
Nell'immaginario collettivo, il Grumman F-14 Tomcat costituisce ancora oggi la rappresentazione vivente del potere aereo americano nella seconda metà del XX secolo. Oltre che dalle eccellenti caratteristiche tecniche, tale fama è stata cementata anche dal successo di alcuni film nei quali esso ha svolto un ruolo di primo piano, come The Final Countdown (in italiano: Countdown dimensione zero) del 1980 e, soprattutto, Top Gun del 1986. Pochi sanno però che, oltre alla Marina degli Stati Uniti d'America, anche le Forze Aeree di un paese oggi considerato acerrimo nemico degli USA, l'Iran, hanno impiegato estesamente il Tomcat per decenni.
Il “Progetto Persian King” dell’Iran: l’accordo con USA sugli aerei
Nel corso dei primi anni '70 del XX secolo, l'Iran, allora sotto la guida dello Shah Mohammed Reza Pahlavi, si stava candidando a diventare la prima potenza militare del Medio Oriente grazie anche alla partnership strategica con gli Stati Uniti d'America, i quali permettevano a Teheran di acquistare presso i conglomerati del complesso militare-industriale a Stelle e Strisce il meglio in fatto di tecnologia militare. Il mastodontico piano di riarmo iraniano era giustificato dal fatto che il Paese percepiva sia l'Unione Sovietica che i Paesi arabi della regione come minacce alla sua sopravvivenza e, allo stesso tempo, la leadership al potere nei palazzi imperiali favoleggiava sulla possibilità per l'Iran di tornare agli antichi fasti imperiali della Persia pre-islamica.

In questo contesto venne varato il “Progetto Persian King” in base al quale lo Scià negoziò l'acquisto, a partire dal gennaio 1976, di 3 lotti comprendenti rispettivamente 30, 50 e 70-75 velivoli, per un totale di 150-155 Grumman F-14 A-GR (a seconda delle fonti consultate). Il contratto prevedeva inoltre l'addestramento negli USA degli equipaggi di volo e dei meccanici, la fornitura di ingenti scorte di pezzi di ricambio, il sostegno logistico in Iran da parte degli statunitensi e l'accesso all'intera gamma di armamenti in dotazione al velivolo, tra i quali spiccava il missile aria-aria a lungo raggio AIM-54A Phoenix, arma assai potente sviluppata dalla Hughes Aircraft Company per essere compatibile con il radar di scoperta AN/AWG-9 dell'F-14. Con la combinazione F-14A-GR/AN/AWG-9/AIM-54A in servizio presso la IIAF (la Forza Aerea Imperiale Iraniana), Mohammad Reza Palhavi era sicuro che il suo Paese fosse in grado di dominare i cieli del Medio Oriente almeno per i successivi 10 anni.
I Grumman F-14 Tomcat iraniani nella guerra contro l’Iraq
La Rivoluzione Iraniana del 1979, la caduta dello Scià e l'instaurazione di un governo teocratico guidato dall'Ayatollah Ruhollah Mostafavi Musavi Khomeini, cambiarono in breve tempo tutti gli equilibri geopolitici nella regione trasformando la Repubblica Islamica dell'Iran in un acerrimo nemico degli Stati Uniti d'America e dell'Occidente in generale. Di questa situazione di marasma generale cercò di approfittare l'Iraq che, sotto la guida di Ṣaddām Ḥusayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī, il 22 settembre 1980 lanciò un'aggressione militare contro l'Iran che diede inizio ad una grande guerra convenzionale che durò 8 anni, fino al 1988.
Allo scoppio delle ostilità, le forze aeree iraniane (ora ribattezzate IRIAF) avevano nominalmente a disposizione un totale di 77 F-14 distribuiti su 5 squadroni a ranghi incompleti. Su 150-155 veivoli ordinati, infatti, solo 80 erano stati costruiti fino a quel momento e di questi 79 erano stati consegnati agli iraniani tra il gennaio 1976 ed il febbraio 1979 mentre 1 era stato impuntato negli USA. Inoltre 2 degli aerei consegnati erano andati nel frattempo perduti in altrettanti incidenti avvenuti rispettivamente il 30 aprile ed il 15 novembre del 1977. Il marasma rivoluzionario aveva poi comportato la completa interruzione della fornitura di parti di ricambio e di sostegno logistico da parte degli americani, così come l'attuazione di vere e proprie purghe ai danni del personale militare ritenuto non sufficientemente allineato con i dettami della Rivoluzione Khomeinista.

Nonostante questo, spinti dalle contingenze operative, gli iraniani riuscirono a superare queste difficoltà e a fare proficuo utilizzo dei loro F-14 nel corso della guerra e, nelle mani di esperti piloti come Jalil Zandi, essi si trasformarono in autentiche “bestie nere” per le loro controparti irachene. Nel complesso gli iraniani persero 12 F-14 durante la Guerra Iran-Iraq, però solo 5 di essi furono distrutti durante i combattimenti aerei mentre da parte loro gli iracheni lamentarono l'abbattimento di un numero compreso tra i 160 ed i 250 velivoli, a seconda delle fonti, a causa dell'azione dei Tomcat iraniani, il che si tradurrebbe in un rapporto perdite-vittorie di 1:32 o addirittura 1:50 in favore degli iraniani.
Una carriera lunga mezzo secolo
Alla fine della Guerra Iran-Iraq, solo una quindicina di F-14, su un totale di 65 che erano sopravvissuti al conflitto, erano ancora in condizione di volare e, per tutti gli anni '90 del XX secolo, le condizioni complessive della flotta di volo rimasero altalenanti viste le mutate piorità strategiche iraniane nel dopoguerra. Le cose cambiarono radicalmente a partire dal 2002 quando, in risposta all'invasione dell'Afghanistan del 2001, a quella dell'Iraq del 2003, all'innalzalmento dell'ostilità da parte statunitense e, infine, allo scoppio delle Primavere Arabe e di altri conflitti armati nell'area mediorientale, i vertici politici e militari della Repubblica Islamica decisero di investire nuovamente nella loro flotta di Tomcat approvando un piano su due binari che prevedeva prima un ripristino delle capacità di volo e combattimento degli aerei e, secondariamente, un ambizioso programma di modernizzazione ed aggiornamento delle capacità operative.
Il piano di ammodernamento e accrescimento delle capacità operative (denominato “Progetto Baba'i”) venne ufficialmente inaugurato nel 2012 quando il primo esemplare di F-14AM (dalle prestazioni essenzialmente comparabili a quelle dell'F-14D, l'ultima variante dell'F-14 prodotta dagli Stati Uniti d'America prima della radiazione del velivolo dal servizio, il 22 settembre del 2006) venne ufficialmente presentato. In base ai piani originali, i velivoli avrebbero dovuto essere modernizzati al ritmo di 5 all'anno negli stabilimenti della IACI (Iranian Aircraft Industries) fino al 2024 quando il programma si sarebbe concluso con l'aggiornamento dell'intera flotta che avrebbe potuto così rimanere competitiva fino al 2040. Lo scoppio della pandemia del COVID-19, a dicembre del 2019, e la successiva crisi economica hanno avuto come effetto un rallentamento del programma, la cui fine è stata posticipata al 2030, lasciando ad oggi l'Iran in possesso di una flotta mista di F-14A e F-14AM.
La situazione di oggi nella guerra in Medio Oriente
Allo scoppio della nuova Grande Guerra del Medio Oriente, all'indomani dell'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, la IRIAF aveva in servizio un totale di 61 F-14 distribuiti tra 3 diversi squadroni, avendone persi un totale di 4 a causa di incidenti nel corso dei 35 anni seguiti al termine della Guerra Iran-Iraq (rispettivamente nel 2004, nel 2012, nel 2019 e nel 2022). Essendo ancora oggi i velivoli più potenti in servizio con la IRIAF, non è quindi un caso che gli F-14 abbiano continuato a militare in prima linea in occasione di tutte le crisi, piccole o grandi, che hanno interessato l'Iran nel corso di questo arco temporale, e vista la loro potenziale pericolosità, ciò ne ha anche fatto dei bersagli prioritari per i pianificatori militari israeliani ed americani in occasione sia della Guerra dei Dodici Giorni del giugno 2025 che nel corso dell'attuale Guerra d'Iran del 2026.

Nel commentare gli eventi dell'ultimo anno però, le cose si fanno assai opache vista la scarsità di informazioni affidabili e il massiccio ricorso alla propaganda da parte di tutti gli attori coinvolti negli eventi bellici. Durante il conflitto di giugno 2025, per esempio, gli israeliani rivendicarono in due diverse occasioni la distruzione nel complesso di 5 F-14 pubblicando, a supporto delle loro affermazioni, un paio di video che ebbero una notevole eco mediatica ma che in realtà mostravano la distruzione di mock-up fasulli.
Parimenti difficile è la valutazione della situazione odierna dato che, a fronte delle solite dichiarazioni roboanti circa “la fine della flotta degli F-14 iraniani”, il materiale fotografico pubblicato ad oggi nel corso della attuale Guerra d'Iran parrebbe supportare la distruzione solamente di due F-14 mentre durante le settimane del conflitto attivo, nonostante il blocco di Internet imposto dalle autorità della Repubblica Islamica, sono emersi almeno 2 video che mostrerebbero altrettanti F-14 impegnati nel tentativo di intercettare velivoli nemici in uscita dallo spazio aereo iraniano. In ogni caso, allo stato attuale delle cose e vista la scarsità di informazioni affidabili e la povertà di attenzione, parlare di “fine della carriera dell'F-14” è ancora prematuro.