologia greca che si ribellò a Giove: per punizione fu colpito dai suoi fulmini, sprofondando nella Terra – sarebbe proprio il suo agitarsi nel sottosuolo a causare terremoti ed eruzioni secondo la leggenda. Vediamo ora più nel dettaglio in cosa consiste questo progetto e quali sono i suoi obiettivi.

Gli obiettivi del progetto Tifeho

Tifeho si pone come obiettivo principale quello di studiare le eruzioni più violente che hanno colpito la Campania, in particolare tutte quelle successive a quella Tufo Verde del Monte Epomeo (circa 56 mila anni fa) e dell'Ignimbrite Campana (circa 39 mila anni fa). Il progetto prevede di ricostruire non solo la storia eruttiva dei vulcani ma di determinare anche le caratteristiche dei magmi e ricostruire gli eventi deformativi che hanno preceduto, accompagnato e seguito queste grandi eruzioni.
Per riuscire a raggiungere questi obiettivi sono previste numerose attività, a partire da indagini geologiche sul campo fino alla raccolta di campioni per studi di laboratorio, come ad esempio analisi geochimiche, paleomagnetiche e sedimentologiche.

L’eruzione del Vesuvio del 1944 a colori
in foto: L’eruzione del Vesuvio del 1944 a colori

Per ricostruire la storia vulcanica della Campania una tra le prime cose da fare è però determinare la stratigrafia dei depositi vulcanici. Per farlo i ricercatori coinvolti nel progetto hanno eseguito due perforazioni: la prima nell'area dei Ponti Rossi, a Napoli, e la seconda nei pressi di Acerra. Una volta concluse le analisi di questi campioni sarà possibile ricavare non solo importanti informazioni vulcanologiche ma anche indizi su com'era l'ambiente naturale al momento delle eruzioni.

In realtà Tifeho è solo un tassello all'interno di un programma più ampio che prende il nome di Programma Pianeta Dinamico-Working Earth. Si tratta di un progetto che coinvolge più di 200 ricercatori e tecnici e che ha come obiettivo quello di studiare la struttura e i movimenti che interessano la Terra, con particolare attenzione verso l'area italo-mediterranea: questo permetterà di comprendere meglio i fenomeni naturali e i potenziali rischi associati, così da adottare delle politiche più efficaci per garantire la sicurezza della popolazione.

Articolo a cura di
Stefano Gandelli